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Le azioni delle risorse umane negli Stati Uniti rimbalzano con forza: l’ondata di CV generati dall’AI aumenta il valore delle società di recruiting!

Le azioni delle risorse umane negli Stati Uniti rimbalzano con forza: l’ondata di CV generati dall’AI aumenta il valore delle società di recruiting!

华尔街见闻华尔街见闻2026/08/18 16:01
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Per:华尔街见闻

L'intelligenza artificiale non ha rivoluzionato il settore del reclutamento negli Stati Uniti, ma ha invece aumentato il valore della selezione a causa della proliferazione di curriculum generati dall'AI, creando una nuova domanda per le società di risorse umane. Le azioni delle società di recruiting come ManpowerGroup e Robert Half hanno superato le aspettative in termini di performance e sono rimbalzate fortemente dai minimi. L'intelligenza artificiale è diventata anche uno strumento di efficienza per il settore; tuttavia, dopo il rimbalzo, le valutazioni sono messe sotto pressione e la tendenza a lungo termine dipenderà dalla ripresa del mercato del lavoro statunitense e dalla capacità delle società di recruiting di trarre reale beneficio dall'AI.

L’intelligenza artificiale non ha “terminato” il settore del recruiting come temeva in precedenza il mercato; anzi, potrebbe persino creare nuova domanda per le società di risorse umane.

Dall’inizio dell’anno, i titoli di ManpowerGroup e Robert Half sono rimbalzati rispettivamente di circa il 94% e il 120% dai minimi di febbraio e marzo, coincisi con il panico della “fine delle SaaS” scaturito dalla rapida diffusione degli strumenti AI. Con i risultati del secondo trimestre che superano le aspettative e una domanda di assunzioni in miglioramento, il mercato sta ricominciando a valutare l’impatto dell’AI sull’industria del recruiting.

Questo rimbalzo non si limita solo a queste due aziende. L’indice che traccia le società di servizi professionali è salito del 44% da aprile, ZipRecruiter è cresciuta di quasi il 183% rispetto ai minimi di marzo e le azioni statunitensi di Recruit Holdings sono aumentate di circa il 170% rispetto ai loro rispettivi minimi.

Le azioni delle risorse umane negli Stati Uniti rimbalzano con forza: l’ondata di CV generati dall’AI aumenta il valore delle società di recruiting! image 0Le azioni delle risorse umane negli Stati Uniti rimbalzano con forza: l’ondata di CV generati dall’AI aumenta il valore delle società di recruiting! image 1

La “proliferazione” di CV generati dall’AI eleva il valore della selezione

In passato il mercato temeva che l’AI generativa potesse automatizzare la selezione dei CV, la scrittura di annunci di lavoro e persino partecipare ai colloqui, riducendo così il valore delle società di recruiting.

Ma la realtà sembra andare in una direzione diversa.

Poiché gli strumenti AI riducono la barriera alle candidature, le aziende si trovano ora ad affrontare il problema opposto: non “troppi pochi CV”, ma “troppi”. Con l’afflusso massiccio di candidature generate dall’AI, la vera sfida diventa identificare i candidati realmente idonei tra la folla.

Secondo Trevor Romeo, analista di William Blair, l’aumento delle candidature generate dall’AI potrebbe portare le aziende a fare ancora più affidamento su professionisti del recruiting per la selezione dei CV e la valutazione dei candidati. In altre parole, l’AI abbassa il costo della “candidatura”, ma potrebbe aumentare il valore della “selezione”.

Ciò significa anche che il rapporto tra AI e società di recruiting non è necessariamente di mera sostituzione.

I risultati prima di tutto: la narrazione pessimista sull’AI si incrina

Il catalizzatore principale dietro il rimbalzo dei titoli del recruiting rimangono comunque i risultati finanziari.

ManpowerGroup nel secondo trimestre ha registrato la migliore performance degli ultimi tre anni in termini di ricavi, mentre Robert Half ha superato le previsioni del mercato e ha fornito segnali positivi sulle prospettive della domanda. Il miglioramento dei risultati ha fatto credere agli investitori che il settore stia entrando in una fase di ripresa ciclica.

Jeff Silber, analista di BMO Capital Markets, ha affermato che all’inizio dell’anno il mercato, durante il panico della “fine delle SaaS”, ha “gettato via il bambino con l’acqua sporca”.

Anche Joshua Chan, analista di UBS, sottolinea che i dati reali stanno cambiando la precedente visione pessimista riguardante l’impatto dell’AI sull’industria del recruiting. Prima dell’annuncio dei risultati di ManpowerGroup, esitava a consigliarne le azioni per i timori degli investitori legati all’AI.

Manav Patnaik, analista di Barclays, ritiene invece che i recenti risultati delle due società mostrano chiaramente che la ripresa dell’industria del recruiting “è ormai innegabilmente avviata”.

Anche l’AI può diventare uno “strumento di efficienza” per le società di recruiting

Oltre ai cambiamenti dal lato della domanda, le società di recruiting stanno anche sfruttando l’AI per migliorare la propria efficienza.

Stuart Gordon, analista di Bloomberg Industry Research, sottolinea che le aziende di risorse umane possono utilizzare l’AI per migliorare la produttività. ManpowerGroup ha già implementato l’AI nei processi di supporto ai colloqui, il che significa che l’intelligenza artificiale non è solo un concorrente dei servizi di recruiting tradizionali, ma può diventare anche uno strumento per ridurre i costi operativi e migliorare l’efficacia di matching.

Secondo Joshua Chan di UBS, finché il settore del recruiting continua a crescere, anche grazie a una possibile ripresa ciclica, con il tempo le preoccupazioni del mercato riguardo all’impatto distruttivo dell’AI potrebbero progressivamente attenuarsi.

In altre parole, il mercato non si chiede più se “l’AI sostituirà le società di recruiting”, ma sta iniziando a porsi un’altra domanda: le società di recruiting sapranno utilizzare l’AI per diventare versioni più efficienti di sé stesse?

Dopo il forte rimbalzo, la vera prova inizia ora

Tuttavia, il rally delle azioni di recruiting non implica che i rischi siano spariti.

Secondo dati raccolti da Bloomberg, il prezzo delle azioni di ManpowerGroup è ora solo dell’1,5% inferiore all’obiettivo medio degli analisti, mentre Robert Half è superiore di oltre il 20% rispetto al target medio. Dopo questo rapido recupero, la pressione sulle valutazioni di alcuni titoli è tornata a farsi sentire.

La variabile più importante resta ancora il mercato del lavoro statunitense. A luglio, i datori di lavoro statunitensi hanno sorprendentemente tagliato posti di lavoro e i dati dei due mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso, segnalando che le condizioni effettive del mercato del lavoro potrebbero essere più deboli del previsto.

Dunque, questo rimbalzo dei titoli del recruiting assomiglia più a una correzione della narrazione del mercato: l’AI non ha eliminato la domanda di recruiting, ma, al contrario, l’eccesso di contenuti generati dall’AI potrebbe rendere ancora più importante la “selezione, la valutazione e il matching”.

Ma la possibilità che questo rimbalzo si trasformi in un trend di lungo periodo dipende in definitiva da due variabili: la vera ripresa del mercato del lavoro statunitense e la capacità delle società di recruiting di dimostrare che possono trarre beneficio dall’ondata AI, invece che esserne sostituite.

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