I rendimenti dei titoli di Stato europei a lungo termine schizzano in alto: i rendimenti dei Bund tedeschi a 30 anni e dei titoli francesi a 10 anni raggiungono i massimi pluriennali
Venerdì, durante la seduta, il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a 30 anni ha raggiunto il massimo dal 2011, mentre il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni ha toccato il livello più alto dal 2009. Di recente, nel mercato obbligazionario europeo, i tassi a breve termine sono maggiormente influenzati dalle aspettative sulle politiche della Banca Centrale Europea, mentre i rendimenti a lungo termine sono sempre più guidati da una combinazione di inflazione, deficit di bilancio, offerta di titoli di Stato e premio per la scadenza.
Venerdì 14, i prezzi delle obbligazioni governative europee a lungo termine sono generalmente crollati, con i rendimenti dei titoli di stato a lungo termine dei due principali paesi dell'area euro, Germania e Francia, che sono saliti ai massimi pluriennali.
Ciò significa che la pressione al rialzo sui rendimenti delle obbligazioni a lungo termine in Europa si sta diffondendo dalla Germania a paesi membri principali come la Francia. Tre settimane fa, il rendimento dei Bund tedeschi a 10 anni ha già toccato il massimo dal 2011, mentre nello stesso periodo il rendimento delle obbligazioni francesi ha più volte raggiunto i massimi dal 2009.
La continua ascesa dei rendimenti a lunga scadenza riflette da un lato la notevole incertezza che persiste riguardo all’inflazione globale e alle aspettative sui tassi d'interesse, dall’altro evidenzia le pressioni sui costi di finanziamento a lungo termine che le principali economie europee devono affrontare sullo sfondo dell'aumento della spesa pubblica, del finanziamento del debito e dell’incremento dell’offerta futura di titoli di stato.
Rendimento dei Bund tedeschi a 30 anni ai massimi dal 2011
Durante la sessione iniziale di mercato azionario statunitense di venerdì, i titoli di stato tedeschi a lunga scadenza hanno subito una netta ondata di vendite. Il rendimento dei Bund tedeschi a 30 anni è salito di circa 9 punti base nella giornata, raggiungendo circa il 3,73%, il livello più alto dal 2011.

L’andamento recente mostra che la pressione sul mercato obbligazionario tedesco non è sorta all’improvviso.
Il 23 luglio, tre settimane fa, il rendimento dei bund tedeschi a 10 anni era già salito al massimo dal 2011. In quel momento, i mercati obbligazionari globali subivano la pressione simultanea dell’aumento dei prezzi energetici, dei timori sull’inflazione e del crescente fabbisogno di finanziamento a lungo termine delle principali economie.
Successivamente, i rendimenti a lungo termine della Germania non sono calati in modo evidente. I dati di mercato mostrano che il rendimento dei Bund tedeschi a 30 anni è rimasto in costante crescita nell’ultimo mese.
Rispetto ai titoli a 10 anni, il rendimento a 30 anni è maggiormente sensibile alle variazioni dell’inflazione a lungo termine, dell’offerta fiscale e del premio di scadenza. Pertanto, il superamento dei precedenti massimi da parte del rendimento trentennale indica che gli investitori richiedono un maggior premio per il rischio a lungo termine.
Rendimento decennale francese ancora una volta oltre i massimi dal 2009
L’andamento del mercato obbligazionario francese è ancora più degno di nota.
Durante la sessione di venerdì, il rendimento del titolo di stato francese a 10 anni ha superato quota 4,05%, in aumento di circa 11 punti base nella giornata, segnando un nuovo massimo dal 2009.

In realtà, il rendimento decennale francese ha battuto più volte il record degli ultimi diciassette anni già dall’inizio del 2023.
Il 15 maggio di quest’anno, il rendimento dei titoli di stato francesi a 10 anni aveva superato il 3,95%, raggiungendo il livello più alto dalla crisi finanziaria globale del 2008-2009. Le Monde aveva allora sottolineato che il costo del finanziamento del debito pubblico francese era salito al livello massimo dal 2009, mentre l’elevato deficit fiscale del governo comportava un massiccio bisogno di emissioni di obbligazioni, con l’incremento dei rendimenti che avrebbe ulteriormente aumentato il carico degli interessi per lo Stato.
Questa tendenza si è ulteriormente accentuata a luglio.
Secondo i dati di Trading Economics, il 15 luglio il rendimento francese a 10 anni era salito al 3,94%, il massimo da giugno 2009; il 21 luglio è salito nuovamente al 3,97%, segnando ancora un record.
Questo dimostra che il superamento del 4% da parte del rendimento decennale francese venerdì non rappresenta una fluttuazione di mercato isolata, ma la prosecuzione della tendenza di crescita dei rendimenti a lungo termine in Europa negli ultimi mesi.
La “pressione sul lungo termine” del mercato obbligazionario europeo tende ad accumularsi
Va sottolineato che le attuali difficoltà del mercato obbligazionario europeo non derivano solo dai fattori di politica monetaria.
L’aumento dei prezzi internazionali del petrolio ha già incrementato in modo significativo le attese d’inflazione globale, spingendo al rialzo i rendimenti dei titoli di stato a lunga scadenza delle principali economie. A fine luglio, quando il rendimento dei Bund tedeschi a 10 anni è salito a circa il 3,2%, segnando un massimo dal 2011, il mercato aveva già individuato nell’aumento del costo dell’energia e nella conseguente pressione inflazionistica uno dei fattori principali dietro la vendita di obbligazioni.
Allo stesso tempo, la futura spesa fiscale e il volume delle prossime emissioni di titoli di stato delle principali economie europee sono diventati temi di crescente attenzione tra gli investitori obbligazionari.
Per la Germania, il governo sta espandendo la spesa pubblica, specialmente nei settori della difesa e delle infrastrutture, il che indica che l’offerta di titoli di stato tedeschi potrebbe aumentare sensibilmente nei prossimi anni. Secondo le informazioni pubblicate dal Tesoro tedesco, nel 2026 la Germania prevede di emettere Bund decennali per un totale di circa 82 miliardi di euro.
La Francia, invece, deve affrontare vincoli fiscali ancor più stringenti. Già durante la precedente impennata dei rendimenti, il mercato temeva che il continuo deficit fiscale e l’alto livello di debito avrebbero costretto il governo ad indebitarsi ulteriormente, mentre l’aumento dei costi di finanziamento avrebbe ulteriormente aggravato la spesa per interessi dello Stato.
Negli ultimi mesi, dunque, nel mercato obbligazionario europeo si sta osservando una dinamica degna di nota: i tassi a breve termine sono più influenzati dalle attese sulla politica della BCE, mentre i rendimenti a lungo termine sono sempre più spinti da inflazione, disavanzo fiscale, offerta di titoli di stato e premio di durata.
L’andamento dei titoli di stato a lungo termine di Francia e Germania riflette l’aumento del “premio per il rischio fiscale” europeo
Dai risultati di mercato emerge che l’aumento del rendimento dei titoli francesi è notevolmente superiore a quello tedesco, segnale che gli investitori richiedono ancora oggi un maggior premio per il rischio associato alla situazione fiscale della Francia.
Il rendimento dei titoli francesi a 10 anni ha superato il 4% durante la sessione di venerdì, mentre quello dei Bund tedeschi a 10 anni era già salito attorno al 3,2%, mantenendo il differenziale tra i due a livelli elevati.
Si tratta anche di un importante punto di osservazione per il mercato obbligazionario europeo di oggi: se i rendimenti a lungo termine continueranno a salire, le conseguenze non si limiteranno ai costi di finanziamento governativi, ma potranno trasmettersi all’economia reale tramite obbligazioni societarie, prestiti immobiliari e finanziamenti bancari.
Per la BCE, una rapida salita dei rendimenti a lungo termine rende il contesto politico più complesso: da un lato la crescita economica necessita di evitare un eccessivo irrigidimento delle condizioni finanziarie; dall’altro, il rischio legato ai prezzi dell’energia e all’inflazione limita lo spazio per ulteriori politiche accomodanti.
Da questo punto di vista, il nuovo massimo dal 2011 del rendimento dei Bund tedeschi a 30 anni e il superamento del 4% di quello francese a 10 anni non sono solo record per due singoli mercati obbligazionari, ma mostrano anche che il costo del finanziamento a lungo termine in Europa è entrato in una nuova fase che merita particolare attenzione.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Goldman Sachs analizza i risultati trimestrali delle azioni USA: le infrastrutture AI fanno profitti enormi, mentre i guadagni sul lato applicativo restano ancora solo una promessa
Il stratega di Goldman Sachs, Ben Snyder, ha sottolineato che le aziende stanno aumentando gli investimenti nell'intelligenza artificiale (AI) a un ritmo senza precedenti; tuttavia, per la maggior parte delle società, questa tecnologia non si è ancora tradotta in miglioramenti concreti dei profitti.

Contratto breve o lungo? I nuovi fornitori di cloud percorrono strade diverse rispetto ad AWS
Nebius e CoreWeave stanno promuovendo contratti a breve termine, affermando che, in un contesto di carenza di GPU, possono ottenere un premio di prezzo superiore al doppio e ciò ha portato a un forte aumento delle loro azioni; AWS invece rimane fedele alla strategia dei contratti a lungo termine, puntando a garantire entrate stabili per far fronte all'incertezza degli investimenti nell'IA. Secondo l’analisi, i contratti a breve termine offrono flessibilità e prezzi elevati, ma mancano di prevedibilità, mentre i contratti a lungo termine garantiscono stabilità ma possono perdere opportunità di maggiori profitti.


