La grande prova dei risultati finanziari dell’AI a fine luglio: Wall Street non aspetta solo la crescita, ma la prova del ritorno dei 750 miliardi di dollari investiti
Alla fine di luglio, Alphabet, Microsoft, Meta e Amazon pubblicheranno i loro risultati finanziari in modo concentrato. Apparentemente, il mercato attende ancora di sapere se le entrate pubblicitarie di ricerca, Azure, AWS o gli introiti pubblicitari di Meta supereranno le aspettative; ma ciò che realmente determinerà l’andamento dei prezzi azionari e della filiera dell’intelligenza artificiale non sarà l’aumento di qualche punto percentuale in un singolo trimestre, bensì se queste quattro aziende riusciranno a dimostrare che gli investimenti infrastrutturali nell’AI, di una scala senza precedenti a livello globale, si stanno traducendo in ricavi, profitti e flussi di cassa sostenibili.
Questa verifica avviene in un contesto di mercato estremamente teso. Il ciclo dell’AI non è finito, la domanda di potenza di calcolo da parte delle aziende viene ancora descritta da numerose istituzioni come “quasi illimitata”; tuttavia, il capitale non premia più in modo incondizionato la spesa in conto capitale come avveniva negli ultimi due anni.
01 Ciò che realmente preoccupa il mercato non è la domanda di AI, ma il fatto che il ritorno sugli investimenti arrivi troppo lentamente
Il principale dilemma attuale di Wall Street non è “esiste domanda per l’AI”. Gli obblighi commerciali rimanenti di Microsoft hanno raggiunto i 627 miliardi di dollari; gli ordini impegnati dichiarati da Amazon ammontano a circa 464 miliardi di dollari; anche l’arretrato degli ordini di Google Cloud sta crescendo rapidamente. Microsoft, Google e AWS affrontano ancora, a diversi livelli, una carenza nella fornitura di potenza di calcolo e i nuovi data center, infrastrutture energetiche e acceleratori hanno destinazioni quasi già definite.

Il problema consiste nel fatto che, per soddisfare questa domanda, la spesa in conto capitale sta raggiungendo livelli precedentemente inimmaginabili. JPMorgan stima che, nel 2026, gli investimenti in conto capitale legati all’AI potrebbero avvicinarsi agli 870 miliardi di dollari, di cui i grandi fornitori di cloud computing rappresenterebbero circa 750 miliardi; la previsione per il 2027 mostra che la spesa in conto capitale di Google, Amazon e Meta potrebbe comunque crescere rispettivamente del 54%, 42% e 42%. Nel frattempo, il volume di finanziamento a debito dei cinque principali operatori cloud è passato da circa 40-50 miliardi di dollari nel 2022 a circa 190 miliardi nel 2026, e anche Google ha iniziato a utilizzare finanziamenti azionari su larga scala.

Questo ha cambiato lo standard di valutazione dei risultati finanziari. In passato, un aumento della spesa in conto capitale di solito indicava una forte domanda di AI e apportava benefici alla filiera dei chip e dei data center; ora, il medesimo aumento potrebbe essere interpretato come peggioramento del flusso di cassa libero, maggiore dipendenza dal finanziamento e ulteriore estensione del ciclo di ritorno sugli investimenti. Citi prevede che, con il nuovo ciclo costruttivo, Google, Amazon e Meta potrebbero tutti registrare flussi di cassa liberi negativi tra il 2027 e il 2028.
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