Sottovalutato il punto di svolta di Azure e Copilot! Morgan Stanley: il mercato assegna a Microsoft solo un "PE di 16 volte", troppo basso
Morgan Stanley mantiene la raccomandazione "overweight" su Microsoft, il cui attuale rapporto P/E a termine è solo circa 16 volte, chiaramente sottovalutato rispetto ai leader tecnologici con crescita degli utili superiore al 20%. Si prevede che la crescita di Azure accelererà ulteriormente dopo l’alleviamento delle strozzature dell’offerta. La commercializzazione di Copilot sta passando da una tariffa per singolo posto a una strategia trainata da tre motori: espansione dei posti, migrazione all’abbonamento E7 e fatturazione in base al consumo. Si stima che i ricavi di Copilot raggiungeranno 22,5 miliardi di dollari nell’esercizio 2029.
Morgan Stanley ritiene che Microsoft si trovi in un punto di svolta cruciale del ciclo di monetizzazione dell’AI, mentre il mercato sembra non aver ancora pienamente valutato questa opportunità.
Secondo le notizie di Trading Desk, il 21 luglio il team guidato da Adam Wood di Morgan Stanley ha pubblicato un report di ricerca, affermando che la crescita del business cloud Azure di Microsoft è prossima ad entrare in una fase di accelerazione, mentre il percorso di monetizzazione di Copilot si sta evolvendo da un modello di tariffazione per singolo utente a un’opportunità di espansione trainata da tre motori.
Il report sottolinea che, al prezzo attuale delle azioni, il rapporto prezzo/utili (PE) implicito è di circa 16 volte. Tuttavia, per una tech leader con una crescita degli utili prevista superiore al 20%, un PE di 16 risulta chiaramente sottovalutato rispetto al suo valore intrinseco.
Sebbene, recentemente, la banca abbia abbassato il target price di Microsoft nei prossimi 12-18 mesi da 650 a 600 dollari a causa della pressione sui margini lordi, dell’aumento degli investimenti in capitale e del debito, mantiene la valutazione “Overweight" ("incrementa"), con un potenziale aumento di circa il 50% rispetto al prezzo attuale delle azioni.
Cosa significa “PE a 16 volte”?
In termini semplici, un “PE a 16 volte” indica che il mercato attualmente sottovaluta in modo significativo Microsoft.
Questa cifra si ottiene dividendo il prezzo attuale delle azioni di Microsoft, pari a 402,29 dollari, per l’utile per azione previsto da Morgan Stanley per l’esercizio fiscale 2028 di 23,86 dollari.
Secondo la logica di valutazione tipica del mercato statunitense, il PE ragionevole dovrebbe corrispondere al tasso di crescita degli utili della società, ossia con un PEG pari a 1.
La crescita prevista per l’esercizio 2028 di Microsoft è del 21,6%; in condizioni normali, dovrebbe quindi spuntare almeno un PE superiore a 21. Per società software di grande capitalizzazione, grazie alla loro elevata prevedibilità, il mercato assegna addirittura un PEG di 1,4, che equivale a un PE attorno a 30 contro una crescita del 21,6%.
A confronto, il mercato attribuisce a Microsoft un PE prospettico inferiore a 17, il che significa che si acquista un colosso a crescita superiore al 20% all’anno a una valutazione tipica di società a crescita lenta.
Morgan Stanley giudica errata questa logica di valutazione. Anche rivedendo la valutazione in modo prudente, usando un PEG di 1,2 (sotto la media del settore, corrispondente circa a un PE di 25), moltiplicando l’utile previsto per l’esercizio 2028 di 23,86 dollari per 25 si ottiene un target price ragionevole per Microsoft di circa 600 dollari.
Azure: l’ampliamento dell’offerta apre spazi di accelerazione
L’ottimismo di Morgan Stanley su Microsoft è trainato anche dal miglioramento delle previsioni di crescita di Azure.
(Modello di monetizzazione AI di Microsoft Azure)
Nell’ultimo anno, il collo di bottiglia di Azure è stato legato alla scarsità dell’offerta. Il management di Microsoft ha costantemente sottolineato che la domanda dei clienti ha sempre superato la capacità disponibile, dovendo bilanciare la distribuzione delle risorse computazionali tra i servizi Azure per clienti esterni, applicazioni proprietarie (come Copilot) e ricerca interna.
La CFO di Microsoft, Amy Hood, aveva dichiarato durante la conference call sui risultati F2Q26 che, se tutte le nuove GPU attivate nel primo e secondo trimestre fossero state dedicate ad Azure, la crescita di Azure per il trimestre avrebbe superato il 40%, invece del 38% annunciato (a tassi di cambio costanti).
Con la progressiva messa in funzione delle nuove capacità, Morgan Stanley ritiene che i vincoli di offerta si stiano allentando e che la crescita di Azure possa accelerare ulteriormente.
Il management ha fornito un’indicazione chiara di accelerazione sequenziale della crescita di Azure tra il primo e il secondo semestre fiscale 2026, con un elevato livello di fiducia.
Morgan Stanley ha così rivisto al rialzo le previsioni di fatturato di Azure, stimando che nei fiscal year 28 e 29 i ricavi di Azure e altri servizi cloud raggiungeranno rispettivamente 214,9 miliardi e 305,9 miliardi di dollari, valori superiori del 5% e 7,8% rispetto alle stime di consenso.
(Previsioni di fatturato Azure riviste al rialzo da Morgan Stanley)
Gli analisti ritengono che il mercato sottovaluti sia l’ampiezza sia la durata dell’accelerazione di Azure. Storicamente, quando la domanda arretrata viene soddisfatta con nuove capacità produttive, la crescita tende a sorprendere al rialzo e a mantenersi sostenuta più a lungo.
Copilot: dall’“abbonamento per postazione” all’espansione ARPU a tre motori
La logica di monetizzazione di Copilot sta conoscendo una trasformazione strutturale, e Morgan Stanley la considera una delle più importanti opportunità di espansione dell’ARPU (ricavo medio per utente) nella storia di Microsoft.
Nell’ultimo anno, il tema centrale per Copilot era la compatibilità tra prodotto e mercato e la scalabilità delle implementazioni aziendali. Oggi il dibattito si è spostato su strategie di monetizzazione e dimensionamento dei ricavi a lungo termine.
Morgan Stanley riassume la crescita dell’ARPU guidata da Copilot in tre motori:
- Il primo, l’espansione del numero di abbonamenti diretti M365 Copilot;
- Il secondo, la migrazione dei clienti aziendali verso abbonamenti M365 E7 a maggior valore;
- Il terzo, modelli di monetizzazione basati sul consumo tramite AI Agent e automazione dei workflow.
Il lancio dell’SKU E7 rappresenta la tappa centrale di questa evoluzione strategica. E7 integra E5, Copilot e Agent365, similmente al passaggio a suo tempo da E3 a E5, e promette una nuova lunga fase di upgrade aziendale che aumenterà congiuntamente ARPU e penetrazione di Copilot.
Secondo l’ultima indagine CIO di Morgan Stanley, oggi il 47% delle aziende usa la licenza E5 e il 7% la E7; nei prossimi 12 mesi, si prevede rispettivamente il 50% e il 21% di migrazioni verso E5 ed E7.
(Morgan Stanley stima che il prossimo anno il tasso di abbonamento alle licenze E5 ed E7 raggiungerà rispettivamente il 50% e il 21%)
Dal lato della domanda, l’88% dei CIO intervistati da Morgan Stanley dichiara che intende implementare M365 Copilot nei prossimi 12 mesi, contro l’80% del quarto trimestre ’25 e il 72% di un anno fa.
(L’88% dei CIO prevede di utilizzare Microsoft 365 Copilot nei prossimi 12 mesi)
Di conseguenza, Morgan Stanley alza sensibilmente le stime su Copilot: il fatturato per l’esercizio 2026 è previsto a circa 4,4 miliardi di dollari, in forte crescita a circa 22,5 miliardi nell’esercizio 2029.
Margine lordo sotto pressione, ma margine operativo in continua crescita
Il margine lordo rappresenta una delle preoccupazioni più diffuse nei confronti di Microsoft, ma Morgan Stanley ritiene che questa pressione sia sovrastimata.
La banca abbassa le stime di margine lordo per gli esercizi 2027-2029 rispettivamente al 65,7%, 64,4% e 63,4%, principalmente a causa dell’aumento del peso dei ricavi da Azure AI e Copilot, dell’aumento degli ammortamenti relativi all’AI e degli effetti anticipati dei costi legati ai grandi investimenti infrastrutturali.
Tuttavia, Morgan Stanley sottolinea che il rigoroso controllo dei costi operativi sarà sufficiente a compensare la pressione sui margini, consentendo al tasso di crescita di EBIT e utili per azione di mantenersi oltre il 20%. Il margine operativo previsto per il triennio è del 46,5%, 46,7% e 47,2%, in graduale espansione.
Anche lo storico supporta questa view. Nel picco di investimenti per il cloud (FY14), il margine lordo delle attività cloud Microsoft era addirittura negativo, ma in seguito, grazie al miglioramento dell’utilizzo della capacità, dell’efficienza del software e alle economie di scala, il margine lordo è risalito stabilmente oltre il 70% nell’esercizio 2023.
(La redditività di Azure AI è superiore alla media di Azure nello stesso periodo)
La CFO Amy Hood ha più volte dichiarato che il margine lordo delle attività AI attualmente è nettamente migliore rispetto alla fase di transizione cloud, e ha ribadito nella call sugli utili dell’aprile 2026:
Il margine lordo delle attività AI è superiore a quello che abbiamo sperimentato durante la transizione al cloud e si mantiene costantemente tale.
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