I fondi comuni sottopesano, mentre le istituzioni tornano con posizioni long reali! Il Mag 7, guidato da Nvidia (NVDA.US), torna al centro dei flussi di capitale
Tra le azioni legate all'intelligenza artificiale monitorate, Nvidia risulta essere la meno sovrappesata, con i fondi comuni di investimento a grande capitalizzazione che la sottopesano in media di circa 100 punti base.
Secondo quanto appreso da Zhitong Finance APP, un grafico recentemente compilato dai giganti finanziari di Wall Street, Goldman Sachs, e condiviso dal noto giornalista finanziario e analista d’investimento americano Mike Zaccardi, mostra che i fondi comuni attivi sulle large cap degli Stati Uniti sono ancora fortemente sottopesati sull’attuale “superpotenza dei chip AI” Nvidia (NVDA.US), che ora ha una capitalizzazione di mercato superiore ai 5.000 miliardi di dollari. Il grafico evidenzia che, tra le azioni collegate all’intelligenza artificiale monitorate, Nvidia registra il sottopeso più significativo, con una media di circa 100 punti base di sottopeso da parte dei fondi comuni large cap.
Anche altri leader della catena industriale AI sono in parte sottopesati nei portafogli dei fondi comuni, ad esempio il principale concorrente di Nvidia nel settore delle CPU per PC e high performance computing—l’altro leader della tecnologia GPU, AMD (AMD.US)—occupa anch’essa la lista delle azioni più sottopesate, con uno scarto di circa 60 punti base; tra i cosiddetti “Mag 7” (i sette grandi colossi tecnologici USA), anche Google (GOOGL.US) e Microsoft (MSFT.US) appaiono insolitamente sottopesati—rispettivamente per circa 70 punti base e 50 punti base.
La casa madre di Facebook, Meta Platforms (META.US), è sottopesata di circa 30 punti base; il gigante dei chip di memoria statunitense Micron Technology (MU.US) rappresenta invece un’eccezione, venendo sovrappesata dai fondi comuni di quasi 40 punti base rispetto al benchmark delle large cap statunitensi.
Il grafico mostra inoltre che diverse azioni di punta della potenza di calcolo AI risultano inaspettatamente “sovrappesate” dai fondi comuni, tra cui il leader USA degli hard disk HDD Seagate Technology (STX.US), sovrappesata per circa 15 punti base, e la regina americana dei flash NAND Sandisk (SNDK.US)—che quest’anno ha sovraperformato lo S&P 500 con un balzo del 575%—che tuttavia risulta sottopesata di circa 25 punti base.

Nel frattempo, i dati statistici elaborati da Goldman Sachs indicano che, ad agosto, il comparto più caldo del mercato azionario USA, ovvero quello TMT (tecnologia, media e telecomunicazioni), è stato spinto quasi esclusivamente da acquisti attivi long e non da copertura di posizioni short. Inoltre, la quota netta di posizionamento sui “sette grandi colossi tecnologici USA” è risalita dal circa 14% al 18%, segnalando come il capitale di rischio reale stia tornando a scommettere sulla traiettoria d’investimento della potenza di calcolo AI. Il sottopeso dei fondi comuni large cap su Nvidia, AMD, Google e Microsoft rispetto al benchmark implica che, qualora questi titoli continuassero a sovraperformare e il settore della potenza di calcolo AI benefici ulteriormente di catalizzatori fondamentali favorevoli, la domanda latente di acquisti da parte degli istituzionali costretti a ridurre il tracking error e la pressione sulla performance relativa potrebbe rivelarsi significativa.
Dopo il minimo estivo, i “sette grandi tech” e le azioni TMT guidano i massicci afflussi di agosto
Secondo i dati più recenti di Goldman Sachs Prime Brokerage, nell’agosto di quest’anno il capitale istituzionale sta tornando con forza sulle big tech statunitensi e sulle azioni TMT, che risultano i veri leader di questa nuova ondata di ritorno dei flussi verso Wall Street.
Da inizio mese, il comparto TMT si è imposto come il più acquistato su base netta nell’intero mercato azionario USA. Particolarmente rilevante, questa nuova ondata di acquisti è stata trainata quasi interamente da posizioni long attive e non da ricoperture di short, segnalando un rapido ritorno della fiducia rialzista degli investitori nella crescita di questo segmento guidato dalla tecnologia.

Questi acquisti aggressivi si stanno riversando in particolare sui sette titani della tecnologia USA—ossia Google (GOOGL.US)(GOOG.US), Amazon (AMZN.US), Apple (AAPL.US), Meta (META.US), Microsoft (MSFT.US), Nvidia (NVDA.US) e Tesla (TSLA.US). Dopo la correzione di inizio estate, queste big tech hanno registrato forti afflussi netti da agosto in poi. I dati dimostrano che il posizionamento netto degli investitori istituzionali tipo hedge fund sui “sette grandi” è rimbalzato vicino al 18%, rispetto al minimo di circa il 14% toccato a fine giugno.
I cosiddetti “sette grandi colossi tecnologici” (“Magnificent Seven” o “Mag 7”, che comprendono: Nvidia, Apple, Microsoft, Google, Tesla, Amazon e la casa madre di Facebook, Meta Platforms) pesano oltre il 40% dello S&P 500 e del Nasdaq 100, rappresentando la forza trainante delle recenti performance record dello S&P 500. Sono inoltre considerate dai principali istituzionali di Wall Street come la combinazione più promettente per produrre enormi ritorni agli investitori in quella che è la più grande rivoluzione tecnologica dai tempi di Internet.
La bull run “super AI” che negli ultimi tre anni ha visto lo S&P 500 crescere di oltre 30.000 miliardi di dollari è stata in gran parte guidata dai colossi tech americani, considerati i migliori beneficiari dell’ondata AI globale, nonché dagli investimenti senza precedenti nelle infrastrutture di potenza di calcolo AI a livello mondiale (tra cui società come Micron, TSMC, Broadcom), dai “big three” dello storage (Sandisk, Western Digital, Seagate) e dai principali fornitori di sistemi energetici (es. Constellation Energy).
Sotto il dominio della “fede AI”, i capitali globali legati all’intelligenza artificiale si sono canalizzati soprattutto in due filoni: la costruzione di infrastrutture di potenza di calcolo AI e le applicazioni AI a generazione di ricavi—i due temi di investimento più gettonati. Per il mercato azionario USA, che negli ultimi anni ha toccato ripetutamente nuovi massimi storici inaugurando un nuovo ciclo rialzista di lungo periodo, e per l’indice globale azionario MSCI, l’inarrestabile “fede AI” è divenuta la principale forza propulsiva del bull market: finché questa ondata di entusiasmo continuerà, il rally di Wall Street e dei listini azionari globali non accennerà a un rallentamento.
Dal gap di offerta Micron al sottopeso Nvidia, la corsa ai titoli AI non ha ancora raggiunto il picco
Il tema di trading sulla potenza di calcolo AI non ha ancora raggiunto il livello limite di posizionamento generale del mercato, e la probabilità che i flussi netti verso i temi AI continuino resta elevata. Tuttavia, la nuova fase non sarà caratterizzata da una crescita corale su tutte le idee “AI”, ma dalla predilezione selettiva per titoli con visibilità sugli ordinativi, free cash flow e colli di bottiglia irripetibili.
Secondo gli strategist di Wall Street, il recente cambiamento di maggiore rilievo nell’industria globale dei semiconduttori è stata la “pulizia degli eccessi AI” di luglio, uno scenario sempre più riconoscibile come deleveraging e sgonfiamento delle posizioni speculative, anziché un’inversione ribassista dei fondamentali di filiera AI. I dati più recenti mostrano che il Philadelphia Semiconductor Index (SOX) è crollato del 29% dai massimi storici del 22 giugno fino ai minimi del 29 luglio, per poi rimbalzare di circa il 20% in sole tre settimane: un ritorno tecnico al bull market nel breve periodo.
La Corea del Sud, considerata “barometro della potenza AI”, ha messo in risalto questo rimbalzo guidato dai fondamentali, amplificandone la portata: la scorsa settimana l’indice KOSPI è salito dell’11,5% interrompendo una serie negativa di sette settimane, mentre Samsung Electronics e SK Hynix sono cresciute rispettivamente del 19% e del 16%. L’indice KOSPI è rimbalzato di circa il 24,75% tra la chiusura del 30 luglio (5.593,56 punti) e il 14 agosto (6.977,94 punti). Di particolare rilievo la riduzione degli asset di ETF leverage single-stock coreani da circa 50 a 17 miliardi di dollari e la previsione J.P. Morgan secondo cui circa il 90% del deleveraging degli hedge fund sarebbe già avvenuto; a ciò si aggiungono acquisti netti di capitale estero di circa 3.000 miliardi di won il 14 agosto—tutti segnali che l’andamento dei semiconduttori globali si sta muovendo dal “panic selling” verso “il ritorno al rischio da parte degli istituzionali”, aprendo la strada a una potenziale sequenza positiva rally—coperture—short squeeze—nuovo rally.
Secondo Goldman Sachs, i fondi comuni large cap USA sono sottopesati su Nvidia di circa 100 punti base rispetto al benchmark, così come su AMD, Google e Microsoft; ciò non significa che i fondi abbiano posizioni short nette, bensì che il loro peso in portafoglio non raggiunge il benchmark. Se questi leader continuano a sovraperformare, i fondi rischiano di subire tracking error, pressione sulla performance relativa e rischio carriera, dando luogo a potenziali ondate di acquisti “per inseguire il benchmark”. Tuttavia, Micron è già sovrappesata di circa 40 punti base, segno che i capitali non stanno semplicemente inseguendo l’intero comparto AI, ma stanno privilegiando segmenti con colli di bottiglia più certi come lo storage; unendo ciò al rialzo del posizionamento netto istituzionale sui “sette grandi” dal 14% di fine giugno al 18%, sostenuto prevalentemente da acquisti long attivi, si può concludere che il processo di ricostituzione delle posizioni AI è già partito, ma non ancora concluso.
I fondamentali stanno supportando questa nuova ondata di ritorno dei capitali: la domanda dei clienti Micron corrisponde a circa il 150% della capacità di fornitura impegnabile, generando un gap di offerta vicino al 50%; i contratti strategici quinquennali convertono la più volatile domanda spot in visibilità di lungo periodo sugli ordinativi. Con HBM, DRAM e NAND a determinare congiuntamente la percentuale di utilizzo GPU, il throughput di inferenza, e il costo per token, lo storage impone una transizione da commodity standardizzata a infrastruttura di sistema integrata con gli accelerator, aumentando varietà di prodotto, potere contrattuale e stabilità dei margini. La decisione di Micron di investire 10 miliardi di dollari nelle strutture di R&S per la memoria AI conferma che il management sta allocando capitale non per la ciclicità di breve termine, ma per una domanda strutturale di lungo periodo.
I solidi fondamentali di Nvidia e il suo impatto strategico sulla filiera AI rafforzano inoltre la narrativa dei “catalizzatori forti” guidati da sottopeso e valutazione a sconto: secondo gli analisti di Bank of America, anche assumendo rischi potenziali per circa 300 miliardi di dollari tra investimenti, garanzie e impegni a sostegno dell’ecosistema Nvidia, la valutazione aggregata sul free cash flow suggerisce che il titolo sia sottovalutato tra il 34% e il 50%, sostenendo quindi un rating “Buy” e un target di 350 dollari. Prospetticamente, se il prezzo del noleggio GPU, il tasso di utilizzo dei cluster e la spesa di capitali AI resteranno forti, mentre Nvidia restituirà più free cash flow agli azionisti tramite buyback, il recupero istituzionale delle posizioni potrebbe trasformarsi in una rivalutazione del titolo; viceversa, un peggioramento delle condizioni di finanziamento dei progetti AI, delle garanzie fuori bilancio o del ROIC sui capex potrebbe rapidamente frenare la domanda.
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