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Il primo progetto di investimento negli Stati Uniti cambia rotta? Si dice che gli Stati Uniti abbiano fatto pressioni su Samsung e SK hynix affinché costruiscano fabbriche di memorie negli USA; la Corea nega d'urgenza ma rifiuta di divulgare i dettagli.

Il primo progetto di investimento negli Stati Uniti cambia rotta? Si dice che gli Stati Uniti abbiano fatto pressioni su Samsung e SK hynix affinché costruiscano fabbriche di memorie negli USA; la Corea nega d'urgenza ma rifiuta di divulgare i dettagli.

智通财经智通财经2026/08/18 03:11
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La Casa Blu, la residenza presidenziale della Corea del Sud, ha recentemente smentito una notizia diffusa dai media locali secondo cui il governo starebbe discutendo con gli Stati Uniti il ​​progetto dei semiconduttori come il primo investimento nell'ambito dell'impegno di investimento di 35 miliardi di dollari americani negli Stati Uniti.

Secondo quanto riportato da Jinse Finance APP, il palazzo presidenziale della Corea del Sud, la Casa Blu, ha recentemente smentito una notizia dei media locali secondo cui il governo starebbe discutendo con gli Stati Uniti di inserire il progetto sui semiconduttori come primo degli investimenti previsti nella promessa di investimento da 350 miliardi di dollari negli USA. In una dichiarazione via SMS, la Casa Blu ha affermato che la notizia secondo cui i due paesi starebbero trattando di porre i semiconduttori come primo progetto strategico di investimento “non corrisponde al vero”, ma si è rifiutata di fornire ulteriori dettagli sulle consultazioni tra Corea del Sud e Stati Uniti riguardo agli impegni di investimento.

È noto che precedenti notizie avevano citato funzionari anonimi del partito al governo, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero chiesto alla Corea del Sud di dare priorità agli investimenti nelle strutture di produzione di chip di memoria americane, rendendo incerta la presentazione prevista a fine mese da parte di Seul del primo progetto di investimento negli USA.

I media riportano che tale richiesta americana sia stata il tema centrale dell’incontro commerciale a porte chiuse svoltosi presso la Casa Blu il 13 agosto. In passato la Corea del Sud aveva sempre dato priorità al settore energetico come primo grande progetto di investimento negli Stati Uniti, ma un improvviso cambio di priorità e ulteriori richieste da parte americana hanno modificato le dinamiche delle trattative.

La maggior parte dei funzionari presenti ritiene che investire in impianti di produzione di chip di memoria negli Stati Uniti non sia realistico. Il motivo principale è che Samsung e SK Hynix hanno già annunciato investimenti per circa 800 trilioni di won (pari a circa 580 miliardi di dollari) nella regione di Honam, nel sud della Corea del Sud, con lo scopo di costruire chip e data center; ulteriori grandi investimenti nella memoria negli Stati Uniti potrebbero disperdere la capacità di investimento delle aziende e ostacolare la costruzione del cluster e dell’ecosistema nazionale dei semiconduttori. Una fonte ha sottolineato che “la memoria è un’industria strategica per la Corea, che deve essere valutata assieme al cluster locale e all’ecosistema dei semiconduttori.”

Anche la tempistica della richiesta ufficiale statunitense è particolarmente significativa. Solo a fine giugno il governo sudcoreano aveva annunciato il massiccio piano di investimenti in Honam da parte di Samsung e SK Hynix, e già il 9 luglio il Segretario al Commercio americano Howard Lutnick ha pubblicamente menzionato le due aziende, esprimendo l’auspicio di vederle costruire impianti produttivi negli Stati Uniti. Il capo del policy office della Casa Blu, Kim Yong-beom, ha poi risposto sui social media affermando che “l’espansione delle fabbriche di wafer nella Repubblica di Corea è un progetto nazionale”. Successivamente, la questione della memoria è passata dalle dispute pubbliche alle trattative private.

In questa cornice, il Ministro sudcoreano dell’Industria, Commercio ed Energia Kim Jung-gwan si è recato urgentemente negli Stati Uniti il 16 agosto, a meno di tre settimane dall’ultima visita. Kim Jung-gwan ha dichiarato a Washington che la Corea del Sud spera ancora di annunciare i progetti di investimento tra fine agosto e inizio settembre, ma che negli ultimi stadi dei negoziati sono emersi diversi problemi tecnici. Secondo analisti diplomatici, ciò riflette divergenze ancora esistenti tra le parti riguardo alla scelta dei progetti, all’entità e alle condizioni degli investimenti.

A preoccupare ulteriormente la Corea del Sud, il rinvio nell’annuncio degli investimenti sta rilanciando la pressione tariffaria da parte americana. Fonti rivelano che gli Stati Uniti hanno di nuovo sollevato la possibilità di reintrodurre tariffe più alte su auto e altri prodotti sudcoreani. A gennaio, l’allora presidente Trump aveva minacciato di aumentare le tariffe sulle auto sudcoreane dal 15% al 25%, accusando Seul di ritardare l’attuazione della legge speciale sugli investimenti negli USA; la pressione si era attenuata dopo l’approvazione della legge a marzo. Ma il continuo rinvio del primo progetto di investimento sta accentuando di nuovo il malcontento americano.

La pressione sembra inoltre estendersi anche al settore della cooperazione per la sicurezza. Dopo il primo incontro sui sottomarini nucleari e sulla revisione degli accordi sul nucleare tenutosi a Seul a giugno, la seconda riunione prevista per luglio a Washington non si riesce ancora a convocare. I vertici del partito di governo temono che “le questioni commerciali stiano erodendo i negoziati sulla sicurezza” e che, se gli Stati Uniti dovessero utilizzare la cooperazione nel settore della sicurezza come strumento di pressione, la situazione potrebbe ulteriormente complicarsi.

Secondo gli analisti, la Corea del Sud si trova attualmente di fronte a un dilemma: da una parte deve cercare di annunciare rapidamente il primo progetto di investimento negli USA per dimostrare buona volontà e allentare le tensioni complessive; dall’altra, le continue richieste statunitensi aumentano sia la pressione di revisione sulla convenienza commerciale che la necessità di proteggere i settori industriali nazionali. Una gestione non adeguata potrebbe non solo condurre a negoziati dall’esito incerto sugli investimenti, ma avere ricadute anche sulla cooperazione economica e sulla sicurezza tra Corea del Sud e Stati Uniti.

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