L’argento balza di oltre il 3% tornando a 58 dollari, l’iniziativa di cessate il fuoco di 10 giorni scatena la copertura degli short – Il rimbalzo può continuare?
Martedì 21 luglio, durante la sessione asiatica,
Il prezzo del WTIpetrolio greggio ha toccato lunedì un picco mensile a 84,60 dollari per poi correggere, scambiando attualmente intorno agli 82 dollari in calo dello 0,45% nella sessione. Il catalizzatore della correzione è stato un aggiornamento in ambito geopolitico: l'Iran ha confermato di aver ricevuto una proposta di cessate il fuoco di 10 giorni dai mediatori.
Fattori di pressione: la proposta di cessate il fuoco di 10 giorni porta una riduzione marginale del premio per il rischio geopolitico
Il rimbalzo dei prezzi dell'argento è stato principalmente innescato da mutamenti nelle notizie di carattere geopolitico.
L'Iran ha infatti confermato che i mediatori hanno presentato a Teheran una proposta di cessate il fuoco di 10 giorni, finalizzata a rilanciare l’accordo temporaneo raggiunto il mese scorso. Questa notizia ha riacceso le speranze di nuovi negoziati diplomatici USA-Iran e ridotto i timori relativi all’offerta energetica globale.
In precedenza, l’escalation del conflitto militare USA-Iran aveva spinto al rialzo il prezzo del petrolio, aumentando il rischio che le aspettative inflazionistiche globali “sfuggissero di mano” e rafforzando le aspettative di rialzi delle banche centrali—a discapito degli asset non remunerativi come l’argento.
Ora la flessione del prezzo del petrolio ha incrinato questa catena logica, favorendo un rimbalzo dell’argento con la ricopertura delle posizioni corte.
Contesto della politica monetaria: la Fed probabilmente manterrà i tassi invariati la prossima settimana
Dal punto di vista della politica monetaria, secondo i dati più recenti del CME FedWatch, il mercato si attende ampiamente che la Federal Reserve lasci i tassi invariati nella riunione di politica monetaria della prossima settimana. Questa aspettativa è già scontata nei prezzi di mercato e le probabilità di un taglio dei tassi a settembre sono state di conseguenza adattate dai traders.
Tuttavia, gli analisti sottolineano che, nel contesto attuale di prezzi elevati dell’energia, lo shock energetico continua a sostenere le aspettative di inflazione. Le fluttuazioni elevate del prezzo del petrolio legate al conflitto USA-Iran costringono la Fed a concentrarsi prioritariamente sui rischi di inflazione, relegando in secondo piano i segnali di miglioramento del mercato del lavoro. L’incidenza dei costi energetici sull’inflazione di fondo potrebbe prolungare la fase di alta inflazione.
Finché i prezzi energetici resteranno elevati, sarà difficile che la Fed lanci segnali chiari di allentamento monetario nel breve termine—questo vincolo di fondo non è stato sostanzialmente modificato dall’attuale proposta di cessate il fuoco. I funzionari della Fed attenderanno di vedere una significativa correzione del greggio e segnali espliciti di calo dei dati inflazionistici prima di considerare un eventuale cambio di rotta politica.
In questo contesto, le aspettative del mercato sulle future mosse della Fed restano caute. Nel complesso, i fattori energetici continuano a rappresentare il principale vincolo alla rapidità dell’allentamento monetario e continueranno ad influenzare la valutazione degli asset globali.
Opinioni delle banche e degli operatori
ING afferma che l’argento sovraperformerà moderatamente rispetto all’oro, guidato principalmente dalla carenza strutturale di mercato e dalla tendenza alla crescente elettrificazione. Il deficit globale di offerta rispetto alla domanda dovrebbe proseguire fino al 2026; sebbene il consumo industriale sia leggermente diminuito a causa dell’alto prezzo (riduzione dell’uso dell’argento nel fotovoltaico), la domanda per AI, elettronica automobilistica e settori delle energie rinnovabili resta molto robusta.
ING ritiene che la transizione energetica sia la base del mercato rialzista di lungo termine dell’argento, mentre la volatilità di breve periodo dipende principalmente dalle condizioni macro-finanziarie. In caso di politiche Fed più espansive del previsto o di nuove tensioni geopolitiche, l’argento potrebbe beneficiare di rimbalzi rapidi.
Macquarie Bank osserva che l’elevata inflazione e il rialzo dei rendimenti obbligazionari esercitano pressioni al ribasso sui metalli preziosi. L’argento, avendo sovraperformato rispetto all’oro in precedenza, è più incline a correzioni repentine. Storicamente, la sua volatilità è notevolmente superiore rispetto all’oro.
Secondo Macquarie, sebbene i fondamentali della domanda e dell’offerta rimangano tirati (deficit pluriennale), la forza del dollaro, prese di beneficio e la tendenza alla riduzione dell’argento nell’uso industriale potrebbero dominare il trend di breve termine.
L’istituto consiglia prudenza, raccomandando attenzione ai segnali politici della Fed e ai dati sulla crescita economica globale. In un contesto di alta volatilità, la diversificazione e acquisti su eventuali ribassi sembrano più idonei.
Per quanto riguarda l’orizzonte di lungo periodo, l’argento ha potenzialità, ma nel 2026 permane il rischio di correzione in assenza di catalizzatori chiari per una svolta accomodante della politica monetaria.
Analisi tecnica
Per quanto riguarda gli indicatori tecnici, il MACD è sotto la linea dello zero, con il DIFF a -2.611 che incrocia al rialzo il DEA a -2.870, generando un modesto segnale rialzista (barra rossa debole), mentre la pressione ribassista sembra in fase di esaurimento. L’RSI a 42.91 è poco sotto il livello neutrale, senza entrare in zona ipervenduto; il recupero resta quindi debole con nessun segnale di vero e proprio reversal.
Conclusioni
Martedì l’argento è salito di oltre il 3% sino a circa 58,60 dollari, favorito dalla pausa nel rally del petrolio—l’Iran ha confermato di aver ricevuto una proposta di cessate il fuoco di 10 giorni, rianimando le speranze per una distensione diplomatica USA-Iran. Tale notizia ha alleggerito marginalmente i timori sull’offerta energetica e provocato ricoperture sulle posizioni corte sull’argento. Si allenta quindi la catena ribassista che finora aveva penalizzato l’argento (petrolio in rialzo → timori inflazionistici → aspettative di tassi in rialzo → pressione sull’argento).
Il mercato si attende per lo più che la Fed mantenga invariati i tassi la prossima settimana, ma il contesto di prezzi energetici elevati continua a sostenere le aspettative inflazionistiche—la persistenza del rimbalzo dell’argento dovrà essere confermata da ulteriori segnali.
Editor: Zhu Henan
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