Coinbase negli ultimi due giorni di trading si è nuovamente affermata come uno dei titoli più forti tra le azioni cripto. Il 19 agosto
COIN è salita del 10,58%, mentre il 20 agosto ha continuato a rafforzarsi, recuperando sostanzialmente il calo successivo al report trimestrale.
Il rimbalzo di
bitcoin rappresenta un importante fattore trainante, ma è ancora più degno di nota il cambiamento in atto nell'ambiente normativo degli Stati Uniti, che promette di ampliare direttamente il campo d'azione futuro di Coinbase.
La tendenza a breve termine rimane decisamente forte, ma la fascia tra 175 e 181 dollari rappresenta già una zona di evidente resistenza. Dopo due rapide sessioni di rialzo consecutivo, è preferibile attendere la conferma della rottura o un ritracciamento stabile: il rapporto rischio-rendimento è chiaramente migliore rispetto a un acquisto su livelli eccessivamente alti.
L'innesco delle politiche inizia a realizzarsi
Un importante catalizzatore di questo rialzo proviene dalla regolamentazione statunitense sulle criptovalute.
Il 18 agosto, la SEC ha proposto un nuovo quadro normativo per gli asset crittografici, che prevede esenzioni per alcune emissioni di token, meccanismi di “porto sicuro” e percorsi di finanziamento più chiari. Contestualmente, Trump ha nuovamente chiesto al Congresso di accelerare il processo del CLARITY Act, mentre il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, si è detto ottimista sul fatto che la legge possa ottenere oltre 60 voti in Senato.
Questi cambiamenti hanno un impatto diretto su Coinbase. Più la regolamentazione è chiara, maggiore sarà il numero di token, derivati e capitali istituzionali che potranno entrare legalmente nel mercato statunitense, ampliando così le entrate di Coinbase da trading, custodia e servizi infrastrutturali.
Ancora più importante, Coinbase sta gradualmente riducendo la sua dipendenza dalle commissioni di trading spot. Nel secondo trimestre, la quota di mercato del volume di trading crypto è salita al record del 10,3%, mentre le entrate da abbonamenti e servizi hanno raggiunto 555 milioni di dollari, pari al 48% dei ricavi netti; il fatturato dal mercato delle previsioni è cresciuto del 106% rispetto al trimestre precedente e le giacenze medie di
USDC nei prodotti Coinbase hanno raggiunto i 20 miliardi di dollari.
Se gli USA entreranno in un periodo di espansione regolamentare più esplicita, la logica di valutazione futura di COIN potrebbe spostarsi gradualmente dal “bitcoin in rialzo traina i volumi” ad una “rivalutazione delle infrastrutture della finanza cripto conforme alla normativa statunitense”.
Il bilancio presenta ancora delle incognite
La principale incognita attuale riguarda il fatto che il miglioramento dei fondamentali non ha ancora raggiunto pienamente le attese del mercato.
Nel secondo trimestre, Coinbase ha registrato un fatturato di circa 1,22 miliardi di dollari, inferiore alle stime di mercato che si attestavano a 1,29 miliardi; anche il ricavo da trading, a 599 milioni, è stato sotto le aspettative. I proventi dal trading consumer sono calati del 30% anno su anno e le entrate da abbonamenti e servizi non hanno raggiunto le previsioni degli analisti.
Questa è stata anche la principale causa della diminuzione giornaliera del 10,59% sul titolo COIN dopo il report del 31 luglio.
Pertanto, questo attuale rialzo è ancora principalmente guidato da recupero della valutazione e aspettative regolatorie. Solo se bitcoin continuerà a salire, il volume di trading tornerà vivace e le previsioni di utile per il terzo trimestre verranno aggiornate al rialzo, allora il mercato potrà orientarsi verso guadagni trainati realmente dagli utili.
I capitali sono di nuovo in afflusso
La struttura volume/prezzo mostra già un evidente miglioramento.
Il 19 agosto il volume di scambio COIN è salito a circa 10,84 milioni di azioni, contro un range precedente per la maggior parte dei giorni di scambio tra 5 e 8 milioni. Quel giorno il prezzo è passato dai pressi di 147,50 dollari a oltre 165 dollari, dando luogo a una tipica rottura a rialzo con volumi sostenuti.
Il 20 agosto il prezzo ha continuato a salire, a riprova che la forte candela rialzista del giorno precedente non ha incontrato una significativa presa di profitto.
In precedenza COIN era rimasta laterale nella fascia 140-155 dollari per circa tre settimane; attualmente ha nuovamente superato i 160 dollari. Intorno ai 140 dollari si è così formato un minimo di periodo e anche i capitali speculativi stanno accettando una fascia di prezzo più elevata.
181 dollari rappresenta la soglia chiave
Da un punto di vista tecnico, la zona di resistenza più significativa si colloca al momento tra i 175 e 181 dollari.
Il 21 luglio COIN aveva già raggiunto i 181,49 dollari, per poi correggere rapidamente; di conseguenza, la fascia 174-181 dollari costituisce una evidente area di resistenza pregressa.
Una rottura significativa sopra i 181 dollari significherebbe che la maggior parte delle correzioni avvenute dalla fine di luglio sono state recuperate e nella fase successiva si potrà guardare con interesse all'area 195-200 dollari.
Il primo supporto si è già spostato in alto verso 160-165 dollari. Quest'area coincide con la zona di rottura del 19 agosto e rappresenta un importante punto di riferimento per valutare la tenuta della forza trainante attuale.
Un ulteriore supporto si situa nei 150-153 dollari. Una discesa sotto i 150 dollari indebolirebbe chiaramente la struttura di questa fase di rottura.
Strategia di trading
La struttura attuale di COIN sul breve-medio termine rimane improntata alla forza, tuttavia il rapporto rischio-rendimento vicino ai 175-181 dollari sta diminuendo e non è appropriato inseguire con acquisti in questa fascia di pressione.
Le posizioni già in essere possono essere mantenute, fissando l'area intorno ai 160 dollari come primo livello di stop-loss. Se il prezzo sfonderà i 181 dollari con volumi elevati, si aprirà ulteriore spazio rialzista, con primo target nell’area 195-200 dollari.
Qualora il prezzo ritracciasse e trovasse stabilità tra 160 e 165 dollari con volumi in diminuzione, si creerebbe una zona di rientro più interessante.
I principali rischi sono rappresentati da un nuovo ribasso di bitcoin sotto la recente area di breakout, nonché da eventuali ulteriori ostacoli nel percorso legislativo del CLARITY Act. La legge resta infatti soggetta a giochi politici e alle resistenze di alcuni gruppi d’interesse bancari, e il suo iter finale è ancora incerto.
Al momento il punto di svolta più decisivo rimane 181 dollari. Se questo livello verrà superato in modo efficace, le probabilità che COIN possa evolversi da un rimbalzo di breve termine a una nuova tendenza rialzista aumenteranno sensibilmente.