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L'escalation della situazione in Medio Oriente riaccende i timori sull'inflazione! La Banca Centrale Europea mantiene la posizione come previsto, settembre diventa una finestra chiave per un possibile aumento dei tassi

L'escalation della situazione in Medio Oriente riaccende i timori sull'inflazione! La Banca Centrale Europea mantiene la posizione come previsto, settembre diventa una finestra chiave per un possibile aumento dei tassi

智通财经智通财经2026/07/23 15:51
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Per:智通财经

Giovedì, la Banca Centrale Europea ha mantenuto invariati i tassi d'interesse, in attesa dei dati economici successivi per valutare se le pressioni inflazionistiche causate dal conflitto in Iran richiedano un ulteriore irrigidimento della politica monetaria.

Secondo quanto riportato da Finanza Intelligente APP, la Banca Centrale Europea ha mantenuto invariati i tassi d’interesse giovedì, in attesa dei dati economici successivi, per valutare se le pressioni sui prezzi derivanti dal conflitto in Iran richiedano un ulteriore inasprimento della politica monetaria. La BCE ha mantenuto il tasso dei depositi al 2,25%, in linea con le aspettative del mercato. Economisti e investitori prevedono che, dopo il rialzo di giugno, la BCE potrebbe aumentare nuovamente i tassi di 25 punti base a settembre. La BCE ha inoltre ribadito che non preimposterà un percorso di politica monetaria, ma agirà riunione dopo riunione in base ai dati economici più recenti.

In un comunicato di giovedì, la Banca Centrale Europea ha dichiarato: “L’incertezza rimane elevata, e l’impatto dell’inflazione dovuto agli shock energetici non si è ancora manifestato pienamente. Pertanto, il Consiglio direttivo sta monitorando attentamente l’intensità e la durata dello shock, così come gli effetti indiretti e di secondo livello.”

I responsabili delle politiche hanno ribadito che la BCE dispone di strumenti politici sufficienti per far fronte all’attuale situazione complessa.

Dopo la pubblicazione della decisione sui tassi, il prezzo delle obbligazioni europee ha registrato variazioni limitate, con il rendimento del bund tedesco a 10 anni salito di 2 punti base al 3,19%. In precedenza, l’aumento dei prezzi di petrolio e gas aveva intensificato i timori per l’inflazione, portando il rendimento fino al 3,21%, il livello più alto dal 2011.

Le aspettative del mercato riguardo l’andamento futuro dei tassi rimangono stabili. Gli swap mostrano che quasi certamente la BCE alzerà i tassi di 25 punti base a settembre, e la probabilità di un ulteriore aumento entro fine anno è vicina al 100%. L’euro ha mantenuto la sua tendenza al ribasso rispetto al dollaro, calando dello 0,2% all’ultimo valore di 1,1392 dollari.

Nel giugno di quest’anno, la BCE ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, segnando il primo aumento degli ultimi tre anni, diventando così la prima grande banca centrale dei Paesi del G7 ad aumentare i tassi dopo lo scoppio della guerra in Iran. Questo aumento ha anche acceso il dibattito nei mercati sulla possibilità che la BCE possa ripetere gli errori del 2008 e del 2011, quando un prematuro inasprimento della politica monetaria interruppe la ripresa economica.

A giugno, la BCE aveva avvertito che l’inflazione indotta dalla guerra in Iran si era diffusa oltre il settore energetico, anche se l’economia nel complesso restava resiliente. Ora, i responsabili della politica stanno valutando se siano necessarie ulteriori misure restrittive.

Alcuni funzionari della BCE, a inizio luglio, ritenevano che i negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran avrebbero potuto limitare l’impatto della guerra sui prezzi al consumo dell’area euro. Tuttavia, con la nuova escalation delle tensioni nello Stretto di Hormuz, il prezzo globale del petrolio si è nuovamente avvicinato ai 100 dollari al barile e le preoccupazioni sull’inflazione sono tornate a crescere.

La presidente della BCE, Lagarde, ha tenuto una conferenza stampa dopo la riunione di giovedì. Ha dichiarato che l’inflazione energetica potrebbe mantenere il livello generale di inflazione ben al di sopra del target fino al primo semestre del 2027 e che i conflitti rappresentano la principale fonte di incertezza. Lagarde ha ribadito di non fornire alcuna guidance prospettica.

Il mercato ritiene generalmente che, qualora fosse necessario un ulteriore rialzo dei tassi, la riunione di settembre rappresenterebbe la finestra più adeguata. In tale occasione saranno pubblicati nuovi dati sull’inflazione e sondaggi sul clima aziendale, offrendo così gli elementi necessari per eventuali aggiustamenti di politica monetaria.

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