Citigroup annuncia che il concetto di "Mag 7" è morto: la logica degli investimenti nell'AI si sposta dai "giganti tecnologici" ai "cluster di crescita"
Citigroup afferma che l'etichetta dei "Sette Grandi" delle azioni vincenti dell'intelligenza artificiale è ormai superata.
Secondo quanto riportato da Finanza Intelligente APP, lunedì gli strateghi di Citi hanno pubblicato un importante rapporto, dichiarando ufficialmente "defunto" il concetto dei "Magnifici Sette" (Magnificent Seven) che ha dominato la narrazione degli ultimi tre anni sugli investimenti nelle azioni statunitensi. Il team guidato da Scott Chronert propone di sostituire i Mag 7 con il "Cluster della Crescita" (Growth Cluster), un nuovo quadro di riferimento per valutare le opportunità di investimento nell’AI sul mercato americano. Questa valutazione arriva proprio all'inizio della stagione degli utili dei Mag 7 — Alphabet e Tesla pubblicheranno i loro risultati mercoledì, con il mercato che attende con ansia di vedere se le ingenti spese in capitale per l’AI potranno tradursi in una crescita sostenibile degli utili.
I "Mag 7" sono morti: correlazione interna crollata, cinque azioni sotto la media
Il team di Chronert afferma nel report: "A nostro parere, il quadro Mag 7 per valutare la dinamica della crescita delle large cap è morto, e da un po' di tempo".
La base principale di questa valutazione è che la correlazione tra i prezzi delle sette azioni si è ormai completamente dissolta. A causa delle diverse posizioni che ciascuna società ha negli investimenti in infrastrutture AI, le loro performance azionarie si sono fortemente differenziate. Microsoft e Meta sono scese perché il mercato dubita che le loro ingenti spese porteranno ritorni; Apple, invece, ha beneficiato di un approccio prudente agli investimenti nei data center, preferendo non partecipare alla corsa agli armamenti e vedendo così il proprio valore aumentare del 23% da inizio anno. In precedenza quest’anno, Broadcom ha superato Meta e Tesla in termini di peso nello S&P 500, dando il via al ripensamento da parte di Citi sul concetto Mag 7.
I dati confermano questa divisione. Da inizio anno, solo Apple tra i "Sette Giganti" ha sovraperformato il mercato, mentre Microsoft ha perso il 19%, risultando la peggiore. L’indice Bloomberg Mag 7 è salito solo dell’1,1% dal 2026, mentre il Nasdaq 100 è cresciuto di quasi il 18% e lo S&P 500 di circa il 10% nello stesso periodo.


Gli strateghi di Citi fanno un parallelo con la scomparsa del FAANG: "Quand’è stata l’ultima volta che avete pensato a FAANG?" Il FAANG un tempo era sinonimo di investimenti tecnologici, ora ne parlano in pochi. Chronert ritiene che i Mag 7 si trovino alla stessa svolta — questa etichetta non solo non spiega più l’evoluzione del trading sull’AI, ma rischia di offuscare la realtà del mercato.
Il nuovo quadro del "Cluster della Crescita": oltre la metà della capitalizzazione, contribuisce quasi alla metà degli utili
La proposta alternativa di Citi è un quadro più ampio chiamato "Cluster della Crescita", che comprende sia i grandi titoli tecnologici sia la maggior parte delle aziende che beneficiano dell’espansione delle infrastrutture AI — come le società di semiconduttori e i gestori di data center.
Il Cluster della Crescita rappresenta oltre la metà della capitalizzazione totale dello S&P 500 e contribuisce per circa il 48% ai profitti. Secondo Chronert, rispetto alla dicotomia "Mag X vs resto dell’indice", il Cluster della Crescita riflette meglio i fondamentali e la dinamica dei prezzi dell’indice.

A livello di valutazioni, il P/E prospettico a 12 mesi del cluster è al 66esimo percentile rispetto ai corrispondenti periodi degli ultimi 30 anni, e le stime degli utili per il 2027 restano robuste. Dai dati Citi si osserva che le prospettive sugli utili del Cluster della Crescita continuano a superare le aspettative e vengono riviste al rialzo, con revisioni "quasi irreali".
Citi suddivide tutti i settori dello S&P 500 in tre cluster: ciclici, difensivi e di crescita. Semiconduttori e apparecchiature, software e servizi, hardware e dispositivi tecnologici, media ed intrattenimento, auto e componenti, tutti rientrano nel Cluster della Crescita. Chronert osserva che, sebbene alcune classificazioni siano controverse (come il trascinamento del settore auto da parte di Tesla o quello dei consumi discrezionali e retail da parte di Amazon), nell’insieme la suddivisione in tre cluster aiuta a raccontare la vera storia del mercato.

Rotazione di 3,2 mila miliardi di dollari: il cambiamento della logica del trading AI
L’aggiornamento del quadro di Citi si basa su una rotazione massiccia già in atto sui mercati. Secondo i dati, da inizio luglio il totale della capitalizzazione delle "sette grandi tech" statunitensi è aumentato di circa 1,5 mila miliardi di dollari; per contro, nello stesso periodo, esclusa Nvidia, il comparto semiconduttori ha perso quasi 1,7 mila miliardi. La differenza sottolinea una rotazione settoriale di circa 3,2 mila miliardi di dollari. Nel frattempo, il comparto software tradizionale, precedentemente penalizzato dal tema AI, ha registrato un forte rimbalzo, con 44 delle 51 principali aziende del campione che hanno segnato aumenti, per una mediana mensile del 6%.
L’essenza di questa rotazione è un cambiamento nella logica del trading sull’AI: dallo "spenditore di capitale" al "beneficiario". Steve Sosnick, capo stratega di Interactive Brokers, usa la metafora di una nave da crociera: "Gli investitori stanno ruotando dai 'produttori' di AI agli 'utilizzatori' di AI. È come quando i passeggeri di una nave si muovono tutti da un lato all’altro; quando quel lato si affolla troppo, tornano indietro".
I cambiamenti nel comportamento dei retail sono particolarmente evidenti. Secondo Vanda Research, gli investitori individuali stanno riducendo gli acquisti sulle sette big entrando invece in nuovi segmenti AI — come società di chip per la memoria tipo SK Hynix. Citi segnala che nei cinque giorni di contrattazioni fino al 17 luglio, gli investitori retail hanno rappresentato solo il 6% dei volumi delle Mag 7, minimo su quattro anni.
Chronert aveva già previsto nel dicembre scorso che entro il 2026 il trading AI sarebbe passato dagli "enabler" tecnologici agli "adopter". Attualmente questa rotazione si sta manifestando sul mercato: dopo una leadership dei titoli semiconduttori nella prima metà del 2026, nelle ultime settimane sono diventati più deboli per valutazioni troppo elevate.
Nel frattempo, Manish Kabra di Société Générale avverte che comprare ora le aziende AI con la maggiore spesa in capitale è prematuro. Il mercato dibatte attivamente su quale segmento dell’ecosistema AI — costruttori, abilitatori o utilizzatori — garantirà la massima generazione di rendimenti nella prossima fase. Tuttavia, Kabra non vede la fine del boom AI, ma prevede una "correzione di sollievo" necessaria affinché gli investitori possano rientrare.
La prova chiave della stagione degli utili: le spese AI al momento della "validazione dei profitti"
Il tempismo della dichiarazione di Citi sulla "morte" dei Mag 7 è significativo — questa settimana è il periodo cruciale in cui le sette grandi pubblicano i risultati. I dati FactSet mostrano che nel secondo trimestre gli utili dei Mag 7 dovrebbero aumentare del 31,1% su base annua, più del 22,8% delle restanti componenti S&P 500. L’ETF Roundhill Magnificent Seven (MAGS) è rimbalzato di oltre il 4% da luglio, interrompendo il crollo del 9% di giugno.

Tuttavia, resta da vedere se gli utili potranno davvero essere il catalizzatore. Le spese in conto capitale di Alphabet, Microsoft, Amazon e Meta dovrebbero raggiungere insieme 725 miliardi di dollari per quest’anno, salendo a quasi 900 miliardi entro il 2027. Il mercato si chiede: quando questa enorme spinta sull’AI si trasformerà in una crescita sostenibile degli utili?
Apollo Global Management osserva che la crescita dell’utile per azione dei "Sette Giganti" dovrebbe rallentare al 20% nel 2026, e al 15% nel 2027. Il focus del mercato passa dalla "crescita narrativa" alla "validazione degli utili".
Conclusione: dalla Mag 7 al Cluster della Crescita, rotazione degli investimenti AI
La dichiarazione di Citi sulla "morte" dei Mag 7 rappresenta non solo un aggiornamento del quadro strategico, ma soprattutto un segno del profondo passaggio del ciclo AI dagli "storytelling" alla "validazione dei profitti".
Negli ultimi tre anni, i "Sette Giganti" sono stati sinonimo di bull market azionario USA — proprio grazie a loro, S&P 500 ha registrato i suoi record nel 2023 e 2024. Ora, con la costruzione delle infrastrutture AI in piena modalità "brucia-cassa", il mercato inizia a distinguere tra "beneficiari" e "spenditori" nell’ambito AI. Il framework del "Cluster della Crescita" di Citi è una risposta sistemica a questo cambiamento strutturale.
Il nuovo framework punta ad andare oltre la semplice contrapposizione "Mag X vs resto dell’indice". Secondo Chronert, il "Cluster della Crescita" rappresenta meglio i fondamentali e le performance dello S&P 500. Questa svolta potrebbe accelerare la rotazione di capitali dalle mega tech ad altri settori o medie imprese di crescita, ma Citi sottolinea che questo gruppo rimarrà comunque il principale motore della crescita del mercato.
Quando la divergenza nei rendimenti tra i Sette Giganti cresce, la logica degli investimenti AI passa da "chi spende" a "chi beneficia" e la crescita degli utili del Cluster della Crescita è quattro volte quella dei settori difensivi, l’etichetta Mag 7 non è più sufficiente a rappresentare la complessità del mercato.
Come dice Chronert, "questa situazione si è già vista in passato". Da FAANG a Mag 7, da Mag 7 al Cluster della Crescita – il cambiamento delle etichette di mercato riflette sempre un cambiamento sottostante nella logica d’investimento. Per gli investitori, la vera sfida non è ricordare l’ultimo nome, ma riuscire a identificare chi crea davvero valore nel punto di svolta in cui gli investimenti AI passano dalla "corsa agli armamenti" alla "realizzazione dei profitti".
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Quanto è aggressiva la valutazione dell'IPO di Anthropic? Wall Street scommette: i ricavi raggiungeranno i 200 miliardi di dollari nel 2028
Anthropic si prepara alla quotazione in borsa, con Wall Street che utilizza le previsioni di ricavi per il 2028 (circa 200 miliardi di dollari) come punto di riferimento centrale per la valutazione, piuttosto che le performance attuali. Il tasso di crescita annualizzato dei ricavi della società è rapido, ma gli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale rendono la redditività ancora lontana. Il mercato si basa sulle valutazioni di società ad alta crescita come Palantir e SpaceX, scommettendo che in futuro Anthropic possa realizzare economie di scala e trasformare la crescita in profitto. Tuttavia, la sostenibilità di questa logica di valutazione elevata resta ancora sotto il vaglio del mercato.
AWS di Amazon: la strada verso un giro d'affari da mille miliardi di dollari
Morgan Stanley prevede che la capacità di calcolo di AWS crescerà da 14GW nel 2025 a 120GW nel 2035; se l'efficienza nella monetizzazione della capacità di calcolo raggiungerà i 12 dollari per watt, i ricavi di AWS potrebbero superare i 1.000 miliardi di dollari. Con l'espansione della scala operativa, il margine di profitto dell'attività AI potrebbe seguire il percorso di crescita del core business cloud, con un margine EBIT a lungo termine che potrebbe raggiungere circa il 30%.
Le carte nascoste prima della tempesta: la sera prima del crollo del "re delle azioni AI", SA scommette pesantemente sui chip di memoria, Castle si copre completamente, mentre Jane Street, nonostante miliardi di dollari in copertura, non riesce a evitare perdite da centinaia di milioni.
SA, Castle Investment e Jane Street hanno recentemente pubblicato i loro report sulle posizioni detenute (13F) per il secondo trimestre fino al 30 giugno 2026.

Fine a 14 trimestri consecutivi di vendite nette! Berkshire Q2 "spende per acquistare azioni": Google (GOOGL.US) balza al terzo posto tra le principali partecipazioni, Delta Air Lines (DAL.US) e titoli immobiliari ricevono grandi investimenti
Berkshire Hathaway ha presentato il rapporto sulle posizioni detenute (13F) per il secondo trimestre, fino al 30 giugno 2026.

