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Oro stagnante, argento in solitaria ascesa? Quali sono le ragioni della divergenza dei prezzi

Oro stagnante, argento in solitaria ascesa? Quali sono le ragioni della divergenza dei prezzi

汇通财经汇通财经2026/05/14 12:22
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Per:汇通财经

Huitong Finance, 14 maggio—— Giovedì 14 maggio, il prezzo dell’argento spot scambia intorno agli 87 dollari l’oncia, mantenendosi su livelli elevati, mentre l’oro mostra un andamento relativamente stabile nello stesso periodo. La doppia natura dell’argento come metallo industriale e prezioso fa sì che il suo prezzo sia più sensibile alle variabili macro rispetto all’oro.



Giovedì 14 maggio, il prezzo dell’argento spot scambia intorno agli 87 dollari l’oncia, mantenendosi elevato, mentre l’oro resta relativamente stabile nello stesso periodo. La sovrapposizione tra le proprietà industriali e di metallo prezioso dell’argento lo rende più sensibile alle variabili macro rispetto all’oro.

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Divario temporaneo tra argento e oro


Negli ultimi tempi il prezzo dell’argento è salito costantemente, mentre la correlazione con l’oro si è temporaneamente indebolita. Questa divergenza non è rara, ma la maggiore volatilità dell’argento amplifica gli aumenti in un contesto di tassi di rendimento reale in calo. I trader hanno osservato che i guadagni accumulati dall’argento nell’ultima settimana hanno superato ampiamente quelli dell’oro, soprattutto grazie al sostegno della domanda industriale combinata a una crescente ricerca di beni rifugio.

Attualmente, l’argento spot si muove tra gli 85 e gli 87 dollari l’oncia, mentre l’oro si attesta intorno ai 4700 dollari l’oncia. Il rapporto oro/argento si è ristretto, indicando una preferenza relativa del mercato per l’argento. Il calo dei rendimenti reali riduce il costo opportunità di detenere asset non redditizi, effetto che sostiene particolarmente i metalli a doppia valenza come l’argento.

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Il contesto fondamentale non è cambiato radicalmente


Le tensioni geopolitiche restano al centro dell’attenzione. Stallo tra Stati Uniti e Iran nei passaggi strategici, prezzi del petrolio elevati: tutto questo alimenta ulteriormente le pressioni inflazionistiche. I dati economici statunitensi dimostrano resilienza e l’inflazione resta elevata, lasciando la politica della Federal Reserve in un clima di incertezza. I trader osservano da vicino la Fed: in mancanza di segnali di allentamento chiari, i metalli preziosi, soprattutto l’argento, faticano a segnare nuovi massimi sostenuti.

Con la riunione della Fed di giugno che si avvicina, se l’inflazione continua a salire e i dati economici restano forti, aumenta la probabilità di una Fed falco, il che potrebbe portare pressione di vendita sull’argento e testare nuovi livelli di supporto. Al contrario, un allentamento delle tensioni nei passaggi strategici con conseguente calo del petrolio attenuerebbe le preoccupazioni inflazionistiche, facendo salire le aspettative di taglio dei tassi e favorendo l’argento.

Ecco un confronto dei dati chiave recenti (unità: dollari/oncia o %):
Strumento
Livello attuale
Variazione recente
Argento spot 85-87 Rimbalzo netto nella settimana
Oro spot Circa 4700 Relativamente stabile
Rendimento Treasury USA 30 anni Circa 5.0 Vicino ai massimi
Il prezzo elevato del petrolio continua a sostenere l’inflazione, mentre la dipendenza della Federal Reserve dai dati implica che ogni segnale hawkish verrà subito riflesso sull’andamento dell’argento.

Le aspettative sulla politica Fed frenano l’argento


Il mercato si aspetta ora una politica invariata dalla Fed a giugno. Dati economici e inflazione persistente riducono la probabilità di misure espansive. Se la Fed invierà segnali più aggressivi prima o durante la riunione, l’argento potrebbe subire pressioni al ribasso, poiché la mancanza di aspettative di allentamento limita il potenziale di crescita.

Nel lungo termine, il quadro fondamentale dell’argento resta strutturalmente solido: persiste una carenza di offerta affiancata da una crescita della domanda industriale (settori come il solare e l’elettronica), ma nel breve le variabili dominanti restano la politica monetaria e i premi di rischio geopolitici. Ogni ulteriore calo dei rendimenti reali potrebbe riaccendere la volatilità rialzista dell’argento, a condizione che la Federal Reserve non adotti una posizione più hawkish.

Domande frequenti


Domanda 1: Perché di recente l’argento è salito indipendentemente dall’oro?

Risposta: L’argento è più volatile dell’oro e reagisce più nettamente al calo dei rendimenti reali. La domanda industriale offre un ulteriore sostegno, amplificando i rialzi in questo contesto; tale divergenza può persistere finché non vi saranno nuovi sviluppi macro.

Domanda 2: Qual è l’impatto principale della politica Fed sul prezzo dell’argento?

Risposta: In assenza di prospettive di allentamento, è difficile per l’argento tentare nuovi massimi storici. Se prima o dopo la riunione di giugno la Fed manterrà o suggerirà una posizione hawkish a causa dell’inflazione e della solidità economica, l’argento rischia di subire vendite e forse nuovi minimi. Viceversa, se il petrolio dovesse scendere e ridurre la pressione sull’inflazione, le attese di taglio tassi aumenteranno, sostenendo il rimbalzo dell’argento.

Domanda 3: Qual è l’effetto di tensioni geopolitiche sull’argento, a breve e medio termine?

Risposta: Nel breve termine, in caso di persistenti difficoltà nei passaggi strategici che spingano ulteriormente il petrolio al rialzo, l’inflazione potrebbe aggravarsi e rafforzare l’orientamento hawkish della Fed, aumentando i rischi ribassisti per l’argento. Se le tensioni si smorzassero determinando un calo del petrolio e delle preoccupazioni inflazionistiche, il contesto tornerebbe favorevole all’argento. Fondamentalmente resta il sostegno di medio termine dovuto alla carenza strutturale di offerta, ma la politica monetaria resta la variabile principale.

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