Dopo aver considerato un'IPO, Anthropic chiede a tutti i dipendenti di vendere le azioni secondo un piano fisso, rompendo le consuetudini del settore
Secondo quanto riportato, mentre Anthropic si prepara per l'IPO, sta considerando di rompere la consuetudine del settore riservata solo agli alti dirigenti, richiedendo a tutti i dipendenti di vendere le proprie azioni secondo un piano predefinito. Questa misura mira a evitare rischi di insider trading, mantenere una cultura di trasparenza interna delle informazioni e attenuare l'impatto negativo sul prezzo delle azioni dovuto alle vendite concentrate dei dipendenti. Gli avvocati ritengono che, sebbene questa soluzione limiti la libertà dei dipendenti di monetizzare, sia vista come una nuova tendenza di conformità per le startup tecnologiche.
L’unicorno dell’intelligenza artificiale Anthropic si sta preparando alla quotazione in borsa e sta valutando una mossa rara: imporre anche ai dipendenti ordinari di aderire a piani di trading predefiniti per la vendita delle loro azioni, in modo da evitare rischi di insider trading. Questa pratica è quasi senza precedenti nel settore tecnologico e avrà un impatto diretto sulla libertà dei dipendenti di monetizzare il proprio patrimonio.
Secondo quanto riportato il 27 luglio da Il Giornale della Tecnologia, fonti informate hanno riferito che Anthropic sta discutendo questa proposta con consulenti esterni, ma non è stata ancora presa una decisione definitiva. Si prevede che l’argomento sarà affrontato durante l’IPO roadshow che inizierà questa settimana, in occasione degli incontri con i potenziali investitori del mercato pubblico. L’IPO potrebbe essere completata già a settembre di quest’anno.
Secondo la notizia, il contesto centrale di questa valutazione è che: la valutazione di Anthropic è salita da circa 4 miliardi di dollari a 965 miliardi di dollari in tre anni e potrebbe aumentare ulteriormente dopo la quotazione. A quel punto, molti dipendenti delle prime fasi possiederanno una grande ricchezza e, se vendessero in massa, potrebbero esercitare una forte pressione sul prezzo delle azioni della società. L’imposizione di piani di trading predefiniti aiuta a distribuire le vendite dei dipendenti su una finestra temporale più ampia, smorzando così i potenziali shock sul mercato.
Prassi del settore: i piani 10b5-1 di solito sono riservati ai dirigenti
Il cosiddetto piano 10b5-1 è una disposizione legale prevista dalla normativa statunitense sui mercati dei capitali che impone ai partecipanti di vendere le proprie azioni secondo un calendario, quantità e prezzo stabiliti anticipatamente, creando così una "barriera" contro eventuali informazioni privilegiate al momento della transazione.
Attualmente, questo meccanismo ha un’applicazione piuttosto limitata tra le società quotate. Un rapporto dello studio legale Gibson Dunn dello scorso anno evidenzia che solo il 13% delle società incluse nell’S&P 100 richiede o incoraggia i membri del consiglio e i dirigenti a effettuare operazioni esclusivamente tramite piano 10b5-1. In altre parole, estendere quest’obbligo a tutti i dipendenti ordinari è praticamente senza precedenti tra le grandi aziende quotate.
Normalmente, le società quotate permettono alla maggior parte dei dipendenti di acquistare e vendere azioni liberamente durante la cosiddetta "finestra di trading" che segue la pubblicazione delle relazioni finanziarie. Se Anthropic dovesse imporre un piano predefinito obbligatorio, i dipendenti potrebbero operare anche al di fuori della finestra, ma perderebbero la flessibilità di decidere autonomamente il momento e la quantità della transazione.
Le modalità di vendita delle azioni da parte dei dipendenti rappresentano solo una delle questioni che Anthropic deve chiarire prima della quotazione. Secondo alcune fonti, l’azienda sta inoltre analizzando la percentuale di azioni attualmente in mano agli azionisti che potrà essere venduta nel primo giorno di quotazione, oltre a definire la durata e le modalità dei piani di lock-up tipicamente utilizzati per limitare la vendita delle azioni da parte degli addetti interni dopo la quotazione.
Va sottolineato che, anche se venisse imposto l’uso dei piani 10b5-1, ciò non risolverebbe necessariamente il problema dei volumi di scambio nel primo giorno e delle restrizioni dei lock-up, che dovranno comunque essere negoziate separatamente.
Avvocati: la diffusione dei piani tra le startup tech è una tendenza in crescita
Secondo gli esperti legali, la riflessione di Anthropic non è isolata. Liz Walsh, avvocato dei mercati dei capitali presso lo studio Mayer Brown, ha affermato che un numero crescente di società sta valutando di estendere il piano 10b5-1 a una fascia molto più ampia di dipendenti, "soprattutto quelle startup che svolgono una grande quantità di ricerca tecnologica riservata".
Walsh sottolinea che questo tipo di aziende "non vuole che i propri dipendenti vengano coinvolti in accuse di insider trading, dato che questo comporta costi elevati, distrae e ha conseguenze negative per tutte le parti coinvolte". Tuttavia, riconosce anche le ricadute per i dipendenti:
Vincolati a un piano di trading fisso, i dipendenti perderanno "la flessibilità di operare a propria discrezione".
Secondo altre fonti, la volontà di Anthropic di prendere in considerazione questa soluzione anomala è strettamente legata alla propria cultura interna. Si dice che l’azienda desideri mantenere anche dopo la quotazione una cultura caratterizzata dalla libera circolazione delle informazioni tra i dipendenti.
Il CEO dell’azienda, Dario Amodei, è noto per l’elevata trasparenza con i dipendenti. Ogni mese tiene due lunghe “vision speech” su una vasta gamma di argomenti e spesso si esprime in modo diretto su Slack. Tuttavia, una tale cultura aperta dovrà confrontarsi con restrizioni normative molto più rigide in materia di divulgazione di informazioni una volta che la società sarà quotata: maggiori sono le informazioni interne detenute dai dipendenti, più alto sarà il rischio potenziale di violazioni delle norme sull’insider trading.
Amodei ha dichiarato in un podcast del 2023 che l’azienda applicherà una gestione rigorosa e a livelli separati su informazioni che richiedono una reale protezione, mantenendo il più possibile la trasparenza sulle restanti. Tuttavia, con l’ingresso sul mercato pubblico, mantenere questo equilibrio sarà molto più difficile.
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