L’esperto di liquidità Michael Howell: la liquidità globale ha raggiunto il picco, il miglior periodo per il mercato azionario è ormai passato
Michael Howell ritiene che l'indicatore principale che traccia il momentum della liquidità globale abbia raggiunto il suo picco nel quarto trimestre dello scorso anno e continui a rallentare. Il suo modello di ciclo della liquidità di 65 mesi mostra che la migliore finestra per il mercato azionario è passata e che il mercato è attualmente nella "fase speculativa": la forza delle materie prime e l'appiattimento bear della curva dei rendimenti sono caratteristiche della fase tarda del ciclo. Attualmente non è il momento ideale per aumentare l'esposizione agli asset rischiosi; si consiglia di prepararsi a passare dalle materie prime al contante, e infine ai titoli di Stato a lunga scadenza.
Il ciclo di liquidità globale sta invertendo la rotta, e la finestra d’oro per l’allocazione degli asset potrebbe essere ormai chiusa.
Michael Howell, fondatore di CrossBorder Capital ed esperto di liquidità, ha dichiarato in un’intervista podcast del 19 luglio che l’indicatore principale del momentum della liquidità globale ha raggiunto il suo picco nel quarto trimestre dello scorso anno, rallentando costantemente da allora. Questo significa che il vento favorevole della liquidità che aveva alimentato l’ascesa dei mercati azionari sta svanendo, e continuare a scommettere sulle vecchie logiche comporta un rischio crescente.

Secondo il modello di rotazione degli asset di Howell, il mercato si trova attualmente nella “fase speculativa”: le materie prime sono forti e la curva dei rendimenti è piatta in un contesto di bear market, entrambi elementi che combaciano perfettamente con il suo modello. Egli avverte che il trading sulle materie prime va avanti da 12-15 mesi e, secondo il suo ciclo, questa è una caratteristica della fase finale del ciclo, non un segnale di inizio ciclo.
L’analisi sottolinea che, per i portafogli ancora pesantemente esposti alle materie prime, il modello di Howell implica la necessità di monitorare attentamente il prossimo punto di svolta: il passaggio dalle materie prime al cash, poi ai titoli di stato a lunga scadenza, invece di presumere che l’attuale ciclo di trading possa generare una crescita esponenziale e sostenuta.
Ciclo di 65 mesi: una curva invariata da 25 anni
Il framework di analisi di Howell si fonda su uno strumento essenziale: il ciclo globale della liquidità di 65 mesi. Nel 2000, egli ha modellizzato questa curva per la prima volta utilizzando l’analisi di Fourier e da allora non ha mai ricalcolato i parametri.
Questa coerenza non deriva da ostinazione, ma è supportata da una validazione indipendente. Secondo quanto riportato, la “Fondazione per lo Studio dei Cicli” (Foundation for the Study of Cycles) ha inserito in modo indipendente i dati nei propri algoritmi, giungendo infine allo stesso risultato: un ciclo di 65 mesi, fornendo così una validazione incrociata tra istituzioni diverse.
Sulla base dei dati, CrossBorder Capital attualmente monitora circa 90 sistemi finanziari, raccogliendo per ciascun Paese circa 30 serie di dati, incrementando la frequenza di aggiornamento a giornaliera nove mesi fa.
Howell opera in questo settore da oltre trent’anni, e la sua tesi centrale resta immutata: la liquidità monetaria precede i fondamentali economici e la geopolitica, guidando i prezzi di mercato.
Howell sottolinea che il suo giudizio si basa sulla variazione della liquidità, non sul livello assoluto. Nel ciclo di 65 mesi, il momentum ha toccato il fondo alla fine del 2022, poi è risalito fino a raggiungere il picco nel quarto trimestre dello scorso anno, iniziando successivamente a rallentare.
Questa distinzione è cruciale. Anche se il livello assoluto di liquidità globale resta elevato, il punto di svolta nel suo momentum è sufficiente per alterare la classifica relativa delle performance degli asset. Proprio questa inversione guida il suo riallineamento dell’allocazione degli asset.
Sequenza fissa di rotazione: dalle azioni alle materie prime, poi al cash e ai titoli a lunga scadenza
Howell sovrappone una sequenza fissa di rotazione degli asset al ciclo della liquidità:
Fase ascendente della liquidità: guidano le azioni;
Vicino al picco del ciclo: le materie prime raggiungono il massimo;
Fase discendente del momentum: il cash sovraperforma gli asset rischiosi, la volatilità degli asset rischiosi aumenta mentre i rendimenti calano;
Fondo del ciclo: i titoli di stato a lunga scadenza ottengono le migliori performance.
Secondo questa sequenza, la finestra migliore per le azioni si pone nella fase ascendente del momentum di liquidità, ormai superata. Attualmente ci troviamo nella “fase speculativa”, in cui le materie prime sono forti e la curva dei rendimenti si appiattisce in un bear market, il tutto in linea con le previsioni del modello. Il trading sulle materie prime dura ormai da 12-15 mesi e, secondo lo schema di Howell, questa è una tipica caratteristica di una fase avanzata, non iniziale, di ciclo.
È interessante notare che Raoul Pal, fondatore e CEO di Global Macro Investor (GMI), ha costruito una logica di base simile nel suo framework “Everything Code”: il ciclo di liquidità globale muove tutti gli asset rischiosi a una frequenza simile, e andare contro ciclo può risultare molto costoso.
Tuttavia, i due divergono in modo sostanziale nelle scelte operative. Pal, sulla base della narrazione di lungo periodo di una svalutazione della moneta, sceglie di assumere posizioni strutturalmente lunghe sugli asset rischiosi; mentre Howell, secondo le sue analisi più recenti, ritiene che il momentum della liquidità abbia iniziato a diminuire e che non sia questo il momento di incrementare il rischio a portafoglio.
In una frase: stesso motore, ma Pal sta accelerando mentre Howell sta scalando la marcia.
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