Nel mezzo della tempesta globale dei mercati obbligazionari, la Corea ha ridotto l'emissione di obbligazioni statali, mentre il Giappone ha dichiarato che controllerà adeguatamente il volume totale annuale di emissione di obbligazioni statali.
Mentre continua l'ondata di vendite nei mercati obbligazionari globali, la Corea del Sud ha annunciato che l'emissione di titoli di Stato per ottobre sarà ridotta di 5.000 miliardi di won rispetto al piano iniziale, raggiungendo i 12.000 miliardi di won, e ha dichiarato che, se necessario, prenderà in considerazione ulteriori riduzioni dell’offerta. Nello stesso giorno, il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha affermato che il volume totale annuale dell'emissione dei titoli di Stato sarà controllato in modo appropriato. Oggi, il rendimento dei titoli di Stato USA ha superato il 5,3%, raggiungendo un nuovo massimo dal 2002, mentre quello del Regno Unito ha superato il 6%, segnando il livello più alto dal 1998.
Mentre la tendenza alla vendita nei mercati obbligazionari globali continua a diffondersi, le due principali economie asiatiche sono intervenute una dopo l'altra, tentando di stabilizzare i propri mercati obbligazionari riducendo l’offerta di titoli di stato.
Il Ministero delle Finanze sudcoreano ha annunciato il 1° ottobre che il volume di emissione di titoli di stato per il mese sarà ridotto di 5 mila miliardi di won rispetto al piano originario, scendendo a 12 mila miliardi di won, e ha dichiarato esplicitamente che "in caso di necessità si valuterà un'ulteriore riduzione dell'emissione di titoli di stato". Allo stesso tempo, il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato che prenderà in considerazione sia il bilancio iniziale che quello supplementare e che “controllerà adeguatamente il volume totale annuo di emissione di titoli di stato”.
Le posizioni di entrambi i paesi vanno nella stessa direzione: sotto la pressione del costante aumento dei rendimenti globali che continuano a toccare massimi storici, scelgono di ridurre attivamente l’offerta per alleviare la pressione sul mercato. Attualmente, il rendimento dei titoli di stato statunitensi a 10 anni ha superato il 5,3%, raggiungendo il livello più alto dal 2002; il rendimento dei titoli britannici a 30 anni ha superato il 6%, per la prima volta dal 1998.
Corea del Sud: uso di entrate fiscali in eccesso e riduzione delle emissioni di titoli di stato di tutte le scadenze
Secondo le ultime notizie dei media locali, il Ministero delle Finanze sudcoreano utilizzerà entrate fiscali superiori alle aspettative come fonte per la riduzione delle emissioni.
Secondo il comunicato, la riduzione sarà distribuita come segue: riduzione di 1 mila miliardi di won per i titoli a 2 anni, 800 miliardi di won in meno ciascuno per i titoli a 3 e 5 anni, 700 miliardi di won in meno ciascuno per i titoli a 10 e 30 anni e 200 miliardi di won in meno per i titoli a 50 anni.
Per quanto riguarda il piano di emissione effettivo di ottobre, 12 mila miliardi di won saranno emessi tramite aste competitive tra primary dealers e altri 500 miliardi di won tramite operazioni di scambio di titoli. Inoltre, il governo prevede di attuare operazioni di riacquisto per circa 3,5 mila miliardi di won su titoli di stato a 2, 3, 5 e 10 anni già emessi ma non ancora scaduti.
Operatori di mercato prevedono che il governo potrebbe ridurre ulteriormente l’emissione di titoli di stato per ogni scadenza a novembre e dicembre, portando la riduzione totale dell’offerta per l’intero anno a superare i 10 mila miliardi di won.
Giappone: Sanae Takaichi promette controllo sulle emissioni dei titoli di stato e risponde alle controversie sul tasso di cambio
In Giappone, le dichiarazioni del primo ministro Sanae Takaichi riguardano sia la gestione dei titoli di stato che la questione del tasso di cambio.
Secondo quanto riportato da Reuters il 1° ottobre, in merito alla gestione dei titoli di stato, Sanae Takaichi ha dichiarato che “verrà adeguatamente controllato il volume totale annuale di emissione dei titoli di stato, tenendo conto sia del bilancio iniziale sia di quello supplementare”.
Per quanto riguarda il tasso di cambio, Sanae Takaichi ha affermato chiaramente “Ho comunicato al presidente Trump che la sottovalutazione dello yen è un problema”, sottolineando inoltre che “il mercato dei cambi è determinato da molteplici fattori”, e che “la politica economica giapponese non mira a manipolare il mercato dei cambi”. Ha poi spiegato: “La nostra politica mira a rafforzare la competitività dell’economia giapponese, il che aumenterà la fiducia del mercato nello yen”.
Inoltre, Sanae Takaichi ha dichiarato di prevedere che la riduzione dell’IVA sui prodotti alimentari si rifletterà sui prezzi di vendita.
Mercato obbligazionario globale: pressioni multiple, rendimenti a massimi pluridecennali
Il 1° ottobre, il rendimento dei titoli di stato statunitensi a 10 anni è salito di 4 punti base fino al 5,348%, superando il picco del 2007 e raggiungendo il livello più alto dal 2002; anche il rendimento dei titoli statunitensi a 30 anni ha toccato il massimo dal 2002. Il rendimento dei titoli britannici a 30 anni è salito al 6%, per la prima volta dal marzo 1998. Il rendimento dei titoli francesi ha raggiunto il massimo degli ultimi 18 anni, mentre lo spread Francia-Germania si è ampliato al livello più ampio dal giugno 2012. Anche il rendimento dei titoli giapponesi a 10 anni è salito al 3,11%.
Il rendimento dell’indice Bloomberg Global Aggregate Bond Total Return ha raggiunto il livello più alto dal 2000, mentre le obbligazioni globali hanno accumulato perdite del 2,7% quest’anno.
I fattori che guidano questa ondata di vendite includono: tensioni crescenti in Medio Oriente che spingono i prezzi dell’energia al rialzo, persistenza delle pressioni inflazionistiche, debito pubblico globale che supera per la prima volta i 40 mila miliardi di dollari e il continuo allargamento dei deficit fiscali nazionali. Gilles Moec, Chief Economist di AXA Group, ha dichiarato: “Anche se sono già stati superati alcuni livelli chiave, i rendimenti a lungo termine potrebbero non aver ancora raggiunto un livello di stabilità spontanea.”
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