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L'indagine di Bank of America rivela che l'euforia da "no landing" sta spingendo le posizioni ai limiti estremi, mentre il denaro intelligente di Wall Street si sposta verso il "flusso di cassa composto + valutazioni errate"

L'indagine di Bank of America rivela che l'euforia da "no landing" sta spingendo le posizioni ai limiti estremi, mentre il denaro intelligente di Wall Street si sposta verso il "flusso di cassa composto + valutazioni errate"

智通财经智通财经2026/08/19 02:06
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Per:智通财经

Un'indagine condotta da Bank of America ad agosto mostra che gli investitori istituzionali prevedono che l'economia statunitense, nei prossimi 12 mesi, realizzerà un “atterraggio mancato”.

Secondo quanto riportato da Finanza Intelligente APP, l'ultima indagine condotta ad agosto sui gestori globali di fondi di Bank of America, una delle più grandi istituzioni finanziarie di Wall Street, mostra che il sentiment degli investitori nei confronti del mercato azionario rimane altamente rialzista, con un record del 56% degli intervistati che prevede uno scenario di “no landing” per l'economia statunitense nei prossimi 12 mesi. Tuttavia, sebbene l'ottimismo sia dilagante, i segnali di rischio emessi dai gestori di fondi risultano sempre più evidenti: il “rialzo disordinato dei rendimenti obbligazionari” si attesta al secondo posto tra i principali rischi di coda con una quota del 27%, subito dietro al panico per la “bolla AI” che domina da due mesi consecutivi con il 32%.

Secondo un report degli analisti di Bank of America, tra cui Michael Hartnett e Anya Shelekhina, l’indagine di agosto sui gestori di fondi è la terza più ottimista dal 2022. Hanno partecipato 203 gestori, gestendo asset complessivi per 581 miliardi di dollari, e il sondaggio si è tenuto dal 7 al 13 agosto.

La cash rule di Bank of America e il BofA Bull & Bear Indicator salito a 9,3 attivano simultaneamente un segnale “contrarian di vendita”, e con la recente impennata dei rendimenti obbligazionari e il ritorno del pessimismo sulla bolla AI, “nessuna recessione, nessun aumento dei tassi, spese in conto capitale AI intatte e crescita sostenuta degli utili” risultano ormai quasi tutti prezzati dal mercato.

L'indagine di agosto di Bank of America non presenta uno scenario in cui “gli investitori diventano più cauti o pessimisti”, bensì una situazione contraddittoria in cui la percezione del rischio sale drasticamente, ma il posizionamento reale resta estremamente rischioso e sovraesposto su AI: il 56% degli intervistati scommette su uno scenario “no landing” per gli Stati Uniti nei prossimi 12 mesi, il 37% netto prevede una crescita a doppia cifra degli utili aziendali, il 72% pensa che la Fed non alzerà i tassi prima delle elezioni di medio termine. Di conseguenza, la sovrappesatura globale sulle azioni sale al 56%, il livello più alto da novembre 2021, il cash ratio scende al sesto valore più basso della storia (3,5%) e la sottoposizione netta obbligazionaria si amplia al 39%.

Durante la compilazione dell’indagine, Bank of America in un altro report sottolinea che, in un contesto in cui il tema AI fronteggia rischi di deleveraging, posizionamenti eccessivamente affollati e pressioni sull’inflazione che mettono alla prova i portafogli tradizionali, settori come value stock, biotecnologie, banche regionali, alcune classi di credito e le materie prime appaiono molto attraenti come opportunità d’investimento. Inoltre, i titoli value a piccola capitalizzazione internazionali risultano più interessanti delle growth stock large cap americane, mentre la redditività corporate giapponese ha raggiunto livelli record. L’istituto vede anche nei private equity quotati una possibile opportunitá “contrarian” e preferisce obbligazioni high yield di alta qualità rispetto all’investment grade.

Le istituzioni finanziarie di Wall Street, tra cui Bank of America, di recente non sono ribassiste sul tema AI, ma sottolineano la necessità di un’upgrade molto nitido dell’asset allocation: dal trade fortemente concentrato su AI/large cap growth USA, si dovrebbe andare verso portafogli che mantengono l’esposizione strutturale long su AI, ma aggiungono asset a bassa correlazione, alto cash flow e basse valutazioni. Quando l’AI passerà da narrazione di scarsità a una fase di capital expenditure multi-miliardaria, il driver degli extra rendimento passerá dal “c’è esposizione sull’AI o no” a “valutazione, free cash flow, ROIC e crowding sono coerenti?”

Il “no landing” diventa il leitmotiv di Wall Street! L'indagine BofA mostra una sovrappesatura azionaria ai massimi degli ultimi cinque anni

Il team guidato dal senior strategist Michael Hartnett di Bank of America, definito il “più preciso stratega di Wall Street”, afferma in un report che, sotto lo scenario “no landing”, anche se i tassi di interesse e l’inflazione restano su livelli storicamente alti, l’economia continuerá a crescere e l’occupazione a rimanere solida. Il 34% dei gestori intervistati prevede un “soft landing” e il 4% uno “hard landing”.

L'indagine di Bank of America rivela che l'euforia da

Circa il 72% degli intervistati prevede che la Fed non alzerà i tassi prima delle elezioni di metà mandato. Inoltre, in merito al discorso molto atteso del presidente della Fed Kevin Walsh al simposio di Jackson Hole, il 53% si attende un tono sostanzialmente neutrale.

Per quanto riguarda le elezioni di metà mandato, il 47% degli intervistati ritiene che l'esito più probabile sarà il controllo democratico della Camera e il controllo repubblicano del Senato, uno scenario di bilanciamento dei poteri.

Il 56% netto degli intervistati mantiene una “sovrappesatura” sulle azioni, al livello più alto da novembre 2021. Agosto segna il 14esimo mese consecutivo di sovrappesatura azionaria da parte degli investitori istituzionali.

Il 37% netto degli investitori prevede che nei prossimi 12 mesi gli utili aziendali cresceranno con un ritmo molto solido, a doppia cifra.

Da un punto di vista di posizionamento, la trade più affollata è il “long su semiconduttori”, condivisa dal 53% degli intervistati, sebbene in calo rispetto al record storico dell’82% del mese scorso. Il secondo trade più affollato è “short yen” (12%) e il terzo è “long Magnificent 7”, cioè long sulle sette big tech USA (11%). I suggerimenti di trade contrarian di Bank of America includono: long su obbligazioni/short sulle commodity, long su beni di consumo essenziali/short sul tech, long su azionario UK/short su azionario USA.

La cash rule di Bank of America e il suo indicatore Bull & Bear saliti a 9,3, assieme al trade più affollato che resta long su semiconduttori, rivelano un portafoglio sempre più carico sulle esposizioni legate all’AI, e dunque il trigger per l’indicatore “sell” della banca. In sintesi, “no recessione, no aumento dei tassi, spese capex AI intatte, crescita degli utili sostenuta” sono quasi completamente scontati nei prezzi attuali.

La bolla AI incontra la curva dei rendimenti: posizioni di cassa estremamente basse lanciano l’allarme sulle esposizioni eccessivamente affollate

La cosiddetta situazione di “mercato obbligazionario in terapia intensiva e mercato azionario euforico” riflette, in sostanza, un mercato dei bond che sta rivalutando il rischio inflazione, fiscale e la scarsità del capitale, mentre gli investitori azionari continuano a compensare le pressioni valutative con la crescita degli utili.

L’AI agisce su entrambe le estremità della formula di valutazione azionaria: da un lato sostiene la crescita degli utili (“numeratore”), dall’altro, attraverso i massicci investimenti in capex e debito, spinge verso l’alto i rendimenti risk-free di riferimento, cioè i Treasury decennali, cioè il “denominatore” nel DCF valuation model.

La “bolla AI” resta il più grande rischio di coda con il 32% delle risposte, e il rischio “rialzo disordinato dei rendimenti obbligazionari” passa dal 14% al 27%. Nel frattempo, il 71% dei gestori pensa che i grandi cloud provider non ridurranno la spesa capex entro il 2026, ma il 38% considera questa voce come la probabile causa di un evento sistemico di credito, e il 19% netto ritiene che la leva finanziaria aziendale sia eccessiva. Dal 2026, le grandi tech hanno emesso oltre 220 miliardi di dollari in obbligazioni; associando a ciò i deficit statali che “competono” per il capitale di lungo termine, il rendimento reale dei T-bond a 30 anni si avvicina al 3%.

L'indagine di Bank of America rivela che l'euforia da

Di conseguenza, il rischio principale derivante dalla bolla AI e dal continuo aumento dei rendimenti obbligazionari non è che la domanda di potenza computazionale svanisca improvvisamente, ma che sorga un disallineamento tra investimenti anticipati, duration del debito e tempistiche del ritorno in cassa. Se il rendimento dei T-Bond decennali si avvicina al 5% e i costi di finanziamento superano persistentemente la redditività dei progetti AI, il mercato passerà rapidamente dal premiare la scala degli investimenti al chiedersi quanti free cash flow e revenue incrementali genera l’AI per ogni dollaro speso.

Molto probabilmente, gli investitori azionari diventeranno più cauti, ma ciò si tradurrà prima in una rotazione interna agli asset rischiosi e in uno standard di selezione più rigoroso che in una fuga generalizzata dal mercato. Per questo, la nuova allocazione di portafoglio di Wall Street mostra già un focus sempre più spostato su asset con alta crescita del cash flow, un progressivo passaggio dai temi AI più levereggiati e dai trade altamente affollati ad una strategia alpha orientata su “free cash flow di qualità + valutazioni sballate”.

Il team di strategist di Bank of America sta già sollecitando gli investitori a uscire dai temi AI troppo affollati sull’infrastruttura computazionale. L’istituto considera, in uno scenario di deleveraging forzato e sfide inflazionistiche, settori come value stock, biotecnologie, banche regionali, alcune classi di credito fino alle commodity come opportunità d’investimento molto interessanti.

Nella fase del bull market AI segnata da “alte valutazioni, forte affollamento e consumi di capitale elevati”, la view di Bank of America è di spostare la marginalità dai beta AI più costosi verso asset “più economici in crescita, free cash flow reali e resistenti all’inflazione”, in quella che rappresenta una rebalancing da un’unica narrazione tecnologica a un ampio espansione verso settori redditizi e con cash flow di qualità, non la fine del bull market AI. Ad esempio, Pershing Square, il fondo creato dal miliardario e leggenda hedge fund Bill Ackman, negli scorsi mesi, quando le azioni AI hanno affrontato deleveraging e storno dei posizionamenti, ha scelto di investire in aziende con fondamentali solidi a prezzi scontati, come i giganti dei pagamenti digitali e delle reti di carte Visa (V.US) e Mastercard (MA.US), oltre ad altre quattro società caratterizzate da bassa concentrazione e free cash flow di qualità elevata e sostenuta.

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