Gli hedge fund acquistano aggressivamente azioni statunitensi per cinque giorni consecutivi, il settore tecnologico guida la seconda più rapida ondata di acquisti dell'anno.
Secondo un rapporto di Prime Brokerage di Goldman Sachs, il settore della tecnologia dell'informazione ha registrato il maggiore afflusso netto di capitali la scorsa settimana (+1,2 deviazioni standard), trainato sia da nuove posizioni lunghe sia dalla copertura di posizioni corte, con un rapporto di circa 2 a 1. Le azioni del settore software hanno visto una massiccia copertura di posizioni corte a causa delle notizie sull'acquisizione di Workday, facendo salire la quota netta dal 1,3% al 4,5%. Le posizioni corte sugli ETF sono diminuite ulteriormente del 3% la scorsa settimana, con una diminuzione mensile cumulativa del 12%, segnando la sesta settimana consecutiva di riduzione netta.
Le azioni statunitensi hanno continuato il loro trend rialzista, spinte congiuntamente dai dati sull'inflazione più miti e dal forte rimbalzo dei titoli tecnologici, mentre gli hedge fund hanno avviato l'azione di acquisto più concentrata e rapida dell'anno, la seconda per velocità finora nel 2026.
Il 17 agosto, secondo il più recente rapporto settimanale pubblicato da Goldman Sachs Prime Brokerage, la scorsa settimana gli hedge fund hanno effettuato acquisti netti di azioni statunitensi ogni giorno di contrattazione, con una velocità d’acquisto pari al secondo livello più rapido degli ultimi dodici mesi (+2,1 deviazioni standard). Gli acquisti si sono concentrati principalmente su posizioni long su singoli titoli, combinati con ricoperture di short su prodotti macro.
Il settore dell’informatica ha visto il maggiore afflusso di capitali tra tutti i settori, con ricoperture di short sulle azioni software particolarmente rilevanti—settore che in precedenza era stato il principale oggetto di short selling nel primo semestre del 2026. Nel frattempo, le posizioni short sugli ETF sono diminuite per la sesta settimana consecutiva, mostrando una costante riduzione della propensione generale al ribasso del mercato.
Questa ondata di acquisti presenta caratteristiche chiaramente procicliche: otto degli undici settori hanno registrato acquisti netti, con Informatica, Servizi di comunicazione, Sanità, Finanza e Beni di consumo essenziali in testa, mentre Real Estate, Energia e Utility sono state vendute nettamente. La settimana scorsa, le azioni statunitensi hanno continuato la loro ascesa, avvicinandosi ai massimi storici, in un contesto in cui diversi indicatori come CPI, PPI, vendite al dettaglio e l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan hanno mostrato performance moderate.
Il desk Delta-One di Goldman Sachs sottolinea che questa settimana il mercato statunitense entra nella fase finale della stagione delle trimestrali per il secondo trimestre 2026, con solo circa il 3% dei componenti dello S&P 500 che devono ancora pubblicare i dati, principalmente nel settore dei consumi. I verbali della riunione FOMC di luglio e i dati preliminari dei PMI saranno i principali catalizzatori, da cui il mercato spera di ricavare ulteriori indizi sulle prossime mosse della Federal Reserve.
Short squeeze sulle azioni software scatena acquisti su tecnologia, la notizia di acquisizione di Workday fa da innesco
Il settore dell’informatica ha registrato il più alto afflusso netto di capitali la scorsa settimana (+1,2 deviazioni standard), con acquisti trainati sia da nuove posizioni long che da ricoperture di short, in un rapporto di circa 2 a 1.

La ricopertura di short nel sottosettore software è stata una delle principali forze motrici dei recenti acquisti tecnologici. Secondo il rapporto di Goldman Sachs, dopo la notizia dell'acquisizione da parte del produttore di software per risorse umane Workday, si è assistito a una diffusa ricopertura di short sia sui basket di titoli software che sugli ETF correlati. In precedenza, il settore software era stato il target principale di short selling nel primo semestre 2026. Questo short squeeze ha portato la quota netta dei fondi hedge sulle azioni software a salire dal minimo annuo dell’1,3% al 4,5%, ancora ben al di sotto del 7,0% registrato a inizio anno, segno che il processo di ricopertura potrebbe non essere ancora terminato.
Il sottosettore semiconduttori e apparecchiature per semiconduttori ha anch’esso registrato forti acquisti netti, principalmente da nuove posizioni long, grazie ai motivi positivi emersi dall’Investor Day di SanDisk. Il rapporto Goldman Sachs evidenzia che attualmente la quota netta degli hedge fund sui semiconduttori è del 10,4%, inferiore al picco annuale del 14,1% ma ben superiore al 6,8% di inizio anno. Anche il sottosettore delle apparecchiature di comunicazione ha registrato acquisti netti principalmente attraverso nuove costruzioni di posizioni long.
Prevalgono gli acquisti su singoli titoli, short sugli ETF in contrazione per la sesta settimana consecutiva
Dal punto di vista della struttura dei flussi, i singoli titoli hanno rappresentato circa il 70% del totale degli acquisti netti della scorsa settimana (+2,1 deviazioni standard), con un rapporto tra nuove posizioni long e ricoperture di short di ben 7,6 a 1, dando evidenza di acquisti attivi e non solo chiusure forzate di posizioni short.

I prodotti macro (indice ed ETF aggregati) hanno rappresentato circa il 30% degli acquisti netti totali (+1,0 deviazioni standard), con un rapporto tra ricopertura di short e nuovi long di 1,4 a 1.
Le posizioni short sugli ETF quotati negli Stati Uniti la scorsa settimana sono scese di un altro 3%, accumulando una diminuzione del 12% su base mensile e registrando una riduzione netta per la sesta settimana consecutiva. Le ricoperture si sono concentrate su ETF di small cap, ETF tecnologici e ETF large cap, parzialmente compensate dall’aumento delle posizioni short su ETF immobiliare, latinoamericani e sanitari.
In termini di leva, il tasso di leva totale dei fondi statunitensi long-short è diminuito di 0,7 punti percentuali al 203,5%, posizionandosi al 4° percentile degli ultimi 12 mesi; la leva netta è scesa di 2,3 punti al 51,3%, 13° percentile annuale.
Il rapporto long/short su base fondamentale (per capitalizzazione di mercato) è sceso del 2,2% a 1,674, collocandosi al 66° percentile dell’ultimo anno. Nel complesso, il livello di leva resta relativamente basso, indicando che il posizionamento istituzionale non è ancora eccessivamente affollato.

Il settore immobiliare si inverte, dopo otto settimane di acquisti netti si registrano ora vendite nette
Il settore immobiliare è stato questa settimana il segnale contrarian più evidente. Dopo aver registrato acquisti netti in sette delle otto settimane precedenti, questa settimana il settore si è invertito, risultando quello con le maggiori vendite nette (-0,4 deviazioni standard), con un rapporto tra vendite short e acquisti long di 1,3 a 1.

Gli REITs professionali, retail e industriali erano i sottosettori con le maggiori vendite nette, mentre gli REITs sanitari e diversificati hanno registrato piccoli acquisti netti. Attualmente il rapporto long/short sulle azioni immobiliari statunitensi è pari a 1,70, all’82° percentile dell’ultimo anno e al 78° percentile degli ultimi tre anni, indicando che la situazione di valutazioni relativamente affollate potrebbe essere uno sfondo importante per la presa di profitto dei capitali.

I settori energia e utility hanno anch’essi registrato vendite nette, in netto contrasto con la forza mostrata da informatica, servizi di comunicazione e altri settori in crescita e prociclici, confermando ulteriormente l’orientamento prociclico dell’attuale riallocazione degli hedge fund.
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