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Indagine di Bank of America: il 47% dei gestori di fondi punta sulle azioni europee per sovraperformare quelle statunitensi; il sentiment ottimista torna ai livelli pre-guerra in Iran

Indagine di Bank of America: il 47% dei gestori di fondi punta sulle azioni europee per sovraperformare quelle statunitensi; il sentiment ottimista torna ai livelli pre-guerra in Iran

智通财经智通财经2026/08/19 08:46
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Per:智通财经

Circa il 47% dei gestori di fondi prevede che nei prossimi dodici mesi il rendimento delle azioni europee supererà leggermente quello delle azioni statunitensi, la percentuale più alta registrata dalla guerra in Iran scoppiata a febbraio 2026.

Secondo quanto riportato dall'app di informazione finanziaria Zhihui Caijing, mentre le prospettive economiche europee mostrano maggiore resilienza e il mercato azionario statunitense affronta incertezze a causa dell'ondata di spese in AI, un numero crescente di investitori sta spostando la propria attenzione dalle azioni statunitensi a quelle europee.

L'ultimo sondaggio di Bank of America mostra che circa il 47% dei gestori di fondi prevede che, nell'anno a venire, il rendimento delle azioni europee supererà leggermente quello delle azioni statunitensi, percentuale che raggiunge il livello più alto dall'insorgere della guerra iraniana nel febbraio 2026.

Il sentiment ottimistico sulle azioni europee torna ai massimi pre-conflitto

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Il calo delle preoccupazioni per la recessione in Europa: gli utili diventano il motore principale delle Borse

Le basi dell’ottimismo sono piuttosto solide: circa il 97% degli intervistati non prevede che l'Europa entri in recessione, la percentuale più alta dal 2007. Nel frattempo, oltre tre quarti degli intervistati ritiene che il prossimo rialzo dei mercati azionari sarà guidato principalmente da revisioni al rialzo delle aspettative sugli utili.

Andreas Bruckner, strategist di Bank of America, ha dichiarato: “Stiamo rivalutando il tema del posizionamento long sull’Europa, che era stato bruscamente interrotto dallo scoppio della guerra iraniana a inizio anno.”

Dopo aver riportato il miglior trimestre degli ultimi quattro anni, le borse europee hanno toccato nuovi massimi questo mese. Secondo i dati LSEG I/B/E/S, gli utili del secondo trimestre dei titoli dello Stoxx 600 sono attesi in crescita del 22,4% su base annua, la velocità più elevata dal terzo trimestre 2022. I dati mostrano anche che la crescita dei profitti dell’indice MSCI Europe è del 14%, con oltre la metà dei titoli che ha battuto le attese, entrambi ai massimi dal 2023.

Un indice di Citigroup evidenzia un netto contrasto tra le dinamiche di crescita di Stati Uniti ed Europa: i dati economici europei hanno superato le aspettative con il margine più ampio dal febbraio 2023, mentre gli ultimi dati USA su vendite al dettaglio e occupazione hanno deluso.

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Non più solo un’opzione “a buon mercato”: la logica delle valutazioni europee sta cambiando

Sebbene questa fase rialzista abbia alzato le valutazioni delle azioni europee, per alcuni investitori tale rivalutazione è giustificata ed è persino più interessante che comprare “solo perché sono a sconto”. Attualmente, il rapporto prezzo/utili forward dello Stoxx 600 europeo si attesta a circa 15x, con uno sconto rispetto all’S&P 500 che è il più ristretto dal febbraio 2022.

Justin Onuekwusi, Chief Investment Officer di St. James’s Wealth Management, afferma: “Rispetto agli Stati Uniti lo sconto di valutazione dell’Europa resta molto attraente. Ma il mercato sembra passare da una focalizzazione esclusiva sulle valutazioni a una maggiore attenzione su utili e ricavi, che è un segnale positivo”. Attualmente, sovrappesa le azioni europee ed è negativo sulle azioni USA.

I rendimenti obbligazionari mettono alla prova la fiducia, ma la storia fornisce supporto

Tuttavia, il recente aumento dei rendimenti obbligazionari sta testando l’ottimismo del mercato. I costi di finanziamento a lungo termine francesi hanno raggiunto questa settimana il picco dal 2008, mentre i rendimenti dei Bund tedeschi sono tornati ai livelli del 2011. Dietro ciò, l’aumento continuo dei prezzi del petrolio e l’incertezza sulla durata della tregua tra USA e Iran alimentano le paure di inflazione.

Lo Stoxx 600 non è riuscito a proseguire il rialzo da agosto. Dopo aver superato l’S&P 500 per due mesi di fila, questo mese si trova in ritardo di 2,7%. Il sondaggio di Bank of America mostra che più della metà degli intervistati si aspetta che la BCE alzi i tassi nei prossimi 12 mesi. Tuttavia, ciò potrebbe non portare a una svendita azionaria: la storia dimostra che, finché la crescita economica sostiene i rialzi dei tassi, i mercati azionari possono continuare a salire.

Rispetto ai cambiamenti dei tassi, lo Stoxx 600 è più sensibile alla crescita economica

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La febbre di investimenti AI rende inquieta Wall Street, ma diventa un “dividendo nascosto” per l’Europa

Le grandi società tech americane stanno investendo massicciamente nell’AI, destando nervosismo sui mercati; ciò offre invece un vantaggio relativo alle borse europee. A differenza degli indici americani, fortemente concentrati su poche società con enormi spese AI, gli indici europei sono più concentrati su settori che supportano lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, come infrastrutture, energie verdi e società che possono beneficiare della diffusione dell’AI.

Alpesh Patel, managing partner di RootBridge Capital, afferma: “I settori ciclici meno di tendenza sono in realtà molto interessanti – non sono coinvolti nell’AI ma generano utili e possiedono resilienza, il che rappresenta il modo migliore per diversificare il rischio di profitto legato all’AI”.

Secondo Madison Faller, global investment strategist di J.P. Morgan Private Bank, dopo i forti rialzi di quest’anno, la selezione dei titoli diventa cruciale. Preferisce i settori finanziari e industriali europei, che beneficeranno di condizioni economiche favorevoli. Faller favorisce inoltre società con asset fisici difficili da sostituire e che sono meno a rischio di essere travolte dall’AI.

L’esposizione europea resta inferiore alla media storica; il posizionamento USA è già ai massimi

I dati sulla composizione dei portafogli mostrano che c’è ancora spazio per nuovi acquisti sulle azioni europee. Il sondaggio di Bank of America indica che il 6% netto dei gestori di fondi sovrappesa i titoli dell’Eurozona, un dato ancora leggermente inferiore alla media di lungo periodo. Al contrario, la quota investita in azioni USA è al livello più alto da dicembre 2024, circa 1,5 deviazioni standard sopra la media.

In breve, mentre la narrazione sull’AI dei mercati statunitensi inizia a mostrare segni di stanchezza e gli investitori cercano alternative più redditizie e con minor incertezza, le borse europee stanno tornando sotto i riflettori globali, grazie a una solida ripresa degli utili, fondamentali economici resilienti e una relativa sottopesatura nei portafogli. L’Europa non è affatto estranea all’ondata AI: sta semplicemente traendo i propri dividendi di crescita in modo diverso rispetto alla Silicon Valley.

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