L’ex CTO di Ripple David Schwartz spiega perché ha detto che XRP non può essere economico
Le discussioni globali in merito alla valutazione di XRP sono riemerse mentre i partecipanti al mercato esaminavano se l’adozione istituzionale potesse realmente crescere senza creare conflitti tra la domanda di utilità e le partecipazioni di token dell’emittente. Il dibattito si è intensificato quando alcuni commentatori hanno messo in dubbio come le banche possano giustificare l’adozione di un sistema che potrebbe aumentare significativamente il valore di un asset strettamente associato a Ripple.
In uno scambio dettagliato su X, David Schwartz, ex Chief Technology Officer di Ripple, ha affrontato direttamente queste preoccupazioni rispondendo a un post di Mason Versluis. Versluis ha chiesto se le banche globali adotterebbero XRP se le grandi riserve di token di Ripple potessero beneficiare in modo sproporzionato dall’apprezzamento del prezzo. Schwartz ha utilizzato la discussione per mettere in discussione l’assunzione secondo cui il processo decisionale istituzionale dipende dalle preoccupazioni sull’arricchimento dell’emittente piuttosto che dall’utilità operativa.
Adozione istituzionale e incentivi economici
Mason Versluis ha sostenuto che le banche globali probabilmente condurrebbero una due diligence approfondita prima di adottare XRP e potrebbero esitare se credessero che l’adozione potrebbe concentrare troppo valore in Ripple come azienda. Ha suggerito che le istituzioni potrebbero rifiutare la proposta se la speculazione retail e le narrazioni di proprietà complicassero la valutazione dei rischi.
Schwartz ha controbattuto questa logica affermando che le istituzioni finanziarie adottano le tecnologie in base all’efficienza dei costi, alla velocità di regolamento e al beneficio operativo. Ha sostenuto che le banche valutano se un sistema migliori l’infrastruttura dei pagamenti anziché se aumenti il valore delle partecipazioni di una particolare azienda. Dal suo punto di vista, è l’utilità a guidare l’adozione, non gli effetti azionari del mercato secondario.
Stai ragionando dal punto di vista di un detentore di XRP. Quando ho detto "XRP non può essere a buon mercato", se ti riferisci a questo post, si parlava dal punto di vista dell’utilizzo per i pagamenti.
— David 'JoelKatz' Schwartz (@JoelKatz) 2 aprile 2026
Stablecoin contro crypto asset nei pagamenti
La conversazione si è ampliata quando Naïve Bae ha chiesto della rilevanza di XRP in un contesto sempre più influenzato dall’adozione delle stablecoin. Schwartz ha riconosciuto che le stablecoin funzionano bene in ambienti che richiedono trasferimenti di valore prevedibili e volatilità minima.
Tuttavia, ha evidenziato i limiti strutturali nel design delle stablecoin. Ha sottolineato che le stablecoin restano legate a una singola valuta fiat, riducendo l’efficienza nei sistemi transfrontalieri che coinvolgono più giurisdizioni. Ha enfatizzato anche che gli emittenti mantengono meccanismi di controllo come il congelamento o il recupero dei fondi, introducendo un rischio di controparte che non esiste nelle criptovalute decentralizzate come XRP o Bitcoin.
Schwartz ha spiegato inoltre che le criptovalute possono superare le stablecoin in scenari in cui gli utenti danno priorità all’autonomia, alla resistenza alla censura e al potenziale di apprezzamento rispetto alla sola stabilità del prezzo. Ha sottolineato che nessun singolo strumento si adatta a tutti i casi d’uso finanziari.
Riformulazione di “XRP non può essere a buon mercato.”
Schwartz è tornato anche sulla sua affermazione ampiamente citata secondo cui “XRP non può essere a buon mercato”, rilasciata originariamente in una discussione del 2017. Rispondendo a Lisa Prager, ha chiarito che il commento si riferiva all’efficienza dei pagamenti e non alla valutazione speculativa.
Ha spiegato che un prezzo unitario estremamente basso può creare inefficienze nei sistemi di regolamento su larga scala perché aumenta il numero di token necessari per le transazioni. Ha sostenuto che un valore unitario più alto può semplificare la meccanica dei pagamenti riducendo l’attrito nel movimento della liquidità. Ha sottolineato che l’affermazione riguardava il design funzionale e non la previsione dei prezzi.
Utilità piuttosto che narrazione nella finanza istituzionale
Nel corso della discussione, Schwartz ha costantemente separato l’utilità tecnologica dalla speculazione di mercato. Ha presentato XRP come uno strumento di ottimizzazione dei regolamenti, piuttosto che un asset il cui valore dipende da narrazioni di arricchimento dell’emittente.
Lo scambio mette in evidenza una tensione persistente nei mercati degli asset digitali tra l’adozione guidata dall’infrastruttura e le aspettative di valutazione guidate dal retail. I commenti di Schwartz rafforzano l’argomento secondo cui l’adozione istituzionale dipende principalmente dall’efficienza delle prestazioni, dalla compatibilità normativa e dall’utilità operativa invece che da preoccupazioni speculative su chi trae beneficio dall’apprezzamento dei token.
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