Il leggendario investitore di Wall Street Paulson: Il mercato toro dell'oro è ancora nelle fasi iniziali
Mercoledì, durante un'intervista al programma "The Exchange" di CNBC, John Paulson ha dichiarato di ritenere che l'oro sia ancora nelle fasi iniziali di un mercato rialzista a lungo termine, e che il trend attuale abbia ancora ampi margini di crescita.
Il gestore di hedge fund, noto per aver guadagnato miliardi di dollari scommettendo contro il mercato immobiliare statunitense e successivamente passato a una posizione long sull'oro, ha affermato che con il calo della fiducia nelle valute fiat, l'importanza dell'oro come asset alternativo continuerà ad aumentare.
Paulson ha spiegato durante il programma: "Credo davvero che ci troviamo all'inizio, o nelle prime fasi, di un ciclo rialzista a lungo termine sull'oro. Con la perdita di fiducia nella valuta fiat, la posizione dell'oro come asset alternativo continuerà a rafforzarsi”.
Una delle operazioni più note di Paulson a Wall Street è stata la scommessa vincente sui mutui subprime. Nel 2009, Paulson ha spostato il focus degli investimenti sull'oro, sostenendo che gli stimoli fiscali e monetari senza precedenti successivi alla crisi finanziaria avrebbero finito col indebolire il dollaro.
Da allora, il prezzo dell’oro è aumentato di circa tre volte, superando temporaneamente i 5.000 dollari l’oncia, prima di ritracciare. Secondo Paulson, le forze che guidano questa tendenza derivano dall’espansione continua della domanda, che comprende sia le banche centrali che aumentano le riserve sia il settore privato che incrementa la propria esposizione.
Ha affermato: "L'oro sta diventando la valuta di riserva più adatta al mondo, sostituendo la valuta fiat. La domanda da parte di istituzioni come le banche centrali continua a crescere, così come quella del settore privato". A suo avviso, questa dinamica è strutturale, non ciclica, e riflette una perdita diffusa di fiducia nella valuta fiat, piuttosto che tendenze di trading di breve periodo.
Le dichiarazioni di Paulson aggiungono una voce influente al dibattito sulla continua forza dell’oro, rafforzando la narrazione di mercato già sostenuta dagli acquisti costanti da parte delle banche centrali e dalla tendenza globale di dedollarizzazione. La sua opinione, secondo cui l’oro sta gradualmente diventando la valuta di riserva de facto, potrebbe incoraggiare ulteriori allocazioni da parte delle istituzioni, in particolare di coloro che cercano di ridurre la concentrazione su dollaro nella gestione delle riserve.
Oltre al possesso diretto di oro, Paulson ha aggiunto che le azioni di società minerarie aurifere potrebbero offrire un potenziale di rendimento ancora maggiore, soprattutto le imprese con grandi riserve non ancora sviluppate. Secondo lui, questa classe di asset è più sensibile all’aumento del prezzo dell’oro.
Ha affermato: "Ritengo che il modo migliore per investire sia puntare sulle azioni aurifere nelle prime fasi della loro crescita".
Le osservazioni di Paulson arrivano mentre NovaGold Resources (NG) ha annunciato l'acquisizione del 40% delle quote del progetto Donlin Gold in Alaska detenute da Paulson Advisers. In qualità di co-presidente di NovaGold, Paulson ha sottolineato che, grazie alle vaste risorse disponibili, questa società può offrire agli investitori una maggiore esposizione all’aumento dei prezzi dell’oro, con effetto leva rispetto all’oro stesso.
Paulson ha dichiarato: "NovaGold dispone di 40 milioni di once di riserve e risorse indicate e misurate, con una capitalizzazione di mercato di soli 4,2 miliardi di dollari. Credo che il modo migliore per partecipare agli investimenti sull’oro sia tramite titoli come NovaGold, anche se non necessariamente questa specifica società".
I commenti di Paulson inquadrano il recente ribasso come una temporanea fase di consolidamento all’interno di una tendenza rialzista di lungo termine, piuttosto che come un’inversione di tendenza. Queste dichiarazioni esplicitamente positive possono consolidare la fiducia degli investitori nell’oro e potrebbero influire sulla composizione delle posizioni in oro spot e titoli minerari.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche


Dopo la “luce” oltremare, Didi finalmente vede il “giorno di riscatto”

Il piano di finanziamento AI da 500 miliardi di NVIDIA nasconde delle insidie: un consulente di Trump avverte del rischio di sovrapproduzione di “dark GPU”
David Sacks, consulente tecnologico di Trump, ha avvertito in un podcast che il maggiore rischio legato al piano di finanziamento AI da 500 miliardi di dollari di NVIDIA è l'eccesso di capacità di calcolo, paragonandolo alla crisi delle "fibre ottiche oscure" successiva alla bolla di internet: se molte GPU dovessero rimanere inutilizzate e il loro prezzo crollasse, ciò danneggerebbe gravemente tutta la catena degli investimenti nelle infrastrutture AI. Ha anche sottolineato che la resistenza politica alla costruzione di data center potrebbe, al contrario, evitare che si verifichi questo eccesso.
