Aegon "sfida" il Tesoro USA: aumentare il riacquisto di titoli a lungo termine ha "poco significato", la logica di ripida inclinazione non cambia
Aegon Asset Management rimane fermamente convinta che il differenziale tra i costi di finanziamento a breve e a lungo termine negli Stati Uniti continuerà ad ampliarsi.
Secondo quanto riportato da Infomercati Finanziari APP, nonostante il ministro del Tesoro degli Stati Uniti, Scott Besant, stia tentando di contenere i tassi dei titoli di stato a lungo termine, Aegon Asset Management mantiene una posizione decisa scommettendo sul fatto che il differenziale tra i costi di finanziamento a breve e lungo termine negli USA continuerà ad ampliarsi.
Mercoledì, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato che raddoppierà almeno le operazioni di riacquisto per sostenere la liquidità dei Treasury a 10 e 30 anni, aumentando il limite di riacquisto per singola operazione da 2 miliardi a almeno 4 miliardi di dollari. Dopo l'annuncio, il mercato obbligazionario ha reagito positivamente: il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso di 6 punti base al 4,65% e il rendimento a 30 anni è crollato di quasi 10 punti base al 5,18%. Nel precedente giorno di contrattazione, il rendimento a 30 anni aveva brevemente superato il 5,33%, segnando un record dal 2007.
Diversamente, secondo James Lynch, gestore di portafoglio di Aegon, l'allargamento delle operazioni di riacquisto sui Treasury a lungo termine "ha scarso significato" e non cambierà la sua visione secondo cui la curva dei rendimenti negli Stati Uniti e in Europa continuerà a mostrare una pendenza crescente.
Dopo l'annuncio dell'espansione delle operazioni di riacquisto da parte del Dipartimento del Tesoro, la curva dei rendimenti dei Treasury USA si è appiattita

I dati mostrano che nell'ultimo mese, l’Absolute Return Bond Fund di Aegon ha registrato performance superiori all'80% dei prodotti analoghi. Lynch dichiara che una delle strategie di successo è stata proprio quella di puntare, per via di “molteplici fattori strutturali”, su un aumento dei rendimenti dei Treasury a 30 anni più rapido rispetto a quelli a 5 anni.
Lynch osserva: “Ci sono problematiche di ordine fiscale—un enorme deficit, massicce emissioni di debito aziendale che influenzano il mercato, un'inflazione ancora superiore agli obiettivi, e una comunicazione poco chiara da parte della Fed. Tutti questi elementi aggiungono un premio extra al mercato. Non credo che tutti questi fattori spariranno presto”.
A livello globale, le operazioni di steepener trades riscuotono sempre più consensi tra gli hedge fund e altre società di asset management. La logica principale è che, con l’aumento dell’offerta di titoli di stato, i rendimenti a lungo termine devono continuare a salire per attrarre abbastanza acquirenti.
I titoli di stato a lungo termine sono diventati un tema centrale per gli investitori: da una parte persistono le pressioni inflazionistiche; dall’altra, il fervore per l’intelligenza artificiale trainato dal debito pone governi e colossi tech ad alto rating (“mega-cap”) in competizione nello stesso mercato per accaparrarsi acquirenti.
Attualmente, il rendimento dei Treasury USA a 30 anni ha superato il 5%, raggiungendo il massimo da quasi vent'anni. Nel frattempo, nell’ultimo mese i rendimenti a breve termine sono cresciuti più lentamente, poiché i segnali di mercato indicano che la Federal Reserve non ha fretta di alzare i tassi.
Il fondo obbligazionario di Aegon, con asset per 165 milioni di sterline (circa 225 milioni di dollari USA), ha ottenuto un rendimento del 2,36% da inizio anno, grazie all’allocazione su obbligazioni a breve termine, gestione attiva della duration e strategie di steepener. Lynch aveva già adottato la strategia steepener sui Treasury USA dalla metà di giugno. Inoltre sta puntando su una performance inferiore dei bond a lunga scadenza rispetto a quelli a breve in Europa e Regno Unito.
Sta valutando, in vista del 2027, di convertire gradualmente le posizioni steepener in detenzione diretta di titoli a lungo termine, ma resta cauto sul momento giusto per scommettere direttamente sulla risalita dei prezzi delle obbligazioni.
“La situazione ora è un po' caotica, ma credo che possa essere una buona occasione per una posizione long,” afferma Lynch. “Purtroppo, nessuno suonerà la campanella per dirti, ‘Ecco, ora è davvero il momento di andare long’.”
Come valuta Wall Street la nuova politica di riacquisto dei Treasury USA?
Dopo l'intervento del Dipartimento del Tesoro, il mercato dei Treasury USA ha registrato un rimbalzo. Nonostante ciò, tra gli operatori di Wall Street rimangono divergenze di opinione riguardo a questo aggiustamento delle operazioni di riacquisto.
JP Morgan ha affermato che l’ampliamento delle operazioni di riacquisto da parte del Tesoro USA “cura i sintomi e non la malattia”. Gli strategist della banca, tra cui Jay Barry, hanno sottolineato che questa misura tratta solo i “sintomi” della tendenza al rialzo dei rendimenti a lungo termine, senza andare alla radice del problema: l’economia USA attualmente sfiora la piena occupazione, il deficit pubblico rappresenta ancora circa il 6% del PIL, e il fabbisogno di finanziamento rimane la principale causa della pressione sui tassi di lungo periodo. La banca avverte che se il Tesoro dovesse adottare una gestione del debito più “opportunista”, discostandosi ulteriormente dal principio tradizionale di emissione “regolare e prevedibile”, gli investitori potrebbero richiedere un premio a termine ancora maggiore, alimentando così ulteriormente i costi di finanziamento a lungo termine. JP Morgan prevede che, nei prossimi anni fiscali, il fabbisogno di finanziamento degli Stati Uniti possa superare i 3.500 miliardi di dollari e, in assenza di una significativa ristrutturazione fiscale, la modifica delle operazioni di riacquisto avrà probabilmente solo un impatto temporaneo sui rendimenti a più lunga scadenza.
Barclays ritiene che, pur essendo l’impatto effettivo sul mercato limitato, il segnale politico veicolato sia molto rilevante: gli investitori hanno ora la certezza che, in caso di ulteriore risalita dei rendimenti a lungo termine, il Tesoro USA sia disposto a modificare la struttura delle emissioni. In futuro, il Tesoro potrebbe aumentare ancora la dimensione delle operazioni di riacquisto oppure dichiarare a novembre, in occasione del meeting di finanziamento, una riduzione delle emissioni sui titoli a lunga scadenza. Tuttavia, la banca cita l’esperienza giapponese ricordando che la riduzione dell’offerta di titoli di stato a lunga scadenza può solo “comprare tempo”: dopo la riduzione delle emissioni di JGB ultra-long nel 2025, il rendimento a 40 anni scese di circa 50 punti base, per poi toccare nuovi massimi poco dopo. Per risolvere il problema, sottolinea Barclays, occorre tornare a una regolazione fiscale.
Al contrario, Citigroup ha un approccio più ottimista. La banca consiglia di acquistare titoli del Tesoro USA a 20 anni, ritenendo che il Tesoro stia cercando di limitare la crescita dei rendimenti a lungo termine e che, grazie al rallentamento dell'inflazione, nei prossimi mesi il mercato dei Treasury possa offrire valide occasioni di rimbalzo.
Dalla scommessa decisa di Aegon sugli steepener, all’avvertimento di JP Morgan sul “trattare i sintomi e non la causa”, fino all’impostazione ottimista di Citigroup, risulta chiaro che il confronto sulle traiettorie dei rendimenti USA è ancora in pieno svolgimento.
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