Le trattative tra USA e Iran influenzano il mercato, i futures sul Nasdaq tornano in rialzo, i rendimenti dei Treasury USA oscillano su livelli elevati, oro e petrolio entrambi in aumento.
L'indice MSCI globale è sceso dello 0,2%, raggiungendo il livello più basso dal 18 settembre. I future sul Nasdaq sono tornati in positivo dopo essere scesi dello 0,5% in precedenza. Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni, dopo aver toccato il massimo dal 2007 lunedì, è salito di un ulteriore punto base al 5,25%. Il petrolio Brent è salito dell'1,2% a 99 dollari; l'oro spot è aumentato dello 0,7% arrivando a 4.145 dollari l'oncia.
L'aumento dei prezzi del petrolio e le aspettative di un rialzo dei tassi della Federal Reserve hanno spinto i rendimenti dei titoli di stato USA ai massimi da anni, portando le borse mondiali ai minimi di una settimana.
Martedì, l’indice MSCI World è sceso dello 0,2%, raggiungendo il livello più basso dal 18 settembre. I future del Nasdaq sono tornati in rialzo dopo essere scesi fino allo 0,5%, mentre i listini europei hanno mostrato performance contrastanti e gli indici giapponesi e sudcoreani hanno chiuso in calo. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni, dopo aver toccato lunedì il massimo dal 2007, è salito di 1 punto base al 5,25%; il rendimento a 30 anni è aumentato di 1 punto base al 5,56%.
Sul fronte geopolitico, secondo la rubrica internazionale della TV Centrale Cinese, il Ministro degli Esteri iraniano farà ritorno a Teheran in attesa di una risposta dagli Stati Uniti. Il Brent continua a salire per il secondo giorno consecutivo, con un aumento dell’1,2% a 99 dollari; l’oro spot cresce dello 0,7% fino a 4.145 dollari l’oncia. Il rincaro del petrolio, la forza dell’attività economica negli USA e le crescenti preoccupazioni sul debito pubblico hanno dato luogo alla più ampia vendita di Treasury americani dall’aprile 2025. L’impennata dei rendimenti si traduce in costi di finanziamento più elevati, peggiorando le prospettive di crescita economica e utili aziendali.
Chris Larkin di E*Trade di Morgan Stanley afferma che, complice l’aumento dei rendimenti e del petrolio, il mercato mostra una mancanza generale di slancio. Considerata l’attenzione attuale della Federal Reserve sull’inflazione, a meno che il dato sul mercato del lavoro di questa settimana non riservi grandi sorprese, le performance di mercato potrebbero continuare a essere inferiori rispetto ai mercati dei tassi e dell’energia.
Ecco i principali movimenti di mercato:
I future del Nasdaq tornano positivi dopo essere scesi fino allo 0,5%. Le azioni USA del settore storage salgono lievemente nel pre-market: Micron Technology +1,6%, SK Hynix e SanDisk +1,4%.
L’Euro Stoxx 50 apre a +0,27%, il DAX tedesco -0,13%, il FTSE 100 britannico +0,19%, il CAC 40 francese +0,06%.
Il Nikkei 225 chiude in calo dello 0,6% a 65.481,27 punti. Il Topix giapponese scende dell’1,7% chiudendo a 4.041,13 punti; il KOSPI sudcoreano conclude a -0,27% a 6.870,81 punti.
Il rendimento del decennale USA sale di 1 punto base al 5,25%.
L’indice Bloomberg Dollar Spot guadagna lo 0,1%.
L’oro spot cresce dello 0,7% fino a 4.145 dollari l’oncia.
Il prezzo del Brent aumenta dell’1,2% a 99 dollari.
I future del Nasdaq tornano positivi; i rendimenti dei Treasury USA oscillano su livelli elevati
I future del Nasdaq tornano positivi dopo essere scesi fino allo 0,5%. Kyle Rodda, Senior Market Analyst di Capital.com, sottolinea che i solidi risultati aziendali continueranno a sostenere il mercato azionario, compensando la pressione derivante dall’aumento dei rendimenti obbligazionari e dai rischi di valutazione legati all’intelligenza artificiale.
Questa settimana i trader seguiranno attentamente una serie di dati macro USA per valutare se l’economia sia abbastanza forte da sostenere una stretta ulteriore della Federal Reserve. L’indice di fiducia dei consumatori e i dati sulle offerte di lavoro JOLTS di agosto verranno pubblicati martedì, seguiti dai dati su spesa e inflazione dei consumatori, mentre venerdì sarà la volta del report sui non-farm payrolls.
Il rendimento del Treasury USA a 10 anni ha raggiunto lunedì i massimi dal 2007 e oggi è salito di un ulteriore punto base al 5,25%. Dopo le recenti vendite sui mercati obbligazionari, alcuni investitori iniziano a schierarsi in favore dei bond.
L’investitore obbligazionario di lungo termine Chris Iggo afferma che, dopo quattro anni difficili, il mercato delle obbligazioni è pronto per un rimbalzo. Il veterano di Wall Street Jim Bianco, per la prima volta in sei anni, è bullish sui Treasury USA: “Si tratta di value investing – se i rendimenti dovessero continuare a salire, continuerò ad acquistare.”

Oro in rimbalzo, petrolio in crescita; Teheran conferma d’aver trasmesso agli USA il “piano in 7 giorni” e attende una risposta
Il prezzo dell’oro cresce dello 0,7% a 4.145 dollari l’oncia. Precedentemente, il metallo era sceso al di sotto del supporto chiave di 4.230 dollari durante la sessione asiatica, innescando vendite tecniche e una discesa sotto le medie mobili a 50 e 100 giorni, tornando ai minimi di agosto.
Il recente calo è stato guidato da più fattori: l’aumento dei tassi reali USA ai massimi da 18 anni, la presa di profitto degli investitori cinesi prima della Golden Week e le incertezze geopolitiche legate al rifiuto di Trump dell’offerta di cessate il fuoco da parte dell’Iran. Adam Gillard, esperto di metalli preziosi di Goldman Sachs, sottolinea che questi fattori hanno generato una “pressione ribassista univoca” sull’oro. Il focus di mercato resta sull’andamento dei flussi ETF, variabile chiave per contenere la pressione dei tassi.

Il Brent guadagna l’1,2% a 99 dollari. Sul fronte geopolitico, secondo la rubrica internazionale della TV Centrale Cinese, citando l’agenzia Mehr iraniana, oggi (29 settembre) il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha spiegato ai media che uno degli obiettivi principali della sua partecipazione alla 81a Assemblea Generale ONU a New York era quello di comunicare al mondo la posizione iraniana sulla guerra, in particolare sulla questione dello Stretto di Hormuz.
Araghchi ha inoltre confermato un nuovo incontro con il Qatar, in veste di mediatore, e di aver trasmesso tramite Doha agli Stati Uniti il “piano in 7 giorni”, in attesa di una risposta ufficiale USA attraverso il mediatore. Domandato se attenderà direttamente a New York la risposta americana, il ministro ha detto che rientrerà a Teheran, precisando che il Qatar saprà come girare a Teheran eventuali comunicazioni degli Stati Uniti.

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