Gli ordini di energia AI aumentano vertiginosamente ma non bastano a superare le difficoltà! Gli utili del secondo trimestre di GE Vernova (GEV.US) deludono le aspettative, i costi dei dazi e le perdite dell'energia eolica pesano sulle prospettive
Nel secondo trimestre, GE Vernova non ha raggiunto le aspettative di profitto e prevede di affrontare un impatto tariffario fino a 200 milioni di dollari.
Secondo quanto riportato da Finance Intelligente, GE Vernova (GEV.US) ha pubblicato mercoledì prima dell’apertura dei mercati i risultati finanziari del secondo trimestre. Il colosso dell’energia, scorporato da General Electric, ha registrato ricavi in crescita del 21,9% su base annua raggiungendo 11,1 miliardi di dollari, superando ampiamente le attese del mercato fissate a 10,8 miliardi. Tuttavia, l’utile per azione GAAP si è attestato a soli 2,47 dollari, deludendo le aspettative degli analisti di consenso di 3,18 dollari con un calo marcato del 22,4%. Ancor più preoccupante per il mercato, l’azienda ha avvertito che nel 2026 le tariffe doganali globali comporteranno costi extra compresi fra 100 e 200 milioni di dollari; sommando a ciò le perdite persistenti della divisione eolica, il titolo in pre-market è arrivato a cedere oltre l’8%, riducendo la perdita al 5,6% al momento della redazione.
Dati finanziari chiave: ricavi sopra le attese, deludono gli indici di redditività
I dati trimestrali mostrano che il core profit rettificato del secondo trimestre di GE Vernova è pari a 1,25 miliardi di dollari, inferiore alla media stimata dagli analisti LSEG, che era di 1,28 miliardi. L’azienda ha dichiarato chiaramente che le tariffe globali nel 2026 aumenteranno i costi di circa 100-200 milioni di dollari. Sebbene una parte di questi oneri possa essere mitigata da clausole contrattuali e misure di recupero dei costi, la pressione esercitata mette in evidenza le difficoltà generalizzate delle aziende manifatturiere davanti al crescere delle barriere commerciali globali.
Analizzando la qualità degli utili, l’utile netto nel trimestre è stato di 600 milioni di dollari, con un margine netto del 5,8%; il margine EBITDA rettificato è cresciuto di 340 punti base anno su anno a quota 11,3%. Il CEO Scott Strazik di GE Vernova ha commentato: “La domanda globale per i nostri prodotti e soluzioni continua a crescere e la nostra dinamica aziendale si rafforza”.

Ordini in aumento del 88%, i data center AI trainano la crescita
L’indicatore di spicco del trimestre per GE Vernova sono stati gli ordini. L’azienda ha registrato ordini per 24,2 miliardi di dollari nel secondo trimestre, praticamente il doppio rispetto ai 12,4 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, con una crescita organica dell’88%. Alla fine del trimestre, il portafoglio ordini raggiungeva i 176 miliardi di dollari, in aumento di 13 miliardi rispetto al trimestre precedente.
La crescita esplosiva degli ordini trova origine nella richiesta di energia elettrica per i data center AI. Il segmento Electrification ha registrato un core profit di 671 milioni di dollari, più che raddoppiato su base annua. Gli ordini organici del secondo trimestre del settore sono cresciuti del 66% a 6,3 miliardi di dollari e, dall’inizio dell’anno, gli ordini per data center hanno già superato i 5 miliardi, più che raddoppiando il volume dell’intero 2025. L’entusiasmo sull’AI passa dunque dall’hardware (chip, server e capacità di calcolo) alle infrastrutture di energia, ovvero il livello fisico dell’innovazione.

Anche la divisione Power ha mostrato solidità, con un core profit di 1,03 miliardi di dollari, in crescita di circa il 31,3% su base annua. Nel trimestre sono stati siglati contratti per turbine a gas per 20 GW, portando il backlog per questa tipologia di impianti da 100 GW a 116 GW, con una previsione di almeno 125 GW entro la fine del 2026. Ad oggi, gli ordini dai settori data center e AI rappresentano circa il 20% delle nuove commesse della divisione Power, con ordini coperti fino al 2030-2031.
I tre grandi segmenti: Electrification e Power trainano, Eolico unico tallone d’Achille
Il settore Electrification si conferma campione di crescita. Il core profit è salito da 314 milioni dello scorso anno a 671 milioni, con ordini per data center che nel solo 2024 hanno già superato i 5 miliardi, il doppio rispetto all’intero 2025. L’espansione legata alle capacità AI sta alimentando domanda per aggiornamenti delle reti elettriche, garantendo forte impulso al segmento.
La divisione Power ha anch’essa brillato, con un core profit di 1,03 miliardi di dollari e una crescita del 31,3%. Gli ordini per turbine a gas restano molto forti e l’azienda ha rivisto al rialzo le proprie stime per il 2026, portando la previsione di ordini per apparecchiature a gas da almeno 100 GW a 125 GW.
Il settore Eolico resta, però, la “zona di sanguinamento” dell’intero report: il fatturato trimestrale è sceso di circa il 10% a 2,03 miliardi, con una perdita in aumento a circa 275 milioni. Le consegne di apparecchiature onshore restano deboli e i problemi nei contratti offshore precedenti continuano a pesare sui conti. Nel primo trimestre la perdita della divisione era già salita da 146 a 382 milioni, e la nuova accelerazione negativa lascia intendere che la crisi non sia affatto superata.
Ombra dei dazi: nel 2026 costi in crescita per 100-200 milioni
Se la domanda legata all’AI premia Electrification e Power, le barriere commerciali globali rappresentano una fonte crescente di pressione sui costi.
GE Vernova ha dichiarato chiaramente mercoledì che i dazi globali nel 2026 comporteranno un extra costo tra 100 e 200 milioni di dollari. In precedenti indicazioni la società aveva stimato un impatto annuale complessivo tra i 250 e 350 milioni, e il nuovo intervallo, seppur ristretto, rappresenta comunque un elemento di erosione della redditività.
L’impatto sulle attività eoliche è particolarmente evidente: parte del calo dei volumi onshore è già attribuito ai dazi, mentre i progetti offshore soffrono di pressioni di costo, aggravate ulteriormente dai dazi.
Guidance 2026 rivista al rialzo: free cash flow quasi raddoppiato
Nonostante la doppia pressione dei dazi e delle perdite nel settore eolico, GE Vernova – grazie al forte portafoglio ordini e generazione di cassa – ha alzato fortemente le linee guida finanziarie per l’intero 2026:
Guidance ricavi: da 44,5-45,5 miliardi a 45,5-46,5 miliardi di dollari;
Guidance free cash flow: da 6,5-7,5 miliardi ad un nuovo intervallo 11,5-12,5 miliardi, valore pressoché doppio;
Margine EBITDA rettificato: confermato nel range 12%-14%;
Il quasi raddoppio del free cash flow è il dato più eclatante: nel solo secondo trimestre sono stati generati 5,1 miliardi, superando il totale dell’intero 2025. Alla chiusura del trimestre la liquidità disponibile era di 13,1 miliardi e da inizio anno sono stati restituiti agli azionisti 3,9 miliardi.
Il CFO Ken Parks ha dichiarato: “Forte della nostra performance finanziaria, abbiamo rivisto al rialzo le stime su ricavi e free cash flow per l’anno in corso”.
Reazione del mercato: caduta pre-market riflette la “selettività” degli investitori
Nonostante la prevalenza di dati brillanti – ricavi sopra le attese, raddoppio degli ordini, free cash flow in crescita, guidance rivista in positivo – il titolo ha subito in pre-market un crollo vicino all’8%.
Questa apparente contraddizione rivela la logica “selettiva” con cui il mercato prezza oggi GE Vernova:
Primo, la qualità divergente degli utili. L’utile per azione GAAP di 2,47 dollari è inferiore del 22,4% alle attese; l’EBITDA rettificato di 1,25 miliardi è sotto quello previsto (1,28). Ricavi oltre le attese ma profitti insufficienti segnalano l’erosione dei margini per l’aumento dei costi.
Secondo, le perdite strutturali dell’eolico. La crisi del segmento, divenuta ormai costante, non è più solo un elemento di disturbo temporaneo ma un vero e proprio freno alla crescita. Se la perdita trimestrale resterà sui 275-380 milioni, a fine anno il rosso potrebbe raggiungere un miliardo.
Terzo, incertezza sul lungo periodo dei dazi. I 100-200 milioni di maggiori costi sono una cifra limitata, ma in uno scenario di tensioni commerciali crescenti, c’è timore che sia solo l’inizio.
Quarto, valutazione elevata senza margini di errore. Prima della pubblicazione dei conti, il titolo GE Vernova aveva già guadagnato circa il 62% da inizio anno e raddoppiato su 12 mesi; il P/E forward a 30 volte è elevato per un titolo considerato “utilities”. In questo contesto, qualsiasi “miss” viene amplificato.
Prospettive: il nodo chiave resta la capacità dell’AI di compensare i venti contrari
GE Vernova si trova a un bivio di crescita strutturale e rischi strutturali. Dal lato crescita, la domanda di energia guidata dai data center AI rappresenta una tendenza di lunghissimo periodo. Gli ordini per data center hanno superato i 5 miliardi in Electrification, le attese sulle turbine gas sono salite a 125 GW in Power: sono investimenti reali e difficilmente reversibili sulle infrastrutture energetiche.
Dall’altro lato, le perdite persistenti dell’eolico, l’incertezza dei costi dei dazi e la discontinuità tra incremento dei ricavi e redditività restano tre forti ostacoli alla valorizzazione. L’azienda stessa ha già ipotizzato perdite annuali per l’eolico di 400 milioni nel 2025 e 2026, ma le cifre reali potrebbero essere peggiori.
Wall Street comunque resta positiva: tra 30 analisti che seguono il titolo, tutti hanno rating “Buy”, nessuno “Sell”, con prezzo obiettivo a circa 1.221,48 dollari. Anche l’analisi del sentiment delle conference call curata da TipRanks è positiva: la forza degli ordini, l’espansione del backlog, il miglioramento dei margini e la revisione delle guidance hanno avuto impatto superiore a perdite nell’eolico o agli effetti dei dazi.
Detto ciò, questo report tra luci e ombre mostra che la salita verso i target degli analisti non sarà senza ostacoli. Il mercato ora vuole più di semplici storie sulla domanda energia per AI, ma un piano concreto per il ritorno all’utile dell’eolico e misure efficaci contro i dazi: serve dunque chiarezza aggiuntiva da parte dell’azienda.
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