Dalla rottura dell'oro al crollo dell'argento, le aspettative delle istituzioni sono cambiate?
Il 18 maggio, il prezzo internazionale dell’oro ha esteso il trend ribassista della settimana scorsa: l’oro spot ha addirittura rotto la soglia psicologica chiave dei 4.500 dollari l’oncia, toccando un minimo di 4.480,01 dollari, per la prima volta dalla fine di marzo.
Secondo gli operatori di mercato, la causa principale di questa nuova discesa dell’oro risiede nella “forte pressione sulle aspettative di restrizione macroeconomica” che entra in sinergia con il “crollo della domanda fisica”.
Più precisamente, l’inflazione USA superiore alle attese ha rafforzato le prospettive di rialzo dei tassi. I dati mostrano che a aprile l’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti è aumentato del 3,8% su base annua, superando la previsione del 3,7%; mentre il PPI è salito del 6,0% su base annua, ben al di sopra delle attese del 4,9%. Guosen Futures sottolinea che, sull’onda delle crescenti probabilità di aumento dei tassi, il Dollar Index è in rialzo da quattro giorni consecutivi oltre la soglia dei 99, mentre il rendimento del decennale USA è balzato di quasi 14 punti base fino al 4,596%, record di crescita giornaliera nell’ultimo anno. Il restringimento delle aspettative sui tassi pesa direttamente sui metalli preziosi, asset non redditizi.
Secondo Qu Rui, vice direttore senior del dipartimento di ricerca e sviluppo di Oriental Jin Cheng, la debolezza del prezzo dell’oro deriva in parte dalla possibilità di un ulteriore aggravarsi della situazione USA-Iran, le aspettative di inflazione globali che tornano a crescere, influenzando così negativamente l’oro. Dall’altra, la nomina ufficiale di Walsh al vertice Fed, insieme all’inflazione USA di aprile sopra attese, alimentano i timori che nella riunione di giugno si possano vedere grandi cambiamenti, riducendo così le aspettative di taglio dei tassi e disturbando l’oro.
Xia Yingying, responsabile del team di ricerca metalli preziosi presso Nanhua Futures, ha dichiarato in un’intervista a Interfaccia News che il crollo attuale dell’argento è il risultato della sinergia tra il ricalcolo delle previsioni macro, l’instabilità geopolitica in Medio Oriente e il fallimento tecnico dei supporti dell’argento.
Molti istituti ritengono che, sullo sfondo delle crescenti aspettative di rialzo dei tassi Fed, i prezzi di oro e argento saranno sotto pressione nel breve periodo, ma rimarranno ottimisti sul lungo termine.
JPMorgan ha rivisto la previsione di prezzo medio per l’oro nel 2026 da 5.708 dollari l’oncia a 5.243 dollari, ma prevede comunque che entro fine anno il prezzo salirà oltre i 6.000 dollari. Per l’argento, si stima che nei prossimi trimestri il minimo si formerà tra 75 e 80 dollari, con possibilità di risalita fino a 90 dollari a inizio 2027.
Xia Yingying mantiene la previsione rialzista di medio-lungo periodo per oro e argento, ma a breve si attende una fase di consolidamento, in attesa che il percorso macro si chiarisca ulteriormente.
Secondo lei, sia che gli USA vadano incontro a “stagflazione” sia che scelgano il “taglio dei tassi”, entrambe le strade porteranno comunque verso una maggiore centralità del prezzo dell’oro. Il mercato si trova in una fase di incertezza precedente alla scelta fra le due direzioni: “un nuovo rialzo Fed resta poco probabile, ma il posticipo dei tagli lascia ancora i metalli preziosi privi di una chiara propulsione trendistica”.
È necessario inoltre prestare attenzione ad alcuni rischi: se la core inflation PCE statunitense dovesse salire ulteriormente, il mercato potrebbe riprezzare il rischio di nuovi rialzi, spingendo l’oro verso supporti chiave; un rallentamento degli acquisti delle banche centrali potrebbe indebolire la domanda; infine, se la stretta sulla liquidità in USD innescasse un deleveraging sistemico, l’oro potrebbe temporaneamente perdere il suo ruolo di “bene rifugio” e scendere insieme agli asset rischiosi.
D’altra parte, l’argento ha sia caratteristiche industriali sia finanziarie, risultando naturalmente più volatile dell’oro. La domanda finanziaria associata implica una volatilità degli investimenti elevata, e ciò fa sì che il prezzo dell’argento sia guidato principalmente dagli investitori e segua quello dell’oro. Tuttavia, prezzi troppo alti potrebbero accelerare lo sviluppo globale di tecnologie fotovoltaiche “silver-free”, ponendo un limite ai futuri aumenti dell’argento.
Editor: Qin Yi
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