Il CEO di Fetch.ai offre una ricompensa di 250.000 dollari per le accuse riguardanti OCEAN
Il CEO di Fetch.ai, Humayun Sheikh, ha accusato Ocean Protocol di aver utilizzato in modo improprio i fondi dell'alleanza, offrendo una ricompensa di 250.000 dollari per dettagli su portafogli a seguito di accuse di trasferimenti non autorizzati di FET, delisting su Binance e potenziali azioni legali collettive legate alla fusione ASI.
Il CEO di Fetch.ai, Humayun Sheikh, ha offerto una ricompensa di 250.000 dollari per informazioni sui firmatari del wallet multisignature di OceanDAO. L'annuncio ha riacceso le tensioni con Ocean Protocol riguardo al presunto uso improprio di fondi collegati all'alleanza prima della loro fusione nel 2024.
La disputa risale alle conversioni di token effettuate prima che l'Alleanza Artificial Superintelligence (ASI)—un'iniziativa che unisce Fetch.ai, Ocean Protocol e SingularityNet—entrasse in vigore.
Ocean Protocol accusato di trasferimenti pre-fusione
Sheikh ha offerto una ricompensa di 250.000 dollari a chiunque fornisca informazioni che colleghino i firmatari del wallet multisig di OceanDAO alla Ocean Protocol Foundation. Un wallet multisig richiede la firma di più utenti per autorizzare una singola transazione crypto, rappresentando così un comune meccanismo di sicurezza per il controllo condiviso.
Secondo la piattaforma di analisi on-chain Bubblemaps, Ocean Protocol ha convertito 661 milioni di OCEAN in 286 milioni di FET prima che avvenisse la fusione ASI. I dati della blockchain indicano che 270 milioni di FET sono stati successivamente trasferiti agli exchange, inclusi 160 milioni a Binance e 109 milioni a GSR Markets.
Sheikh ha affermato che queste conversioni hanno violato lo spirito di fiducia dell'alleanza. “I fondi destinati alla comunità sono stati deviati,” ha scritto su X, esortando Binance e GSR a indagare.
Sto offrendo una ricompensa di 250.000 dollari a chiunque possa scoprire i firmatari di OceanDAO e i loro collegamenti con Ocean Foundation!
— Humayun (@HMsheikh4) 21 ottobre 2025
Ocean Protocol ha negato le accuse, definendole “infondate”, e ha annunciato che emetterà una risposta formale.
Binance aveva già terminato il supporto ai depositi OCEAN il 15 ottobre, pochi giorni prima della dichiarazione pubblica di Sheikh. L'exchange non ha citato la disputa come causa, ma la tempistica ha sollevato speculazioni.
Inoltre, Sheikh si è impegnato a finanziare azioni legali collettive in diverse giurisdizioni per ritenere Ocean Protocol responsabile.
Conseguenze legali e implicazioni di mercato
Gli analisti affermano che la disputa potrebbe rimodellare la fiducia degli investitori nelle alleanze di token AI. Un tempo valutata oltre 7 miliardi di dollari, la fusione ASI mirava a consolidare lo sviluppo AI decentralizzato ma ora affronta una crisi reputazionale.
La mossa della ricompensa di Sheikh potrebbe portare a un esame più approfondito della governance multisignature e della custodia dei token nelle alleanze crypto. I procedimenti legali potrebbero stabilire precedenti per futuri progetti blockchain basati su consorzi, specialmente quelli che coinvolgono conversioni di asset.
Ocean Protocol si è ufficialmente ritirato dall'alleanza ASI il 9 ottobre, ma non ha fornito chiarimenti riguardo ai movimenti di token contestati. Il conflitto in escalation sottolinea la fragilità della fiducia nelle joint venture crypto che mancano di meccanismi di governance trasparenti.
Performance di FET nell’ultimo anno / Fonte: Coingecko Al 21 ottobre, il token nativo di Fetch.ai, FET, era scambiato intorno a 0,25 dollari, riflettendo un calo del 9% nelle precedenti 24 ore in mezzo a una maggiore volatilità di mercato e incertezza nella community. FET ha raggiunto un massimo storico di 3,45 dollari a fine marzo 2024, il che significa che il prezzo attuale rappresenta un calo di circa il 92% rispetto a quel picco.
Performance di OCEAN nell’ultimo anno / Fonte: Coingecko Anche il token nativo di Ocean Protocol, OCEAN, è sceso del 4% rispetto al giorno precedente, attestandosi intorno a 0,25 dollari. Il suo massimo storico è stato di 1,93 dollari a metà aprile 2021, il che significa che il prezzo attuale è circa l’87% inferiore rispetto a quel picco.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Dopo la “luce” oltremare, Didi finalmente vede il “giorno di riscatto”

Il piano di finanziamento AI da 500 miliardi di NVIDIA nasconde delle insidie: un consulente di Trump avverte del rischio di sovrapproduzione di “dark GPU”
David Sacks, consulente tecnologico di Trump, ha avvertito in un podcast che il maggiore rischio legato al piano di finanziamento AI da 500 miliardi di dollari di NVIDIA è l'eccesso di capacità di calcolo, paragonandolo alla crisi delle "fibre ottiche oscure" successiva alla bolla di internet: se molte GPU dovessero rimanere inutilizzate e il loro prezzo crollasse, ciò danneggerebbe gravemente tutta la catena degli investimenti nelle infrastrutture AI. Ha anche sottolineato che la resistenza politica alla costruzione di data center potrebbe, al contrario, evitare che si verifichi questo eccesso.
Nvidia prevede di investire 3 miliardi di dollari in SB Energy di SoftBank, puntando sul progetto del data center OpenAI in Ohio
Secondo quanto riportato, Nvidia è in trattative per investire fino a 3 miliardi di dollari in SB Energy, controllata da SoftBank, come parte dell'accordo di supporto creditizio per circa 100 miliardi di dollari destinati al progetto del data center di OpenAI in Ohio. L'investimento dovrebbe essere effettuato in due fasi: 1,5 miliardi di dollari al momento della firma dell'accordo e altri 1,5 miliardi di dollari al momento dell'IPO di SB Energy, prevista al più presto per il prossimo mese, con un obiettivo di raccolta fondi di almeno 5 miliardi di dollari.
Il "mito della selezione dei titoli" di Wall Street continua a svanire: solo il 13% ha battuto l’indice negli ultimi dieci anni
Secondo i dati più recenti di Morningstar, negli ultimi dieci anni fino alla fine di giugno 2026, solo il 13% dei fondi azionari statunitensi a gestione attiva ha superato l’indice di riferimento dopo le spese; anche nell’ultimo anno questa percentuale è stata solo del 27%. Nel frattempo, i flussi netti verso gli ETF passivi quest’anno potrebbero superare per la prima volta i 1.000 miliardi di dollari e il patrimonio dei fondi passivi è ormai quasi il doppio di quello dei fondi attivi.
