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Le azioni sudcoreane crollano di oltre il 4% ma poi riducono fortemente le perdite, il conflitto tra Stati Uniti e Iran spinge il prezzo del petrolio oltre i 91 dollari mentre l’oro spot scende

Le azioni sudcoreane crollano di oltre il 4% ma poi riducono fortemente le perdite, il conflitto tra Stati Uniti e Iran spinge il prezzo del petrolio oltre i 91 dollari mentre l’oro spot scende

华尔街见闻华尔街见闻2026/07/20 01:11
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Per:华尔街见闻

Conflitto tra Stati Uniti e Iran si intensifica, il Brent greggio è salito di oltre il 3,8%, superando i 91 dollari al barile e raggiungendo il massimo da giugno. L'indice composito della Corea del Sud è inizialmente sceso di oltre il 4%, ma poi ha ridotto le perdite a meno dell'1%. L'indice MSCI Asia-Pacifico ha registrato un calo superiore al 9% dai massimi di giugno, avvicinandosi alla zona di correzione tecnica. Continua la svendita delle azioni tecnologiche: venerdì scorso il Philadelphia Semiconductor Index è entrato in un mercato orso.

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran si è ulteriormente intensificato durante il fine settimana, e la combinazione con la continua vendita dei titoli tecnologici ha messo sotto pressione i mercati asiatici lunedì: il petrolio è schizzato al rialzo, i titoli sudcoreani sono crollati e l'indice MSCI Asia-Pacifico è a un passo dalla "correzione tecnica".

Nelle prime contrattazioni del mattino di lunedì nei mercati asiatici, l'indice KOSPI di Seul ha registrato un calo iniziale superiore al 4%, per poi ridurre le perdite a meno dell'1%. La borsa giapponese oggi è chiusa per festività e il mercato obbligazionario spot è anch’esso sospeso. L'S&P/ASX 200 australiano è invece leggermente salito dello 0,3%. L'indice MSCI Asia-Pacifico è in calo di oltre il 9% dai massimi storici di giugno, avvicinandosi quindi all’area di correzione tecnica (di solito definita come una diminuzione del 10% rispetto ai massimi).

Le azioni sudcoreane crollano di oltre il 4% ma poi riducono fortemente le perdite, il conflitto tra Stati Uniti e Iran spinge il prezzo del petrolio oltre i 91 dollari mentre l’oro spot scende image 0

I future sul Brent hanno raggiunto un rialzo del 3,8%, superando i 91 dollari al barile, il livello più alto da giugno; il WTI è aumentato di circa il 2,3% a 84,41 dollari al barile.

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La scintilla che ha fatto impennare i prezzi del petrolio è stata una nuova escalation militare durante il fine settimana tra Stati Uniti e Iran. Secondo i media iraniani, l'esercito americano ha condotto raid aerei sull'isola di Qeshm nel Golfo Persico e nelle città del sud dell'Iran Shadegan, Sirik e Hajiabad; secondo le notizie diffuse dalla Televisione Centrale Cinese, il Kuwait ha dichiarato che un impianto elettrico e una struttura di desalinizzazione sono stati danneggiati in seguito a un attacco iraniano.

Wee Khoon Chong, stratega macro di BNY a Hong Kong, ha scritto in un report ai clienti: "Il contesto di rischio in Asia continua a peggiorare. Il ritracciamento sui titoli tecnologici, il rafforzamento del dollaro, i prezzi del petrolio in aumento e le persistenti tensioni geopolitiche indirizzano i portafogli verso posizionamenti più difensivi".

La vendita di titoli tecnologici non si arresta, i semiconduttori entrano nel mercato orso

La turbolenza sui mercati non è guidata da un singolo fattore. Prima ancora dell’escalation in Medio Oriente, la vendita delle azioni tecnologiche si è accentuata lo scorso venerdì, portando l’indice dei semiconduttori di Filadelfia ufficialmente in un mercato orso.

I future sul Nasdaq 100 sono rimbalzati leggermente dello 0,1% lunedì, ma il sentiment di mercato resta fragile.

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Kyle Rodda, senior analyst di Capital.com, ha indicato nel suo rapporto che l’escalation in Medio Oriente "si farà sentire acutamente nel mercato asiatico di oggi". Ha scritto che un ulteriore aumento del prezzo del petrolio minaccerebbe l'attività economica delle regioni fortemente dipendenti dalle importazioni di energia, mentre il calo delle azioni sui semiconduttori sta "innescando un processo di deleveraging a livello globale".

Crescono le aspettative di inflazione e le scommesse sui rialzi dei tassi

Il prezzo del petrolio è aumentato di oltre il 20% in questo mese, riaccendendo le preoccupazioni sull’inflazione.

Il presidente della Federal Reserve, Walsh, ha chiarito che il contenimento dell’inflazione è la priorità assoluta. I mercati sono ora in attesa dei dati PMI di luglio, che saranno resi noti questa settimana, per capire se la resilienza dell’economia statunitense possa giustificare un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre o ottobre.

Elias Haddad, capo della strategia sui mercati globali presso Brown Brothers Harriman, ha scritto in un rapporto: "Se i dati PMI di luglio dovessero ulteriormente confermare la forza relativa dell'economia statunitense, il dollaro potrebbe ottenere una spinta al rialzo questa settimana".

L'indice del dollaro è rimasto pressoché invariato lunedì, l’euro è stato quotato a 1,1430 dollari, lo yen a 162,50.

L’oro ha continuato il suo trend al ribasso della scorsa settimana, scendendo leggermente e rompendo temporaneamente quota 4.000 dollari; anche argento e platino sono scesi di pari passo — il rialzo dei prezzi del petrolio ha rafforzato le aspettative di "tassi di interesse elevati per un periodo più lungo", riducendo così l’attrattiva dei metalli preziosi come bene rifugio.

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