Il mercato europeo "in preda al panico": la tempesta dei titoli di stato USA si trasmette, i titoli di stato europei vivono un "giovedì nero"
Giovedì, il rendimento dei titoli di stato statunitensi a 10 anni è salito durante la giornata al 5,34%, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 24 anni, e la pressione sul mercato obbligazionario si è rapidamente trasferita in Europa. Il rendimento dei titoli di stato francesi a 10 anni è salito al 4,96%, il massimo dal 2002, allargando il differenziale di rendimento tra Francia e Germania a 1,4 punti percentuali. Il rendimento dei titoli di stato britannici a 30 anni ha superato per la prima volta il 6%. L'aumento dei prezzi dell'energia ha spinto le aspettative di inflazione verso l'alto, mentre i rischi fiscali e il deleveraging degli hedge fund hanno ulteriormente amplificato le vendite sul mercato.
La vendita massiccia sui mercati obbligazionari globali si sta estendendo dai Treasury statunitensi all’Europa, con i rendimenti dei titoli di Stato europei in forte rialzo e gli spread che si allargano rapidamente, facendo crescere sensibilmente le preoccupazioni per nuovi rischi legati al debito.
Giovedì il mercato obbligazionario europeo ha subito una violenta ondata di vendite, il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni ha toccato il 4,96%, il livello più alto dal 2002, con lo spread Francia-Germania salito a 1,4 punti percentuali; anche i rendimenti dei titoli di Stato italiani e greci sono aumentati; il rendimento dei gilt britannici a 30 anni ha superato per la prima volta il 6%. Nel frattempo, il rendimento dei Treasury USA a 10 anni ha toccato intraday il 5,34%, massimo da quasi 24 anni, per poi scendere al 5,24%.
Ed Al-Hussainy, gestore di portafoglio presso Columbia Threadneedle, avverte che “il mercato lascia trapelare il senso che una crisi si stia preparando sotto traccia”.
Questa ondata di vendite è stata principalmente alimentata dal ritorno delle aspettative di inflazione e tassi più alti. Il conflitto in Medio Oriente ha spinto i prezzi dell’energia verso l’alto, con il Brent in aumento del 4,4% giovedì a 102,31 dollari al barile; al contempo, i dati economici statunitensi restano forti, aumentando i timori del mercato su tassi elevati per un periodo prolungato. Le pressioni fiscali interne al mercato obbligazionario europeo e la liquidazione forzata di posizioni ad alto leverage dei fondi hedge hanno ulteriormente amplificato la volatilità.
La forte volatilità nel mercato obbligazionario ha trascinato al ribasso anche gli asset di rischio. L’indice Stoxx 600 paneuropeo è sceso dell’1,3%, il FTSE 100 dell’1,7%, le banche europee hanno subito pressioni significative e l’euro è sceso ai minimi da oltre un anno; i mercati azionari statunitensi invece hanno resistito meglio, con l’S&P 500 in rialzo dello 0,2% e il Nasdaq 100 dello 0,3%.

Rendimento dei Treasury USA ai massimi da 25 anni, allarme “ciclo vizioso”
Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni giovedì ha raggiunto in intraday il 5,34%, nuovo massimo da 24 anni, per poi chiudere al 5,24%, in calo di 5 punti base rispetto alla seduta precedente.
Rob Subbaraman, responsabile della ricerca macro globale di Nomura, ha dichiarato che la recente entità delle vendite di titoli governativi ha “sconcertato” i trader, con l’aumento delle aspettative di inflazione e i dubbi sulla sostenibilità del deficit pubblico che spingono i rendimenti verso l’alto.
Mike Bell, responsabile della strategia di mercato presso RBC BlueBay Asset Management, sottolinea che molti investitori sono costretti allo stop loss o abbandonano le posizioni man mano che i rendimenti crescono, innescando così un “ciclo vizioso”.
Tuttavia, dopo le violente vendite sui mercati obbligazionari europei, i Treasury statunitensi hanno visto flussi di acquisto di asset rifugio. Izaac Brook, strategist tassi di interesse USA di RBC Capital Markets, afferma che l’attenzione dei mercati si è spostata dai fondamentali statunitensi a quelli internazionali, con gli investitori alla ricerca di “asset sicuri”, trainando i flussi sui Treasury.
Le pressioni sul mercato obbligazionario iniziano inoltre a trasmettersi all’economia reale. Secondo Freddie Mac, il tasso tradizionale sui mutui a 30 anni negli Stati Uniti è salito questa settimana al 7,28%, con un balzo di 25 punti base in una sola settimana, il maggior incremento settimanale degli ultimi quattro anni.

La manovra francese non convince, il rischio politico amplifica la pressione sulle obbligazioni
La Francia è il fulcro della volatilità sui mercati obbligazionari europei. Il rendimento dei bond francesi a 10 anni ha registrato movimenti intraday fino a 16 punti base, il doppio del range giornaliero medio; lo spread tra Francia e Germania ha raggiunto 1,4 punti percentuali, il massimo dai tempi della crisi del debito europeo.
Giovedì il governo francese ha presentato il bilancio 2027, che prevede tagli alla spesa per circa 43 miliardi di euro e aumenti d’imposta, con l’obiettivo di ridurre il disavanzo al 5% del PIL. Ma il mercato è rimasto freddo. Benjamin Schroeder, strategist tassi di ING, spiega che ci si attendeva una reazione più positiva a una manovra orientata al consolidamento fiscale, ma “i mercati hanno semplicemente bypassato questa fase”.
Davide Oneglia, economista di TS Lombard, sottolinea che i sondaggi francesi mostrano in salita il candidato dell’estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon alle presidenziali della prossima primavera. In passato Mélenchon aveva proposto l’annullamento di parte del debito del governo francese detenuto dalla banca centrale, un’idea che rappresenta un “segnale verde” per chi vuole shortare i titoli di Stato francesi.


Liquidazioni forzate degli hedge fund amplificano la volatilità sui bond europei
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal citando operatori di mercato, questa fase turbolenta del mercato obbligazionario europeo è stata in larga parte amplificata dalla liquidazione forzata delle posizioni leveraged degli hedge fund.
Da anni molti investitori, compresi gli hedge fund, sono entrati in massa sul mercato dei titoli di Stato francesi, tentando di guadagnare sui differenziali tra rendimento obbligazionario e i relativi swap sui tassi. Questi trade fanno grande affidamento sulla leva finanziaria e presuppongono la stabilità dei rendimenti. Con il continuo rialzo dei rendimenti, le posizioni sono state liquidate progressivamente nelle ultime settimane, accentuando le chiusure di giovedì.
Blake Gwinn, responsabile della strategia tassi USA di RBC Capital Markets, sottolinea che il mercato delle obbligazioni europee presenta molte posizioni “estremamente affollate”, e tutte queste strutture sono finite in perdita.
Con la liquidità dei bond francesi quasi esaurita, gli investitori hanno cominciato a vendere anche titoli italiani e greci, diffondendo il rischio agli altri mercati obbligazionari europei e riportando lo spettro dell’effetto contagio in stile crisi del debito. Pooja Kumra, strategist tassi di TD Securities, afferma che la volatilità “è ormai considerevole” e sono necessari segnali chiari di intervento delle autorità.
Igor Yelnik, fondatore di Alphidence Capital, avverte che attualmente il livello di leva degli hedge fund è superiore rispetto a quando i tassi erano a livelli simili in passato, il che potrebbe alimentare un ulteriore ciclo vizioso.
Le vendite obbligazionarie si estendono al credito, aspettative di rialzi BCE in calo
L’impatto delle vendite obbligazionarie si sta estendendo anche ai mercati corporate. Secondo i dati ICE BofA, questa settimana lo spread tra obbligazioni corporate europee investment grade e titoli di Stato è salito intorno ai 90 punti base, il valore più alto da aprile.
Andrew Jackson, responsabile investimenti presso Vontobel Asset Management, avverte che con il continuo rialzo dei rendimenti governativi, aumenta il rischio di ulteriore allargamento degli spread di credito.
Contemporaneamente, crescono le pressioni sulla politica della Banca Centrale Europea. Giovedì gli investitori hanno drasticamente ridotto le scommesse su nuovi rialzi dei tassi BCE, con i prezzi di mercato che al momento prezzano meno di tre rialzi nei prossimi dodici mesi.
Guy Miller, chief market strategist di Zurich, ha sintetizzato così gli effetti interconnessi dei mercati obbligazionari globali: “Con la salita dei rendimenti, i vari mercati trainano gli uni con gli altri.”
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