L’IA sconvolge il settore SaaS sotto una nuvola oscura: Wall Street è unanimemente ribassista, i rating di Adobe (ADBE.US) e Salesforce (CRM.US) scendono ai minimi da anni
Le preoccupazioni sull'impatto che l'intelligenza artificiale avrà sulle aziende software stanno spingendo un numero crescente di analisti di Wall Street a consigliare la vendita delle azioni di Adobe (ADBE.US) e Salesforce (CRM.US).
InvestingPro ha notato che le preoccupazioni riguardo all’impatto che l’intelligenza artificiale potrebbe avere sulle aziende di software stanno spingendo un numero sempre maggiore di analisti di Wall Street a consigliare la vendita delle azioni Adobe (ADBE.US) e Salesforce (CRM.US), portando il sentimento ribassista ai livelli più alti degli ultimi anni.
Morgan Stanley è l’ultima società ad aver lanciato un avvertimento su tale rischio, declassando il rating azionario di queste due aziende insieme ad altri operatori del settore. Dall’inizio di giugno, almeno cinque istituzioni (tra cui Stifel, Evercore ISI, Wolfe Research e Phillip Securities) hanno abbassato il rating su Adobe e, nel corso del 2026, oltre una dozzina di aziende hanno rivisto al ribasso la loro valutazione.
Dopo questi downgrade, la valutazione complessiva di Adobe (un indicatore che misura la proporzione tra i rating di acquisto, mantenimento e vendita) è scesa a 3,3 punti su un massimo di 5. I dati mostrano che si tratta del livello più basso dal 1990. Per quanto riguarda Salesforce, dopo che Morgan Stanley e KeyBanc Capital Markets hanno recentemente rivisto il rating per il suo prodotto Agentforce AI, il valore si è ridotto a 4,4, toccando il minimo dal 2012.
Queste azioni mettono in evidenza l’atteggiamento prudente del mercato verso il settore software. Timori di una concorrenza permanente da parte dei servizi AI, in grado di ridurre la crescita, i margini lordi e il potere di determinazione dei prezzi dell’intero comparto, hanno esercitato una forte pressione di vendita sulle azioni del settore quest’anno.
L’analista di Morgan Stanley Adam Wood ha scritto: “Con la controversia sempre più intensa sull’impatto dirompente dell’intelligenza artificiale generativa, che oscura la strada verso una nuova accelerazione dei ricavi ricorrenti annuali (ARR), la trasformazione simultanea di Adobe in termini di modello freemium, cambiamenti nella leadership e reinvestimenti aumenta il rischio di esecuzione.”
Wood ha aggiunto che, anche se le valutazioni attuali riflettono già buona parte di questo rischio dirompente, la trasformazione simultanea di Adobe riduce la visibilità— indebolendo così la fiducia nel tempismo e nell’intensità della potenziale ripresa dei risultati.

Sentimento degli analisti su Adobe in calo
Per quanto riguarda Salesforce, Elizabeth Porter di Morgan Stanley ha scritto che i principali indicatori di performance del prodotto Agentforce AI “non hanno ancora determinato un punto di svolta nella crescita organica, poiché la contrazione delle attività tradizionali rimane un freno.”
Morgan Stanley ha declassato anche altre aziende del settore software, tra cui: Workday Inc., Intuit Inc., JFrog Ltd., Elastic NV, PagerDuty Inc., Rapid7 Inc., SPS Commerce Inc., BlackLine Inc. e Vertex Inc. Tuttavia, la banca ha alzato il giudizio sul produttore di software di sicurezza Fortinet Inc. a “in linea con il mercato”, giudicando che l’azienda presenti una “solida tendenza di performance recente”.
L’iShares Expanded Tech-Software Sector ETF, un indice molto seguito per il settore, martedì ha segnato un calo dell’1%, ampliando il ribasso da inizio anno al 13%. Adobe è scesa del 3,7% portando le perdite annuali oltre il 35%, mentre Salesforce è scesa dell’1,6%, con una flessione di circa il 36% da inizio 2026.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Cautela collettiva a Wall Street! Sintesi aggiornata del rapporto sulle partecipazioni 13F: rotazione differenziata tra i leader tecnologici e il settore AI, lo scontro tra rialzisti e ribassisti si fa sempre più serrato
I documenti trimestrali 13F divulgati dalla Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti mostrano che, nel secondo trimestre di quest’anno, gli investitori istituzionali hanno leggermente ridotto le loro posizioni nei settori chiave dei semiconduttori, delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale (AI) e delle grandi aziende tecnologiche, senza segni evidenti di importanti scommesse unidirezionali.

Segnali dai bilanci del secondo trimestre dei produttori di chip: la domanda è più forte rispetto a tre mesi fa, l’aumento dei prezzi inizia a “diffondersi”
JPMorgan ritiene che i risultati del secondo trimestre del settore globale dei semiconduttori abbiano fornito segnali chiaramente positivi: in primo luogo, la domanda è stata superiore alle aspettative e i principali produttori di wafer come TSMC hanno aumentato in modo significativo gli investimenti in capitale per espandere la produzione; in secondo luogo, l'effetto degli aumenti di prezzo si sta diffondendo concretamente ai fornitori di attrezzature e materiali, consentendo ai produttori di apparecchiature di incrementare il margine lordo grazie al rialzo dei prezzi; infine, i leader nel settore della memoria stanno assicurando una soglia minima di profitti molto elevata per i prossimi anni grazie ad accordi di lungo termine e pagamenti anticipati consistenti.

L'economia giapponese sorprendentemente "frena"! Nel secondo trimestre il PIL cresce solo dell'1,1%, mentre il rendimento dei titoli di Stato decennali giapponesi raggiunge il massimo degli ultimi 30 anni.
La crescita economica del Giappone ha rallentato inaspettatamente nei tre mesi fino a giugno, un risultato che potrebbe rendere più complicata la comunicazione politica della Banca del Giappone quando valuterà il momento del prossimo aumento dei tassi.

