Tesla in forte rialzo, sta arrivando la primavera?
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Consegne di Tesla
Il terzo trimestre si è appena concluso e le case automobilistiche statunitensi hanno iniziato a pubblicare i dati più recenti su vendite e consegne; oggi uno dei dati più attesi dal mercato riguarda proprio Tesla. In questo trimestre sono state consegnate in tutto il mondo 486.500 vetture, superiore alle aspettative del mercato, con una diminuzione di circa il 2% su base annua, ma in aumento rispetto al secondo trimestre. Il titolo Tesla è salito in borsa di oltre il 5% durante la giornata.
Secondo quanto riportato da CNBC, ci sono due motivi principali per il calo anno su anno. Primo, il volume dell’anno scorso era particolarmente elevato perché nel terzo trimestre 2023 i consumatori statunitensi si sono affrettati ad acquistare veicoli elettrici prima della fine degli incentivi federali, stabilendo un record storico per Tesla sulle consegne trimestrali. Questo incentivo proveniva dall’Inflation Reduction Act firmato da Biden nel 2022, originariamente in vigore fino al 2032, ma il disegno di legge di spesa di Trump lo ha anticipatamente interrotto, ponendo termine agli incentivi dopo il 30 settembre 2025.
L’altro motivo è che, nel secondo trimestre di quest’anno, le consegne di Tesla hanno superato la produzione di circa 28.000 unità. Ciò significa che l’azienda aveva già venduto una parte delle auto prodotte in precedenza ma rimaste in magazzino, dunque mantenere un alto numero di consegne nel terzo trimestre non era facile. In questo trimestre la produzione è stata di 464.400 unità, anch’essa inferiore alle consegne, segno che le scorte stanno continuando ad essere ridotte.
Secondo CNBC, il risultato migliore del previsto per Tesla è stato principalmente dovuto alla ripresa del mercato europeo. L’anno scorso la posizione politica di Musk aveva suscitato reazioni negative in Europa, con conseguenze sulle vendite, ma quest’anno si registra una chiara ripresa. Nei primi otto mesi, le nuove immatricolazioni Tesla nell’UE sono aumentate del 66% su base annua, con una crescita di circa il 53% solo ad agosto. Inoltre, le esportazioni dalla fabbrica di Shanghai sono quasi raddoppiate sia a luglio che ad agosto, aiutando Tesla a compensare parte della pressione del mercato cinese.
Le pressioni su Tesla includono la concorrenza delle case automobilistiche cinesi di veicoli elettrici: marchi come BYD e Xiaomi vendono auto a prezzi più bassi e offrono più innovazione; mentre negli Stati Uniti gli incentivi fiscali per i veicoli elettrici sono terminati. Queste pressioni si riflettono anche sull’andamento del titolo: fino a ieri, Tesla aveva perso oltre il 21% da inizio anno, risultando la peggiore tra le big tech.
L’impatto della cancellazione degli incentivi si nota anche nei dati presentati oggi da Ford, che ha registrato un crollo delle vendite di veicoli elettrici di circa l’80% su base annua, con F-150 Lightning, la cui produzione è già stata interrotta, che ha subito un calo del 97,1%. È evidente che dopo la fine dei sussidi, la domanda di veicoli elettrici negli USA è stata fortemente colpita.
Tornando a Tesla. Guardando all’intero anno, Tesla dovrebbe consegnare solo 311.500 unità nel quarto trimestre per evitare un calo annuo delle consegne per il terzo anno consecutivo. Anche se Musk parla spesso di AI, Robotaxi e Optimus, il mercato resta focalizzato sui numeri di consegna trimestrali, dato che le auto rappresentano ancora la principale fonte di reddito per Tesla.
Ora, terminata la notizia, vediamo il punto di vista di Kevin, analista di mercato americano tra i più esperti su Tesla.
Kevin ritiene che l’attività auto di Tesla abbia mostrato segnali di stabilizzazione, un elemento positivo per l’azienda. Guardando avanti, il prezzo del petrolio rappresenterà una variabile da non sottovalutare. L’Agenzia Internazionale dell’Energia sottolinea che l’aumento dei prezzi del petrolio sta inducendo più consumatori a considerare i veicoli elettrici come una scelta per ridurre i costi del carburante. Se il prezzo del petrolio rimane elevato a lungo, il consumo e il costo d’uso saranno sempre più importanti nella scelta dell’auto. Per l’intero settore dei veicoli elettrici, si tratta di un supporto della domanda e anche Tesla ne potrebbe beneficiare.
Oltre al prezzo del petrolio, anche la tecnologia FSD, sempre più avanzata, potrà aiutare ulteriormente Tesla ad aumentare le vendite. Ad esempio, l’Europa rappresenta un ottimo esempio: la FSD di Tesla ha recentemente ottenuto l’approvazione in otto paesi europei e i consumatori ora considerano le capacità di guida autonoma un criterio di confronto al momento dell’acquisto. Kevin ritiene che man mano che le funzionalità FSD si espanderanno e saranno disponibili in più mercati, vi saranno ulteriori opportunità di crescita delle vendite.
Quando l’attività principale delle auto si stabilizzerà, i due segmenti in espansione, l’accumulo di energia e i Robotaxi, potranno fornire ulteriore slancio alla crescita di Tesla. In questo trimestre Tesla ha installato 13,7 GW/h di prodotti per lo stoccaggio di energia, in crescita sia su base annua che trimestrale, e con l’espansione dei data center AI, la domanda futura di energia e accumulo potrebbe aumentare ulteriormente. Quest’anno Tesla prevede anche di investire oltre 25 miliardi di dollari nell’espansione degli impianti e nello sviluppo dei Robotaxi e questa settimana ha inoltre ottenuto 30 miliardi di nuovi prestiti e linee di credito, segno di un impegno aziendale in crescita in questi settori.
Perciò Kevin ritiene che il business automobilistico di Tesla abbia la possibilità di stabilizzarsi gradualmente e che accumulo energetico e Robotaxi offrano nuovi spazi di crescita, lasciando margini di apprezzamento per il titolo nel prossimo futuro. Il report sul terzo trimestre del 21 ottobre sarà il prossimo importante test: il team di Meitou fornirà subito un’analisi dettagliata, vi invitiamo a continuare a seguirci.
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