Dopo aver acquisito Cursor per 60 miliardi di dollari, SpaceX (SPCX.US) punta ad acquisire Cognition, sostenuta da Peter Thiel! Musk mira a costruire un impero AI da mille miliardi di dollari
Secondo fonti informate, SpaceX ha avuto contatti con Cognition AI Inc. per discutere una potenziale acquisizione, con l'obiettivo di ottenere un vantaggio nella corsa all'intelligenza artificiale. Questo approccio evidenzia la disponibilità di Musk a investire ingenti somme per competere nel settore dell'intelligenza artificiale, mentre i progressi tecnologici e commerciali di Cognition hanno suscitato l'interesse di SpaceX.
Secondo quanto riportato da Finanza Intelligente APP, alcune fonti vicine alla questione hanno riferito ai media che SpaceX (SPCX.US), il colosso tecnologico statunitense fondato da Musk e focalizzato su “AI+Esplorazione Spaziale”, avrebbe recentemente avviato trattative con Cognition AI Inc., leader nell’ambito degli agenti intelligenti per la programmazione AI sostenuto dal guru del venture capital della Silicon Valley, Peter Thiel, per esplorare una potenziale acquisizione. Se l’operazione dovesse andare a buon fine, sarebbe la seconda importante acquisizione messa a segno da SpaceX negli ultimi mesi dopo quella della startup di programmazione AI Cursor, rafforzando così notevolmente la sua posizione nella corsa alle applicazioni di intelligenza artificiale, puntando a raggiungere nell’arco di pochi anni e forse anche entro il 2030, ricavi per mille miliardi di dollari e anticipando il traguardo secondo cui “il business AI rappresenterà il 99% del valore di SpaceX in meno di cinque anni”.
Una delle fonti ha dichiarato che Cognition non ha avuto contatti attivi rispetto a questa proposta di acquisizione. La stessa fonte ha aggiunto che le parti stanno discutendo ancora di collaborazioni, tra cui la possibilità che Cognition utilizzi le infrastrutture di calcolo AI di SpaceX. Poiché le informazioni non sono ancora pubbliche, le fonti hanno chiesto di rimanere anonime.
Dopo aver acquisito Cursor, SpaceX sta prendendo in considerazione anche Cognition, con la chiara motivazione di assicurarsi il principale accesso alle applicazioni AI aziendali: il workflow di sviluppo software e i dati di feedback di alta qualità che ne derivano. Osservando la descrizione fornita nella documentazione di offerta pubblica di SpaceX dell’enorme visione da 28,5 trilioni di dollari per un “Impero Spaziale AI”, la valenza strategica di Cursor e Cognition appare ancora più evidente. Questa previsione da 28,5 trilioni, paragonata al PIL nominale degli Stati Uniti previsto per il primo trimestre 2026 di circa 32 trilioni di dollari, è tutt’altro che modesta; il segmento delle applicazioni enterprise AI sarebbe circa 22,7 trilioni, pari al 70% della produzione economica statunitense.
Dopo Cursor acquisita per 60 miliardi, Musk cerca ancora: la battaglia per gli agenti AI aziendali entra nell’era delle acquisizioni dell’hardware di calcolo
Secondo un altro recente reportage mediatico, Cognition ha raggiunto una valutazione di 26 miliardi di dollari in un round di finanziamento a maggio e sta trattando con investitori istituzionali per il prossimo finanziamento mirato ad una valutazione di almeno 40 miliardi.
Né SpaceX né Cognition hanno risposto alle richieste di commento. L’amministratore delegato di Cognition, Scott Wu, ha risposto ai media sui social mercoledì ora locale dichiarando che “al momento non venderemo, e non abbiamo mai avviato alcuna trattativa in merito”.
Il tentativo di acquisizione sottolinea la volontà di Musk di continuare a investire ingenti risorse nella corsa agli armamenti per la capacità di calcolo AI e nella competizione globale per le potenzialità delle applicazioni AI. SpaceX ha di recente completato l’acquisto di Cursor per 60 miliardi; Cursor è una startup ad alta crescita nella programmazione AI e protagonista nell’era della “vibe coding” nel settore tecnologico. Anche Cognition si concentra su vibe coding, aiutando le imprese ad automatizzare importanti compiti di ingegneria ad alta efficienza.
Le aziende di Musk sono sempre impegnate nello sviluppo di strumenti applicativi AI avanzati, semplificando su larga scala compiti AI come la programmazione aziendale. Oggi, il business AI di Musk si chiama SpaceXAI e, nella vendita enterprise, si trova indietro rispetto a OpenAI e Anthropic, principali concorrenti delle applicazioni AI, e ha già visto una serie di licenziamenti e ristrutturazioni.
L’ambiziosa e rapida crescita del settore AI è una delle chiavi del piano di espansione tracciato da Musk per SpaceX. L’azienda si è trasformata in un conglomerato high-tech attivo in razzi, comunicazioni satellitari, applicazioni di intelligenza artificiale e infrastrutture di calcolo AI, ottenendo un impulso significativo dopo la storica quotazione pubblica della scorsa estate.
Cognition è stata fondata nel 2023 e il suo prodotto di punta, Devin, è un agente intelligente progettato per l’automazione dei processi di programmazione dedicati agli ingegneri. Sostenuta da General Catalyst e dal fondo Founders Fund di Peter Thiel, Cognition ha già conquistato il supporto dei principali investitori venture capital. Secondo alcune fonti, l’interesse di SpaceX per Cognition nasce sia dalla tecnologia che dai risultati di business.
La realizzazione di workflow assistiti interamente da agenti AI e la programmazione completamente automatica sono oggi la frontiera più calda nel campo delle applicazioni di intelligenza artificiale, con leader del settore come Anthropic PBC, OpenAI e SpaceX che dedicano gran parte dei propri sforzi ai prodotti di ingegneria di livello progettuale.
Cognition AI è una tra le pure play più evidenti dell’investimento nella “Agentic Software (software dominato da agenti AI)”. Il suo prodotto principale, Devin, punta a essere un ingegnere software autonomo AI, in grado di pianificare, codificare, testare e consegnare codice di produzione in autonomia all’interno di veri repository e strumenti di sviluppo.
Si apprende che, dopo l’acquisizione di Windsurf, l’azienda ha creato una piattaforma completa di ingegneria applicativa AI, composta da “co-sviluppo Windsurf/Devin AI agent, esecuzione autonoma asincrona su cloud seguita da Devin, Devin for Terminal per gestire task di ingegneria complessi”; Devin è l’“ingegnere AI autonomo nel cloud”, Devin for Terminal è il “punto di accesso locale via riga di comando”, mentre Devin Desktop è l’IDE/console desktop per la collaborazione tra umani e agenti. Questi strumenti sono pensati per ingegneri e team di progetto. Mercedes-Benz, per esempio, ha già implementato il loro prodotto all’interno delle reti globali R&D e IT: in un pilota di quattro settimane, Devin ha analizzato oltre 200.000 righe di codice COBOL, riducendo una modernizzazione pianificata per otto mesi a otto giorni.
Il sito ufficiale di Cognition dichiara che la società ha stabilito partnership con grandi aziende quali Mercedes-Benz Group e General Electric Aerospace. Tali relazioni commerciali potrebbero aumentare il potenziale di SpaceXAI di attrarre nuovi clienti.
Si apprende che, sia nei discorsi pubblici che nei meeting con gli investitori, Scott Wu ha sempre chiarito che non intende vendere la compagnia. In un’intervista a Bloomberg del maggio scorso, affermò che il finanziamento da un miliardo “ci permette di restare indipendenti e di continuare a crescere come azienda autonoma: per noi è fondamentale”.
60 miliardi per il punto d’accesso agli sviluppatori, ora la caccia agli ingegneri software autonomi! Musk punta all’impero SpaceX AI full-stack
L’ambizione di SpaceX nell’AI applicata è davvero smisurata, ma occorre essere precisi: i 28,5 trilioni di dollari menzionati nel prospetto sono un totale TAM (mercato potenziale addressable), non un traguardo ricavi AI. Il segmento dedicato al software applicativo AI raggiunge i 26,5 trilioni, di cui 2,4 trilioni per le infrastrutture di calcolo, 760 miliardi per gli abbonamenti consumer, 600 miliardi di pubblicità digitale, ma la parte fondamentale sono 22,7 trilioni di applicazioni enterprise.

Quindi, Musk non si accontenta di vendere potenza di calcolo GPU o gestire Grok: vuole integrare “GPU Nvidia e data center, modello di base Grok, workflow degli sviluppatori Cursor, agenti AI autonomi Devin, dati in tempo reale X, connessione globale Starlink, Starship e calcolo orbitale”, trasformando SpaceX in una piattaforma AI full-stack che copra infrastruttura, modelli e applicazioni.
Dopo Cursor, ora l’interesse per Cognition denota la chiara volontà di conquistare il principale accesso aziendale dell’era AI — il workflow di sviluppo software e i dati di feedback generati. Cursor offre canali professionali di distribuzione agli sviluppatori, vantaggi dalle licenze enterprise e dati sull’interazione con il codice; Cognition possiede agenti autonomi capaci di eseguire task ingegneristici complessi e partnership con realtà come Mercedes-Benz e GE Aerospace. L’integrazione di queste applicazioni su Colossus e Grok può aumentare il tasso di utilizzo della potenza di calcolo interna, ridurre la dipendenza da modelli di terzi e il costo per token, generando il ciclo “compito utente—esecuzione codice—valutazione risultato—retraining del modello” e migliorando al contempo l’efficienza interna nelle attività di sviluppo in rocket, satelliti, comunicazioni e data center di SpaceX. Cursor è già una controllata al 100% di SpaceX; per Cognition, siamo solo a una fase esplorativa e di potenziale collaborazione, non si può quindi parlare di accordo concluso.
L’offerta principale di Cognition, Devin, si propone come “ingegnere software AI autonomo”: può ricevere gli obiettivi, pianificare, codificare, testare e consegnare codice di produzione, svolgere la migrazione di codice, troubleshooting, review e portare avanti progetti a lungo termine. Cursor invece è un editor AI-native e piattaforma di workflow multi-modello, integrato nell’ambiente quotidiano degli sviluppatori, che punta su collaborazione human-in-the-loop, ricerca e completamento del codice, editing, debug e programmazione agentica. Insomma, Cursor è una sorta di cockpit intelligente usato dagli ingegneri, Devin invece il lavoratore digitale capace di ricevere task in autonomia e consegnare risultati: ma con l’evoluzione di Cursor sugli agenti cloud e l’integrazione di Windsurf da parte di Cognition, i confini di prodotto tra i due si stanno rapidamente avvicinando.
I dati finanziari dimostrano che le ambizioni sulle applicazioni AI di SpaceX non sono solo visioni: nel secondo trimestre, i ricavi da AI sono stati di 2,6 miliardi, con un +247% a/a, e l’EBITDA rettificato è stato positivo a 1,1 miliardi; dei 18,4 miliardi di investimenti di capitale del trimestre, circa 15,8 sono stati destinati all’infrastruttura di calcolo AI, aumentando la capacità di calcolo da 1 GW del primo trimestre a 1,4 GW, con l’obiettivo di oltrepassare 2 GW entro fine 2026 e arrivare vicino a 10 GW per il 2027.
Il management SpaceX si aspetta di raggiungere a dicembre 2026 un run-rate annualizzato di ricavi ricorrenti di almeno 100 miliardi, portando il target di 1 trilione di ricavi annui al 2030 — anche solo partendo da 100 miliardi, ciò implica un’espansione composta annua del 78%, si tratta di una pianificazione interna sfidante, non di una guidance finanziaria prudente.
Per la banca d’affari Morgan Stanley, il mercato riconosce all’intero business AI di SpaceX un valore implicito di circa 12 dollari ad azione e prevede che i ricavi annuali di Cursor potrebbero arrivare a 33 miliardi nel 2030, suggerendo così un prezzo target base di 300 dollari e uno scenario rialzista a 600; ma la reazione dopo la trimestrale ai massicci investimenti e agli obiettivi di lungo termine dimostra che gli investitori non accetteranno senza riserve la narrazione di Musk secondo cui “il business AI costituirà il 99% di SpaceX in cinque anni”. La vera rivalutazione di SpaceX non sarà decisa dai 28,5 trilioni di TAM, ma dalla capacità di mettere online potenza di calcolo in modo affidabile, dall’integrazione di Cursor per migliorare i margini, dalla competitività di Grok AI nel segmento enterprise, dalla capacità di agenti in stile Cognition di fornire produttività tangibile verificabile e infine dal fatto che fusioni, acquisizioni e debito possano effettivamente generare free cash flow.
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