I tori di Wall Street sono pieni di fiducia: la crescita degli utili dell'S&P 500 raggiunge il massimo degli ultimi 30 anni
I profitti del secondo trimestre dell’S&P 500 sono aumentati del 31% su base annua, segnando la crescita più forte mai registrata secondo Bloomberg Intelligence dal 1992, escludendo i periodi di ripresa dopo le recessioni, e superando di gran lunga le attese del 23%. L’AI ha spinto il margine di profitto dal 14% a quasi il 16%, mentre la valutazione è scesa da 26 volte a meno di 22, completando il “reset”. L’espansione dei profitti si è estesa anche alle società a media e bassa capitalizzazione e ai mercati europei e dell’Asia Pacifico.
In questa stagione dei bilanci, i profitti delle aziende statunitensi hanno superato di gran lunga le aspettative.
Gli utili del secondo trimestre dell’indice S&P 500 sono aumentati del 31% su base annua, superando nettamente la previsione precedente di Wall Street del 23% e rappresentando la crescita più forte rilevata da Bloomberg Intelligence dal 1992, escludendo i periodi di recupero dopo gravi recessioni. Ad oggi, oltre il 90% dei titoli ha già pubblicato i risultati, e la performance degli utili del primo semestre per l’indice potrebbe essere la migliore dallo stesso periodo del 2021.
Due i driver principali: l’accelerazione dell’intelligenza artificiale (AI), che riduce i costi e aumenta i margini di profitto; nel frattempo, l’economia americana ha mostrato una resilienza superiore alle attese, nonostante diversi venti contrari come il balzo del prezzo dell’energia causato dalla guerra in Iran.
Marta Norton, Chief Investment Strategist di Empower, ha dichiarato: “Considerando il contesto macroeconomico attuale, questo risultato è ancora più notevole”.
L’AI da “centro di costo” a “centro di profitto”
Il margine netto delle aziende dell’S&P 500 in passato faticava a superare il 14%, oggi è vicino al 16%.
Mark Hackett, Chief Market Strategist di Nationwide Funds Group, evidenzia il punto di svolta: “Negli ultimi cinque anni, l’AI è stata un centro di costo per la maggior parte delle aziende, solo i grandi provider cloud ne hanno tratto beneficio a livello di prezzo azionario. Quest’anno segna una svolta: l’AI sta iniziando davvero a diventare un centro di profitto.”
Secondo le stime di 22V Research, il contributo dell’AI ai margini di profitto è di circa 150 punti base. Il settore tecnologico continua ad avere i margini più elevati nell’S&P 500, ma un numero crescente di aziende di altri settori inizia ora a quantificare chiaramente i vantaggi dell’AI durante le call dei risultati.
Questa tendenza non è solo americana. Secondo Deutsche Bank, i margini netti delle aziende europee nel secondo trimestre sono saliti al record del 12%. Dati di Bloomberg Intelligence mostrano che i manager europei hanno citato l’AI oltre 4 volte a call, picco storico molto superiore alla media di 0,5 dal 2016. Gli strategist di Barclays guidati da Emmanuel Cau osservano: “I benefici quantificabili in termini di costi ed efficienza sono diventati temi centrali, e sempre più management iniziano a parlare di vantaggi già realizzati”.
Divergenze interne alla tecnologia: chi sta realizzando i ritorni dell’AI
Questa stagione dei bilanci ha anche tracciato una linea netta dentro il settore tecnologico: le aziende che dimostrano che gli investimenti in AI stanno già producendo flusso di cassa sono premiate dal mercato; quelle che non lo fanno vengono invece penalizzate.
Marta Norton sottolinea: “Il business cloud potrebbe essere il segnale più chiaro.” Menziona in particolare le forti performance di Amazon e Microsoft, entrambe con risultati cloud oltre le attese.
Al contrario, la casa madre di Facebook Meta ha visto il prezzo delle azioni crollare a causa delle previsioni di ricavi giudicate deludenti dal mercato, per poi recuperare terreno solo di recente.
Il colosso dei chip Nvidia non ha ancora pubblicato i risultati, che saranno il focus principale del mercato questo mese.
Valutazioni in compressione, utili protagonisti veri
La crescita degli utili ha battuto la crescita dell’indice, portando a un cambiamento chiave: la compressione delle valutazioni.
Il rapporto prezzo/utili dell’S&P 500 è sceso da circa 26x di inizio anno a meno di 22x. All’inizio dell’anno, una delle maggiori preoccupazioni era proprio il livello troppo elevato delle valutazioni, ora questo rischio viene assorbito dalla crescita degli utili.
Keith Lerner, Chief Investment Officer e Chief Market Strategist di Truist Advisory Services, commenta: “Abbiamo assistito a un bel reset, ora le valutazioni sono diventate attraenti.”
Anche nel settore tecnologico, che registra una crescita degli utili superiore al 20% da sette trimestri consecutivi, il multiplo di valutazione si è ridotto. Lerner ritiene che, date le incertezze su politica Fed e prezzi dell’energia, difficilmente i multipli potranno tornare ai massimi precedenti.
Scott Rubner, Head of Equities & Derivatives Strategy di Citadel Securities, scrive in un report: “Oggi sono gli utili a fare il vero lavoro pesante, non l’espansione dei multipli.”
Grace Peters, Co-Head Global Investment Strategy della Private Bank di JPMorgan, dichiara su Bloomberg TV: “La revisione al rialzo degli utili è quasi senza precedenti: in tempi di non ripresa, non si assiste a correzioni a due cifre.”
L’espansione degli utili: non solo una storia di large cap
Gli strategist di Wall Street sono ottimisti sulla sostenibilità della crescita perché è estesa a quasi tutti i settori: la sanità è l’unico settore dell’S&P 500 con utili in contrazione.
Secondo Bespoke Investment Group, al 12 agosto, circa 1.500 società quotate statunitensi che hanno già pubblicato i risultati hanno battuto le attese sia sull’utile per azione che sui ricavi in circa tre quarti dei casi.
Ed Clissold, Chief U.S. Strategist di Ned Davis Research, afferma: “Questa storia va oltre i megacap.” Sottolinea che il tasso di superamento delle attese tra small e mid cap si avvicina ai massimi storici post-pandemici.
Rob Haworth, Senior Investment Strategy Director di US Bank Wealth Management, commenta: “La stagione dei bilanci mostra un’ampiezza positiva e in genere questo significa che lo slancio continuerà.”
Risonanza globale: Europa e Asia-Pacifico in sincronizzazione positiva
Il miglioramento degli utili non è una prerogativa solo americana.
Secondo Bloomberg Intelligence, gli utili del secondo trimestre dei componenti dell’indice MSCI Europe sono cresciuti del 18% su base annua, performance migliore dal 2022. Settori ciclici come energia, materiali e industria hanno dato un contributo decisivo, spingendo lo STOXX Europe 600, il DAX tedesco e il CAC 40 francese verso nuovi massimi storici.
Benedicte Lowe, equity derivatives strategist di BNP Paribas, dichiara su Bloomberg TV: “La narrazione macro europea sta migliorando, e questo è indiscutibile. Inoltre, tutto ciò accade mentre le posizioni di mercato restano basse o neutrali, delineando uno scenario positivo per le borse.”
Barclays rileva inoltre che la quota di aziende europee che hanno rivisto al rialzo le guidance degli utili ha raggiunto il massimo degli ultimi quattro anni, con i management sempre più sicuri di mantenere margini elevati.
Anche l’Asia-Pacifico non sta a guardare. Da giugno, le revisioni al rialzo delle stime di utili nell’indice MSCI Asia-Pacific si avvicinano al 10%, il più grande aumento nello stesso periodo dal 2009. I titoli finanziari asiatici hanno appena registrato la più forte sovraperformance mensile rispetto all’indice MSCI Asia-Pacific dal 1998.
Rajeev De Mello, Global Macro Portfolio Manager di Gama Asset Management, afferma: “Il tema AI resta dominante, soprattutto nei semiconduttori. Ma gli investitori guardano sempre di più oltre i titoli dei chip – ai beneficiari non-chip dell’AI, ai titoli finanziari e ad altri settori in stagnazione ma con minor pressione sulle valutazioni.”
Outlook: gli strategist alzano i target di fine anno
La forza degli utili sta spingendo gli strategist di Wall Street ad alzare i target di fine anno per l’S&P 500. La previsione media ora è salita a 7.894 punti, offrendo ancora un margine di circa l’1% sopra i recenti massimi storici.
Gli analisti hanno anche rivisto la stima di crescita degli utili per l’intero 2024 dal 15% iniziale a ben il 27%.
I risultati di Nvidia saranno l’ultima tessera importante del mese, elemento chiave per valutare la solidità di questo bull market degli utili.
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