La BCE sospende l’aumento dei tassi a luglio? Ma a settembre potrebbe arrivare l’ultima stretta
Il 23 luglio, la Banca Centrale Europea (ECB) annuncerà la decisione di politica monetaria. Attualmente, il mercato prevede ampiamente che a luglio l’ECB manterrà il tasso d’interesse invariato al 2,25%, mentre a settembre vi è un’elevata probabilità di un ulteriore aumento di 25 punti base fino al 2,50%, e questo rialzo potrebbe rappresentare l’ultimo della fase restrittiva in corso. L’attenzione durante questa riunione sarà focalizzata sulle dichiarazioni di Lagarde durante la conferenza stampa successiva relativamente all’incontro di settembre.

A giugno, l’indice HICP complessivo e quello core dell’area euro hanno continuato a scendere, risultando entrambi al di sotto delle attese di mercato, mentre i dati sull’attività economica sono generalmente in linea con le previsioni di base di giugno. Sebbene i prezzi dell’energia siano aumentati nuovamente a causa delle tensioni in Medio Oriente, il loro livello assoluto è tornato solo allo scenario di base di giugno, senza aver ancora raggiunto una soglia tale da costringere l’ECB ad agire con urgenza. In questo contesto, l’ECB non ha motivo di porre fine prematuramente alla stretta a causa del rallentamento della crescita, né dispone di prove sufficienti per sostenere due rialzi consecutivi dei tassi nelle riunioni successive.

In particolare, dalla riunione di giugno l’ambiente esterno ha vissuto oscillazioni marcate: prima, il cessate il fuoco temporaneo tra Stati Uniti e Iran ha portato il prezzo dell’energia a un calo improvviso, inducendo il mercato a dubitare della continuazione del ciclo restrittivo; successivamente, nuovi conflitti nello Stretto di Hormuz hanno riportato il Brent oltre gli 85 dollari al barile e il prezzo mensile del gas TTF è aumentato di quasi il 30%.
Il rialzo di giugno mirava a stabilizzare le aspettative di inflazione a lungo termine, mentre la sospensione degli aumenti a luglio sarà più che altro un aggiustamento del ritmo della politica monetaria, piuttosto che un cambio di direzione, e non significherà la fine del ciclo restrittivo, ma un passaggio verso un approccio basato sui dati e su decisioni riunione per riunione. L’ECB preferisce utilizzare questa finestra temporale per osservare se i prezzi dell’energia si trasmetteranno realmente ai salari, ai prezzi dei servizi e alle aspettative di inflazione a lungo termine.

La riunione di settembre presenterà inoltre le ultime previsioni trimestrali e sarà disponibile un quadro informativo più completo con i dati sull’inflazione dei prossimi due mesi, il PIL del secondo trimestre, i PMI e l’indagine sui prestiti bancari. Di conseguenza, settembre diventerà un momento chiave per una rivalutazione del tasso terminale. Lagarde dovrebbe sottolineare che per la riunione di settembre tutte le opzioni di politica monetaria restano aperte, e che l’istituto è pronto ad agire se necessario. Attualmente, il mercato assegna oltre l’80% di probabilità a un rialzo dei tassi da parte della BCE a settembre.

A breve termine mancano motivazioni per una stretta urgente, ma nel medio-lungo periodo la persistenza dell’inflazione core rimane
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