Accordo raggiunto all'ultimo minuto! Trump annuncia il rinvio dell'aumento del 50% dei dazi sul Canada
Il "cliff delle tariffe" è stato evitato all'ultimo minuto! Trump ha annunciato il rinvio dell'entrata in vigore delle tariffe al 50% solo due ore prima della scadenza, facendo così rafforzare immediatamente il dollaro canadese. Gli Stati Uniti hanno rivelato che il Canada ha accettato compromessi sull’accesso al mercato e sta considerando di riavviare l’oleodotto. Sebbene la parte canadese mantenga una posizione prudente, questa mossa di pressione estrema ha garantito una pausa cruciale nel braccio di ferro sul commercio bilaterale da quasi 900 miliardi di dollari.
Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Canada hanno visto una svolta all'ultimo momento.
Secondo Agenzia di stampa Xinhua, il presidente degli Stati Uniti Trump ha annunciato la sera del 18 il rinvio di tre giorni dell'introduzione di dazi del 50% su prodotti canadesi. Questi dazi, che avrebbero dovuto entrare in vigore ufficialmente il 19 ora della costa orientale degli USA, riguardano prodotti canadesi per un valore di circa 20 miliardi di dollari. Questo ha concesso tempo prezioso alle due parti per ulteriori negoziati.
Trump ha annunciato la decisione sui social media “Real Social” meno di due ore prima dell’entrata in vigore dei dazi. Ha affermato che "Canada e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo, il contenuto finale del documento è ancora da definire", e che gli Stati Uniti sospenderanno quindi l'introduzione dei dazi. Successivamente, la Casa Bianca ha pubblicato un comunicato in cui conferma che il Canada si è "impegnato a cancellare" le restrizioni discriminatorie su automobili, prodotti lattiero-caseari e bevande alcoliche americani. L'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ha dichiarato che l'accordo prevede "pieno accesso al mercato per i prodotti americani, impegni sulla sicurezza economica e sull’allineamento nel commercio digitale", senza però specificare i dettagli.
Dopo l'annuncio, il dollaro canadese si è rafforzato, salendo fino a 1,3872 contro il dollaro statunitense. Tuttavia, il primo ministro canadese Carney si è mostrato cauto, non annunciando chiaramente il raggiungimento di un accordo. "Abbiamo fatto progressi sostanziali, ma rimane ancora molto lavoro da fare", ha dichiarato Carney in un comunicato.

L'ultima trattativa sull'orlo della scogliera dei dazi
Secondo Xinhua, questi dazi avrebbero dovuto entrare in vigore ufficialmente il 19 ora di New York, coinvolgendo prodotti canadesi del valore di circa 20 miliardi di dollari, inclusi vino rosso, stecche da hockey, cemento, birra, latte e compensato, tra le centinaia di prodotti specifici interessati.
Prima dell'annuncio definitivo del rinvio, il ministro canadese responsabile del commercio USA-Canada, Dominic LeBlanc, ha avuto ulteriori colloqui con il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer e il Segretario al Commercio Howard Lutnick. Secondo Bloomberg, la capo negoziatore commerciale canadese Janice Charette e Dominic LeBlanc sono rimasti a Washington durante le trattative, sfruttando il weekend per favorire la finalizzazione dell'accordo.
In precedenza, Carney aveva parlato telefonicamente con Trump la sera del 18 per discutere come evitare la messa in atto dei dazi, dopodiché i team tecnici delle due parti hanno continuato i colloqui a livello operativo.
La causa dei dazi: accumulo di attriti commerciali tra Stati Uniti e Canada
La base giuridica di questi dazi è la Sezione 338 dello Smoot–Hawley Tariff Act del 1930. Secondo Xinhua, Trump il 20 luglio ha firmato molteplici decreti richiamandosi a questa disposizione, imponendo dazi su merci canadesi specifiche a causa di cosiddette restrizioni discriminatorie imposte dal Canada agli interessi commerciali americani.
Secondo Bloomberg, le principali lagnanze degli Stati Uniti includono: la maggior parte delle province canadesi (comprese Ontario e Québec) vieta l'ingresso di bevande alcoliche statunitensi nei canali di vendita al dettaglio, bloccando così un mercato cruciale per produttori di vini e liquori USA; inoltre, il Canada ha imposto dazi di pari entità su auto e camion statunitensi in risposta ai precedenti dazi di Trump sulle automobili, pur avendo previsto meccanismi di rimborso per aziende come Honda che hanno stabilimenti anche in Canada.
Va sottolineato che questi dazi non si applicano alle principali materie prime importate dagli USA dal Canada, come petrolio, potassio e minerali.
I contenuti dell'accordo restano incerti
Anche se Trump è stato chiaro nel definire il risultato come “raggiungimento di un accordo”, le differenze di posizione su varie questioni chiave non sono state risolte. Secondo Bloomberg, non è stato specificato se imposte su auto o legno siano state effettivamente trattate.
La dichiarazione di Carney lascia volutamente margine, sottolineando che il Canada continuerà a impegnarsi per "costruire un'economia interna più forte, indipendente e competitiva", suggerendo che il negoziato sia tutt'altro che concluso.
L'annuncio del rinvio di tre giorni apre in realtà una finestra di 30 giorni per i negoziati, al fine di fare pressione sul Canada e ottenere concessioni. Carney aveva già dichiarato che l'obiettivo del Canada nei negoziati commerciali è la riduzione di dazi settoriali su acciaio, alluminio e automobili, che hanno creato forte incertezza nell'industria manifatturiera canadese causando licenziamenti in molte aree.
La questione energetica e il quadro commerciale più ampio
Nello stesso messaggio in cui annunciava il rinvio dei dazi, Trump ha dichiarato che il progetto sul gasdotto Keystone XL sarebbe ripartito, aggiungendo così un nuovo tema nelle relazioni bilaterali.
Secondo Bloomberg, gli Stati Uniti importano ogni giorno dal Canada più di 4 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi, un volume in crescita costante da decenni; l’energia rappresenta la voce più importante delle importazioni statunitensi dal Canada.
Questo progresso offre anche uno slancio potenziale alla revisione continua dell'accordo commerciale nordamericano—un’intesa che riguarda anche il Messico. L’anno scorso, il volume degli scambi bilaterali tra Stati Uniti e Canada si è avvicinato a 900 miliardi di dollari, e questa crisi sui dazi aveva spinto le relazioni fra i due storici alleati al minimo storico. L’accordo d’intesa dell’ultimo minuto offre almeno una certa tregua sulla situazione.
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