Goldman Sachs: Non aspettate le elezioni di metà mandato, il mercato “Goldilocks” potrebbe accendere prima del previsto il rally di fine anno delle azioni USA
Goldman Sachs ritiene che il mercato abbia sovrastimato i rischi di stagflazione e di elevati rendimenti; l'effetto dei dazi si sta attenuando, l'energia potrebbe favorire la deflazione e la consumerizzazione dell'AI porterà a una riduzione dei costi, spingendo l'inflazione verso il basso. Sebbene la crescita rallenti, la redditività core rimane forte, mentre lo spazio di manovra delle banche centrali è limitato. In uno scenario "Goldilocks", il FOMO sull'AI si riaccende e non è necessario attendere le elezioni di medio termine: il rally "Goldilocks" potrebbe anticipare il trend di fine anno delle azioni USA.
Mark Wilson, partner di Goldman Sachs, ha recentemente sottolineato che i mercati azionari globali stanno affrontando, entro la fine dell'anno, un'opportunità rialzista sempre più evidente. Attualmente, i mercati hanno già prezzato pienamente il rischio di stagnazione inflazionistica; man mano che si delinea uno scenario economico più moderato da “Goldilocks”, gli investitori non devono attendere la fine delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti per tornare a investire in asset rischiosi.
La recente dinamica dei prezzi di mercato conferma queste aspettative ottimistiche, con il ritorno del “Fear of Missing Out” (FOMO) alimentato dall'AI. Dopo il lancio del prodotto Muse da parte di Meta, le aspettative sul calendario per una diffusione di massa dell’AI tra i consumatori sono notevolmente accelerate, spingendo asset tematici AI come il Nasdaq, che dopo tre mesi di consolidamento e una storica crescita nel secondo trimestre aveva visto una riduzione delle posizioni, a una vigorosa rottura al rialzo già da lunedì di questa settimana.
Allo stesso tempo, i rendimenti dei titoli di Stato USA sono nuovamente saliti. Diversamente dalle precedenti impennate, innescate dalla concorrenza di capitali con il governo e la spesa in AI, o dalla pressione inflazionistica generata dai prezzi energetici, il rialzo attuale è soprattutto supportato da dati come l’indice dei direttori d’acquisto (PMI), migliori delle attese, riflettendo una crescita nominale ancora solida per l’economia americana. Il comparto azionario, anche con forti oscillazioni dei rendimenti, ha mantenuto il trend rialzista, resistendo efficacemente alla pressione.
Al momento, il mercato teme che la striscia rialzista dei rendimenti dei Treasury a dieci anni USA, che dura da sette mesi e rappresenta il record più lungo degli ultimi cinquant’anni, finirà per pesare negativamente sulle Borse e che gli investitori preferiscano aumentare nuovamente l’esposizione al rischio solo quando la situazione nel Golfo si sarà stabilizzata e le elezioni di metà mandato saranno superate senza scosse. Tuttavia, le analisi di Goldman Sachs infrangono questo consenso, evidenziando che il miglioramento sostanziale su inflazione, crescita economica e utili aziendali offre fondamenta solide per un rimbalzo delle Borse a fine anno.
Allentamento delle pressioni inflazionistiche ed effetto deflattivo portato dall’AI
Negli ultimi tempi, l’aumento dei prezzi energetici dovuto alle tensioni con l’Iran ha nascosto la tendenza al calo dell'inflazione di fondo.
Tuttavia, Goldman Sachs sottolinea che oggi l’effetto di trasmissione delle tariffe si sta attenuando, e che il rialzo dei tassi, insieme all’inasprimento delle condizioni finanziarie, ha già prodotto risultati concreti. Se la logistica nello stretto di Hormuz dovesse tornare alla normalità, i prezzi dell’energia correrebbero un serio rischio al ribasso, soprattutto considerando che il principale margine negoziale dell’Iran dovrebbe cessare intorno al 2 novembre, aprendo in ogni momento a una nuova narrazione deflazionistica sull’energia.
Ancor più rilevante, il prodotto Muse di Meta ha segnato il “primo colpo” deflattivo nel campo dei beni e servizi di consumo.
Le ricerche di Goldman Sachs sull’“era AI degli agenti commerciali” dimostrano che il progresso tecnologico sta già abbassando in modo sostanziale i costi per il consumatore, diventando così un motore deflazionistico più forte del semplice calo dei prezzi dell’energia.
Il rallentamento delle prospettive di crescita economica limita la posizione restrittiva delle banche centrali
Pur affrontando negli ultimi sei mesi una forte incertezza geopolitica e sui prezzi energetici, l’attività economica USA ha continuato a mostrare una resilienza superiore alle aspettative. Tuttavia, secondo Jan Hatzius, capo economista di Goldman Sachs, questo rischio rialzista si sta attenuando e la seconda derivata della crescita economica inizierà a rallentare.
Con il venir meno dei vantaggi fiscali (come i tagli alle tasse) e l’aumento del prezzo della benzina e dei tassi dei mutui, alcuni settori dell’economia e i consumatori potrebbero risentirne.
Inoltre, sebbene il ciclo di investimenti in AI proseguirà, la sua crescita rallenterà. In sintesi, vista l’aspettativa di un’inflazione in discesa, le prossime mosse restrittive delle banche centrali saranno probabilmente inferiori a quanto oggi stimato dai mercati.
Mark Wilson sottolinea che oggi non è più il momento di preoccuparsi dell’aumento dei rendimenti; questa preoccupazione aveva più senso sette mesi fa.
Utili core solidi, fondamentali che sostengono le valutazioni dell’azionario
Riguardo l’attuale dibattito sull’effettiva sostenibilità degli utili aziendali e sul possibile “boom effimero” dei profitti, Ben Snider, responsabile della strategia USA di Goldman Sachs, afferma che se alcune aziende stanno beneficiando di “extra profitti”, non si può parlare, a livello generale, di una bolla degli utili.
Goldman Sachs raccomanda agli investitori di considerare tre aspetti:
Primo, non si dovrebbero pagare forti premi per i record nella voce “altri ricavi”; secondo, i produttori di chip per la memoria e alcuni titoli dei semiconduttori si trovano realmente in una fase di “extraprofitti”; terzo, almeno fino alla fine del 2027, anche se la crescita dovesse rallentare, gli utili core delle aziende rimarranno probabilmente decisamente solidi, fornendo una base fondamentale alle valutazioni azionarie.
Fine della narrazione stagflazionistica, la “Goldilocks Economy” ridisegna il mercato
Il mercato, in passato, ha cercato di prezzare un marcato rallentamento di crescita ed utili con tassi più alti, ma i dati macro non confermano una narrazione perfetta di stagnazione inflazionistica. Al contrario, rallentamento della crescita, diminuzione delle minacce inflazionistiche, posizione meno restrittiva delle banche centrali e un anno di correzioni valutative, compongono ora un quadro favorevole per il mercato.
Goldman Sachs ritiene che il contesto attuale assomigli molto a quello della metà e della fine degli anni ’90, periodo caratterizzato da profonde innovazioni tecnologiche e dalla competizione fra tori e orsi sui mercati.
Se il mercato dovesse alla fine avere uno scenario “Goldilocks” (crescita perfettamente bilanciata, né troppo elevata da produrre inflazione né troppo bassa da causare una recessione), i dati storici confermano che, dopo le elezioni di metà mandato, il trend di rimbalzo delle Borse a fine anno resta valido anche questa volta.
Mark Wilson conclude che gli investitori non dovrebbero attendere la fine delle elezioni di metà mandato prima di agire, e con la diminuzione delle pressioni sui prezzi energetici, anche le Borse europee e britanniche sono ora ben posizionate per partecipare a questa fase rialzista.
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