Bitget App
Trade smarter
Acquista CryptoMercatiTradingFuturesEarnPlazaAltro
Quando sarà il prossimo aumento dei tassi da parte della Banca centrale del Giappone? Gli economisti prevedono che il più probabile sia a dicembre, mentre il mercato scommette su ottobre

Quando sarà il prossimo aumento dei tassi da parte della Banca centrale del Giappone? Gli economisti prevedono che il più probabile sia a dicembre, mentre il mercato scommette su ottobre

智通财经智通财经2026/07/23 07:21
Mostra l'originale
Per:智通财经

Un sondaggio mostra che la metà degli economisti ritiene ancora che la Banca del Giappone alzerà i tassi solo a dicembre.

Secondo quanto riportato da Zhihui Finanza APP, il ritmo dei futuri rialzi dei tassi della Banca del Giappone sta affrontando una nuova dinamica di politica economica. I dati di un recente sondaggio mostrano che, nonostante le persistenti pressioni inflazionistiche e il forte deprezzamento dello yen, la maggior parte degli economisti prevede che la Banca del Giappone non sarà propensa a inasprire rapidamente la politica monetaria; la prossima finestra per un rialzo dei tassi sembra più probabile a dicembre di quest’anno. Secondo un sondaggio condotto su 52 economisti, il 50% degli intervistati ritiene che il prossimo aumento del tasso di riferimento dalla Banca del Giappone avverrà con maggiore probabilità a dicembre, mentre il 40% degli economisti prevede un’azione ad ottobre.

A confronto, il posizionamento dei mercati appare nettamente più aggressivo: a sondaggio concluso, il mercato futuro sui tassi d’interesse in Giappone indica che gli investitori stimano la probabilità di un rialzo dei tassi della Banca del Giappone ad ottobre vicina all’80%.

L’orientamento accomodante del governo Kōchi rappresenta l’incognita principale sui rialzi

Secondo il sondaggio, il 59% degli economisti ritiene che l’influenza del governo Kōchi sulle tempistiche della normalizzazione monetaria sarà la maggiore barriera a ulteriori rialzi dei tassi da parte della Banca del Giappone.

Da sempre Sanae Kōchi sostiene politiche fiscali e monetarie accomandanti; le sue proposte includono maggiore spesa pubblica, supporto agli investimenti industriali ed evitare un inasprimento troppo rapido delle condizioni finanziarie. Alcuni economisti ritengono che, sebbene la Banca del Giappone abbia già avviato la fase di rialzo dei tassi, le preoccupazioni del governo per la crescita economica e i costi del debito potrebbero limitarne la velocità di aggiustamento delle politiche.

Quando sarà il prossimo aumento dei tassi da parte della Banca centrale del Giappone? Gli economisti prevedono che il più probabile sia a dicembre, mentre il mercato scommette su ottobre image 0

La Banca del Giappone ha ribadito più volte la propria indipendenza. Per placare i timori del mercato riguardo a una “forzata ingerenza governativa”, il governo giapponese ha recentemente approvato una linea guida annuale di politica fiscale che evidenzia e amplia la formulazione relativa “al rispetto dell’autonomia della Banca del Giappone”, nel tentativo di rassicurare i mercati circa l’indipendenza della banca centrale dalle decisioni governative.

In passato, una bozza di tali linee guida aveva generato il panico sui mercati obbligazionari, facendo schizzare il rendimento del titolo governativo decennale giapponese ai massimi degli ultimi trent’anni. Tuttavia, la nuova dichiarazione del governo non ha completamente dissipato le preoccupazioni di mercato. Circa due terzi degli economisti intervistati hanno affermato chiaramente di non credere che la modifica della formulazione comporti un reale abbandono dell’intenzione governativa d’influenzare l’autonomia della Banca del Giappone.

Ciononostante, il sondaggio mostra che circa due terzi degli economisti rimangono scettici sul fatto che tale cambiamento impedirà futuri tentativi del governo di influenzare la banca centrale. Tsuyoshi Ueno, capo economista del NLI Research Institute, afferma: “Poiché ci sono divergenze fra la Banca del Giappone e il governo rispetto alle tempistiche del rialzo dei tassi, la soglia per un rialzo anticipato rimane alta.”

La divergenza tra mercati ed economisti

La distanza tra il consenso dei mercati e quello degli economisti non si era quasi mai vista durante questo ciclo di politica monetaria. La maggiore aggressività dei mercati riflette direttamente una notizia emersa dopo il sondaggio: secondo fonti informate, di fronte al persistente indebolimento dello yen che aggrava i rischi inflazionistici, i funzionari della Banca del Giappone sarebbero aperti a rialzare i tassi a un ritmo superiore alle aspettative degli economisti. Gli stessi notano che molti osservatori si aspettano una cadenza di circa un rialzo ogni sei mesi, ma sono pronti ad agire in anticipo se necessario, senza fissare un percorso prestabilito. I prezzi sui mercati dei derivati mostrano che i trader attribuiscono una probabilità fino all’80% a un rialzo della banca centrale prima di ottobre.

Quando sarà il prossimo aumento dei tassi da parte della Banca centrale del Giappone? Gli economisti prevedono che il più probabile sia a dicembre, mentre il mercato scommette su ottobre image 1

I funzionari affermano che, attualmente, è fondamentale esaminare attentamente i rischi di ulteriori aumenti dei prezzi, poiché il tasso d’inflazione sottostante è ormai molto vicino all’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale oltre 13 anni fa. Con il tasso di inflazione sottostante che sfiora il 2%, alcuni funzionari credono che il compito della banca centrale stia cambiando: la priorità dei policymaker passa dal sostenere la crescita dei prezzi ad assicurarsi che l’inflazione si mantenga stabilmente vicino al target.

Inoltre, i funzionari osservano segnali che l’inflazione sta diventando sempre più radicata: le imprese stanno trasferendo il maggior aumento dei costi ai clienti in maniera più rapida rispetto al passato, a seguito dei cambiamenti nei comportamenti di prezzo emergi dalla crisi iraniana.

Yen a picco sotto 163 e shock petrolio: il rischio inflazione potrebbe spingere la banca centrale ad agire in anticipo

Nonostante le resistenze politiche non siano poche, fra il cambio sfavorevole e le tensioni in Medio Oriente, non si può escludere che la banca centrale sia costretta ad "alzare i tassi in anticipo”.

Nella riunione del 16 giugno di quest’anno, la Banca del Giappone, senza un’esplicita opposizione del governo, ha portato i tassi di riferimento al 1,0% - un livello mai visto nella storia. Il 65% degli osservatori della banca centrale intervistati individua nella prolungata debolezza dello yen e nel conseguente aumento dei costi delle importazioni la causa che ha costretto il governo Kōchi ad accettare passivamente questa decisione di rialzo.

Tuttavia, di recente il rischio geopolitico è tornato a scuotere i mercati valutari e delle commodities: yen ai minimi storici, escalation tra Usa e Iran e forte impennata del prezzo del petrolio, con lo yen che contro il dollaro è sceso sotto quota 163, un livello che non si vedeva dal 1986. L’inflazione importata si aggrava: il Giappone dipende quasi totalmente dalle importazioni di energia e per più della metà anche degli alimenti; la debolezza estrema dello yen amplifica direttamente le pressioni sui costi d’importazione di petrolio e materie prime.

Quando sarà il prossimo aumento dei tassi da parte della Banca centrale del Giappone? Gli economisti prevedono che il più probabile sia a dicembre, mentre il mercato scommette su ottobre image 2

In tale contesto, gli economisti hanno leggermente ammorbidito la propria posizione sul rialzo anticipato dei tassi: alla domanda sul primo momento possibile di una manovra monetaria, il 37% degli esperti ha scelto settembre di quest’anno (percentuale in crescita rispetto al 23% rilevato dopo la riunione di giugno).

Kento Minami, economista di Daiwa Securities, dichiara: “Il continuo deprezzamento dello yen spinge i prezzi verso l’alto, il rischio di inflazione rimane elevato. La Banca del Giappone sta concentrando le proprie scelte sui tassi nel gestire questo rischio, e ciò rende probabile un rialzo dei tassi ancor prima di quanto stimato in precedenza.”

Da notare che circa il 65% degli osservatori della banca centrale giapponese ritiene che proprio il sostanziale deprezzamento dello yen sia ciò che ha costretto Sanae Kōchi ad accettare il rialzo del 16 giugno, quando i tassi furono portati all’1%, ai massimi in 31 anni.

La sfida tra governo e banca centrale: dal piano economico ai tumultuosi mercati obbligazionari

La tensione tra il governo Kōchi e la Banca del Giappone è emersa chiaramente nella definizione delle linee guida annuali di politica economica e fiscale, stabilite il 21 luglio.

Dalla versione preliminare, è stata eliminata la proposta di politiche monetarie orientate a “stimolare la domanda privata”. In seguito alle turbolenze di mercato, il testo è stato rivisto per chiarire che gli obiettivi principali della banca centrale puntano alla “stabilità della crescita dei prezzi”. Il documento finale mantiene l’invito a sincronizzare le politiche della banca centrale con quelle governative, ma introduce una nota che cita le disposizioni di legge sulla protezione dell’indipendenza della banca centrale.

Eppure, il mercato resta scettico: la versione precedente delle linee guida aveva alimentato timori di un possibile rinvio della normalizzazione monetaria, con il rendimento del titolo governativo decennale giapponese balzato ai massimi da trent’anni. A metà luglio il rendimento era arrivato al 2,9%, record dal settembre 1996; al 23 luglio, si manteneva attorno al 2,77%.

Quando sarà il prossimo aumento dei tassi da parte della Banca centrale del Giappone? Gli economisti prevedono che il più probabile sia a dicembre, mentre il mercato scommette su ottobre image 3

Eugene Leow, senior strategist sui tassi di DBS Research, segnala che dall’inizio del 2026 il differenziale fra il tasso a un anno in dollari e quello a un anno in yen continua ad allargarsi. Gli investitori ora puntano su un inasprimento della Fed invece che su tagli ai tassi, mentre il ritmo di aggiustamento dei tassi giapponesi resta molto più lento. Al momento, il differenziale USD-JPY viaggia ancora sui 250-275 punti base.

Riunione del 31 luglio: tassi fermi attesi, focus sulle previsioni economiche della banca centrale

Le attese di mercato convergono su una Banca del Giappone che manterrà invariato il tasso d’interesse all’1,0% nella riunione di politica monetaria del 31 luglio. In quanto il governatore Kazuo Ueda era assente per motivi di salute all’ultima riunione, questa sarà la prima occasione di valutare direttamente la sua posizione.

Yusuke Matsuo, economista di Mizuho Securities, prevede che Ueda ribadirà l’orientamento verso futuri rialzi nella conferenza stampa della settimana prossima, ma che simili dichiarazioni difficilmente invertiranno la debolezza dello yen: “Il mercato ha già incorporato nelle aspettative un rialzo ogni sei mesi circa, e queste sole dichiarazioni non bastano a rafforzare lo yen in modo significativo. Dato che gli investitori attendono dalla banca centrale maggior chiarezza su tempi e magnitudo della prossima stretta, qualunque messaggio percepito come accomodante rischia di indebolire ulteriormente lo yen in un contesto in cui il dollaro è forte.”

Durante la riunione politica imminente, saranno le nuove previsioni trimestrali della Banca del Giappone a rappresentare il punto di riferimento principale per le prospettive sui tassi. Secondo le previsioni mediane degli economisti intervistati: previsione inflazione 2026 al 2,6% (leggero ribasso dal 2,8% stimato in precedenza), crescita effettiva del PIL nel 2026 al 0,7% (in aumento rispetto alle stime precedenti).

Il ritmo di rialzi ogni sei mesi può reggere?

La Banca del Giappone si trova in un dilemma quasi insolubile: mantenere tassi bassi rischia di aggravare le pressioni inflazionistiche derivanti dalla debolezza dello yen; rialzarli troppo rapidamente significa aumentare la pressione sui costi del debito e frenare una ripresa economica già fragile.

Il consenso degli economisti prevede un rialzo dei tassi ogni circa sei mesi. Ma con lo yen bloccato sotto quota 163, il petrolio in rialzo per la crisi USA-Iran e l’ampio differenziale USD-JPY, questa cadenza è sempre più difficile da mantenere.

Il mercato, intanto, prende posizione: l’83% punta su un rialzo entro ottobre. E le recenti dichiarazioni dei funzionari della banca centrale secondo cui sono "aperti ad agire più in fretta" rafforzano ulteriormente questo view.

Minami sottolinea: “La Banca del Giappone sta spostando il focus delle sue decisioni di politica sui rischi legati all’inflazione.” Quando il rischio inflattivo e le pressioni politiche si scontrano, il prossimo rialzo—sia che arrivi a ottobre o a dicembre—diventerà uno dei temi macro più importanti per i mercati finanziari globali.

0
0

Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

PoolX: Blocca per guadagnare
Almeno il 12% di APR. Sempre disponibile, ottieni sempre un airdrop.
Blocca ora!

Ti potrebbe interessare anche

Il trasporto nello Stretto di Hormuz è quasi paralizzato! L’energia del Medio Oriente cerca disperatamente una via d’uscita: fornitori di LNG ricorrono raramente al trasferimento nave a nave

Nonostante il confronto tra Stati Uniti e Iran riguardo lo Stretto di Hormuz, una via navigabile fondamentale, continui, i fornitori stanno comunque lavorando per garantire che il carburante possa essere trasportato dal Golfo Persico verso i mercati globali.

智通财经2026/08/17 10:56
Il trasporto nello Stretto di Hormuz è quasi paralizzato! L’energia del Medio Oriente cerca disperatamente una via d’uscita: fornitori di LNG ricorrono raramente al trasferimento nave a nave

Quanto è aggressiva la valutazione dell'IPO di Anthropic? Wall Street scommette: i ricavi raggiungeranno i 200 miliardi di dollari nel 2028

Anthropic si prepara alla quotazione in borsa, con Wall Street che utilizza le previsioni di ricavi per il 2028 (circa 200 miliardi di dollari) come punto di riferimento centrale per la valutazione, piuttosto che le performance attuali. Il tasso di crescita annualizzato dei ricavi della società è rapido, ma gli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale rendono la redditività ancora lontana. Il mercato si basa sulle valutazioni di società ad alta crescita come Palantir e SpaceX, scommettendo che in futuro Anthropic possa realizzare economie di scala e trasformare la crescita in profitto. Tuttavia, la sostenibilità di questa logica di valutazione elevata resta ancora sotto il vaglio del mercato.

华尔街见闻2026/08/17 10:26

AWS di Amazon: la strada verso un giro d'affari da mille miliardi di dollari

Morgan Stanley prevede che la capacità di calcolo di AWS crescerà da 14GW nel 2025 a 120GW nel 2035; se l'efficienza nella monetizzazione della capacità di calcolo raggiungerà i 12 dollari per watt, i ricavi di AWS potrebbero superare i 1.000 miliardi di dollari. Con l'espansione della scala operativa, il margine di profitto dell'attività AI potrebbe seguire il percorso di crescita del core business cloud, con un margine EBIT a lungo termine che potrebbe raggiungere circa il 30%.

华尔街见闻2026/08/17 09:51