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L'aumento dei tassi della Banca Centrale Giapponese non riesce ancora a stimolare lo yen, gli hedge fund ricostituiscono posizioni short, mentre le posizioni long sul dollaro continuano ad aumentare

L'aumento dei tassi della Banca Centrale Giapponese non riesce ancora a stimolare lo yen, gli hedge fund ricostituiscono posizioni short, mentre le posizioni long sul dollaro continuano ad aumentare

智通财经智通财经2026/10/02 23:11
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Per:智通财经

Nonostante la Banca centrale giapponese abbia aumentato i tassi d'interesse il mese scorso come previsto, la sua posizione politica non ha soddisfatto le aspettative dei mercati in termini di aggressività; inoltre, il differenziale di tasso tra Stati Uniti e Giappone rimane significativo, causando una continua pressione di svalutazione sullo yen.

Secondo quanto riportato da Zhitong Finanza APP, nonostante la Banca del Giappone abbia alzato i tassi d’interesse come previsto il mese scorso, la posizione politica meno aggressiva delle aspettative del mercato, unita al marcato differenziale tra i tassi USA-Giappone, sta continuando a mettere sotto pressione lo yen. I dati più recenti della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti mostrano che gli hedge fund hanno ricostituito posizioni corte sullo yen, invertendo le scommesse rialziste delle due settimane precedenti. Allo stesso tempo, i fondi speculativi hanno ulteriormente aumentato le posizioni lunghe sul dollaro e, per la prima volta dal 2024, sono diventati nettamente corti sulla sterlina, evidenziando un rafforzamento del sentiment rialzista del mercato forex verso il dollaro americano.

Secondo i dati della CFTC, nella settimana conclusasi il 29 settembre, la dimensione nozionale delle posizioni nette corte sullo yen detenute dai fondi a leva era di circa 210 miliardi di yen (pari a circa 1,3 miliardi di dollari). Nel dettaglio, le posizioni nette dei fondi a leva sono passate da 4.472 contratti netti long della settimana precedente a 16.809 contratti netti short, con un cambiamento netto di 21.281 contratti in una sola settimana, invertendo completamente le posizioni rialziste accumulate nelle due settimane precedenti.

Il cambio yen/dollaro USA si è indebolito per la terza settimana consecutiva; nonostante i commenti degli ufficiali del governo giapponese sul calo persistente dello yen e sui suoi possibili effetti, ciò non è riuscito a invertire la tendenza ribassista della valuta. Lo scorso mese la Banca del Giappone ha alzato i tassi come previsto dal mercato, ma la sua comunicazione politica non ha convinto i trader di ulteriori misure restrittive. Nel frattempo, il significativo divario di tassi tra Giappone e Stati Uniti continua a mettere sotto pressione lo yen.

È interessante notare come diversi tipi di investitori mostrino opinioni divergenti sullo yen. Mentre i fondi a leva sono tornati a posizionarsi corti sullo yen, gli asset manager hanno ulteriormente ampliato le posizioni long. I dati mostrano che, nella settimana fino al 29 settembre, gli asset manager hanno incrementato di 9.463 contratti le posizioni nette lunghe sullo yen, portandole a 51.961, segnalando che non vi è una visione condivisa sul futuro della valuta tra gli investitori istituzionali.

Intanto, il sentiment rialzista dei fondi speculativi verso il dollaro si intensifica ulteriormente. Secondo la CFTC, fino al 29 settembre, i fondi a leva hanno aumentato le scommesse long sul dollaro statunitense, espandendo al contempo le loro posizioni nette corte su euro e dollaro canadese. Le posizioni nette corte sull'euro sono aumentate di 23.640 contratti a quota 82.445, quelle sul dollaro canadese sono salite di 23.396 contratti fino a 72.519.

Anche i cambiamenti sulle posizioni della sterlina meritano attenzione. I dati mostrano che i fondi a leva sono passati da una posizione netta lunga di 6.519 contratti sulla sterlina a una posizione netta corta di 5.377 contratti, segnando il primo posizionamento ribassista sulla valuta britannica dall’inizio del 2024. Contestualmente, il cambio sterlina/dollaro è sceso questa settimana ai minimi degli ultimi tre mesi, a testimonianza delle continue pressioni sulla moneta britannica.

Tra le altre principali valute, i fondi a leva hanno ridotto le posizioni nette lunghe sull’australiano di 570 contratti a 55.114, le posizioni nette corte su NZD sono diminuite di 3.762 a 1.454 contratti, mentre quelle sul franco svizzero sono scese di 1.603 a 17.017 contratti. Al contrario, il peso messicano rimane apprezzato da una parte degli investitori speculativi, con un incremento delle posizioni nette lunghe di 1.417 contratti a 80.677.

Dai dati delle posizioni degli asset manager emergono differenze significative nell’atteggiamento verso le principali valute. Oltre all’aumento delle posizioni lunghe su yen, questi soggetti hanno incrementato di 487 contratti le posizioni nette lunghe sull’euro, fino a 245.160. Tuttavia, nello stesso periodo hanno aumentato significativamente le posizioni nette corte su sterlina e dollaro australiano: le posizioni corte sulla sterlina sono salite di 11.740 a 125.424, quelle sull’australiano di 17.845 a 73.073.

Inoltre, gli asset manager hanno aumentato di 9.743 contratti le posizioni nette corte sul NZD (fino a 21.228), di 3.116 sulle posizioni corte su CAD portandole a 25.949, e di 888 sulla posizione netta corta sul franco svizzero, fino a 36.411 contratti. Per il peso messicano, invece, gli asset manager hanno drasticamente ridotto la posizione netta lunga di 29.255 contratti, portandola a 16.251.

Nel complesso, i dati più recenti della CFTC indicano che il rialzo dei tassi della Banca del Giappone non è ancora riuscito a invertire la debolezza dello yen, e il differenziale tra i tassi di interesse Giappone-USA resta una variabile chiave. In tale scenario, gli hedge fund hanno ricostituito le posizioni corte sullo yen e hanno aumentato le scommesse rialziste sul dollaro. Tuttavia, il continuo incremento delle posizioni long sullo yen da parte degli asset manager suggerisce che persistano divergenze di opinione sul futuro della valuta giapponese tra le diverse categorie di investitori. La futura stabilità dello yen dipenderà dalla linea politica della Banca del Giappone, dall’evoluzione del differenziale dei tassi USA-Giappone e dall’andamento globale del dollaro.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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