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Analista di Bitunix: doppia crisi in vista, il mercato sotto pressione sia per gli shock energetici che per la tensione sui titoli di stato a lungo termine

Analista di Bitunix: doppia crisi in vista, il mercato sotto pressione sia per gli shock energetici che per la tensione sui titoli di stato a lungo termine

BlockBeatsBlockBeats2026/07/23 04:49
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BlockBeats segnala che il 23 luglio la situazione in Medio Oriente è passata da un “rischio di singolo stretto” a un “rischio di doppio colletto di bottiglia”. Lo Stretto di Hormuz e lo Stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso sono entrambi minacciati militarmente; Iran e milizie Houthi esercitano pressione rispettivamente sulla navigazione nel Golfo Persico e nel Mar Rosso, mentre gli Stati Uniti inviano simultaneamente forze speciali, caccia e bombardieri a lungo raggio nella regione. Il vero punto d’allerta per il mercato non riguarda solo l’impatto sul prezzo del petrolio, ma soprattutto l’aumento strutturale dei costi globali di trasporto e di assicurazione dell’energia. Quando il Brent torna a sfiorare quota 95 dollari, non si tratta più di una semplice questione di breve periodo tra domanda e offerta, ma di una risk premium sulla sicurezza logistica ed energetica globale che torna a essere inclusa nella valutazione degli asset.


Degno di nota è inoltre che questo shock energetico si stia manifestando in modo disallineato rispetto alle politiche delle banche centrali globali. Sebbene la Banca Centrale Europea con ogni probabilità manterrà invariati i tassi questa settimana, il forte rimbalzo dei prezzi dell’energia nell’ultimo mese fa sì che il mercato preveda nuovamente spazio per un rialzo a settembre. In Giappone, invece, il deprezzamento dello yen e le pressioni inflazionistiche di importazione aprono alla possibilità di accelerare i rialzi dei tassi. Negli Stati Uniti, la flessione del CPI di giugno allevia temporaneamente la pressione sulla Federal Reserve per un aumento già a luglio, ma la cancellazione della forward guidance da parte di Waller riduce notevolmente la prevedibilità sulle future mosse di politica monetaria. Il mercato dei swap ha già completamente incorporato l’aspettativa di un rialzo di 25 punti base entro fine settembre: questo significa che la questione non è più se ci sarà un rialzo a luglio, ma se lo shock energetico manterrà l’inflazione su livelli elevati.


Anche i segnali che arrivano dal mercato dei titoli di Stato a lungo termine non possono essere ignorati. Il rendimento dei Treasury USA a 30 anni continua a mantenersi sopra il 5%, un risultato raro negli ultimi 20 anni, riflettendo la tripla pressione di deficit fiscale, finanziamento delle infrastrutture AI e rischio inflazione. L’indebolimento degli acquisti esteri e la preferenza domestica per le scadenze più brevi pone il governo USA davanti a costi di finanziamento più elevati per il futuro. L’attenzione del mercato ora si sposta non più sulla soglia del 5%, ma su quella del 5,25%, e su quanto questa possa esercitare una pressione significativa sulle valutazioni azionarie e sulla stabilità finanziaria.


Le spese in conto capitale per l’AI rappresentano un’altra variabile spesso sottovalutata. Google ha aumentato il budget per il 2026 tra 195 e 205 miliardi di dollari; OpenAI ha alzato la previsione di spesa cloud per il 2030 a 700 miliardi di dollari e anche AMD ha siglato con Anthropic accordi per chip e investimenti per diversi miliardi di dollari. Ciò significa che nei prossimi anni i giganti tecnologici continueranno a emettere grandi quantità di obbligazioni a lunga scadenza, competendo direttamente con il Tesoro statunitense per accaparrarsi i capitali. Il mercato sta entrando in una fase in cui “deficit pubblico e investimenti in infrastrutture AI” assorbono congiuntamente i risparmi globali, rendendo molto più difficile una rapida discesa dei tassi a lungo termine.


La combinazione delle politiche dell’amministrazione Trump aggiunge ulteriore incertezza sull’inflazione. Da un lato, è pronta a lanciare una nuova tornata di dazi 301 contro decine di economie, dall’altro concede un periodo di esenzione daziaria di due anni ai farmaci generici, mostrando come la Casa Bianca stia cercando un equilibrio tra “pressione verso l’esterno” e “controllo interno dei prezzi”. Il problema è che, se il prezzo del petrolio resta elevato, quello della benzina risale sopra i 4 dollari al gallone e si aggiungono i costi daziari, la pressione inflazionistica rischia di rivelarsi ben più duratura di quanto previsto dal mercato, con un impatto diretto sul rischio politico in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.


Dal punto di vista della valutazione degli asset, il secondo segnale più rilevante ora è che il mercato sta fronteggiando simultaneamente “rischi sull’offerta di energia” e “vincoli sull’offerta di capitali”. Il primo fattore spinge verso l’alto inflazione e costi di trasporto, il secondo aumenta il costo globale del denaro tramite i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza e la domanda di finanziamento per l’AI. Questa combinazione rende sempre più difficile un’espansione della valutazione delle attività rischiose e orienta i flussi verso asset a breve termine o con forte capacità di difesa del cash flow. L’attenzione principale non deve essere solo se il prezzo del petrolio supererà i 100 dollari, ma soprattutto se il rendimento dei Treasury USA a 30 anni stabilirà una nuova normalità sopra il 5%; una volta che questo livello verrà accettato dal mercato, l’intero sistema di sconto nel mondo degli asset globali dovrà essere ridefinito.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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