Perché le azioni del settore software hanno avuto un'inversione di tendenza?
Software SaaS
Oggi è l’ultimo giorno di contrattazioni di maggio. Il mercato azionario statunitense, sostenuto sia dal calo dei prezzi del petrolio che dalla forza dei titoli tecnologici, ha chiuso con vigore un mese tipicamente non consigliato per gli acquisti. Nel complesso, a maggio il Nasdaq è salito di oltre l’8%, l’S&P 500 del 5% e il Dow Jones di quasi il 3%. In questo rally, la cosa più importante è che la logica trainante all’interno dei titoli tecnologici è cambiata.
CNBC ritiene che, inizialmente, il trading su AI era incentrato principalmente su chip, capacità di calcolo e memoria, ma ora il mercato si sta espandendo all’intero stack dell’infrastruttura AI. Dell è l’esempio più tipico: ha superato le aspettative sia nei ricavi che nei profitti del primo trimestre, ha rivisto al rialzo la guidance annuale, e oggi il mercato l’ha premiata con forza, facendo balzare il titolo del 33%, la miglior performance giornaliera nella storia della società.
David Nicholas, fondatore di XFUNDs by Nicholas Wealth, afferma che Dell è ora diventata il simbolo della diffusione della redditività AI. Il rally AI era partito da chip e memoria, poi si è allargato a tutta l’infrastruttura AI. Questa visione coincide con quanto sta accadendo sul mercato.
CNBC precisa inoltre che, oltre all’AI, ci sono stati sviluppi sulla proroga della tregua tra USA e Iran con il memorandum di ulteriori 60 giorni. Oggi Trump ha dichiarato su Truth Social che si trova in war room per prendere l’ultima decisione e ha sottolineato che l’Iran non può avere armi nucleari e che lo Stretto di Hormuz deve essere immediatamente riaperto.
Secondo CNBC, questa affermazione apparentemente vaga è fondamentale per il mercato perché rappresenta un percorso chiaro e concreto fornito dagli Stati Uniti: indipendentemente dall’esito finale, dare una direzione riduce l’incertezza e la possibilità che il prezzo del petrolio continui a salire. Naturalmente, se il petrolio non sale, la pressione inflazionistica non aumenta ulteriormente, lasciando più spazio per eventuali tagli dei tassi da parte della Fed e quindi minore pressione sulle valutazioni degli asset azionari. Il WTI ha perso quasi il 17% a maggio, un calo che pur non riportandolo ai livelli pre-conflitto, rappresenta la flessione mensile più ampia dallo scorso anno.
Dunque, secondo CNBC, perché ora i titoli crescono con fiducia? Perché il mercato vede due elementi di distensione: da una parte il calo del prezzo del petrolio, che riduce la pressione su inflazione e tassi; dall’altra, la redditività tecnologica che continua a materializzarsi. Questa è la combinazione preferita dagli asset rischiosi: pressione macro in calo e revisione al rialzo degli utili aziendali.
Certo, il mercato è già salito molto. CNBC cita David Nicholas che afferma che il rischio "cigno nero" permane, ma secondo la sua intuizione questa vicenda dovrebbe chiudersi presto. Molte buone notizie sono già riflesse nei prezzi, ma se il conflitto si concludesse davvero si potrebbe aprire ancora più spazio al rialzo.
Sul fronte degli investimenti concreti, CNBC ritiene che ora non sia il momento di inseguire semplicemente gli indici, ma sia importante distinguere tra la qualità dei rialzi. Il Nasdaq è salito dell’8% in un mese, gli ETF tecnologici quasi del 20%, Micron addirittura dell’88%: questi numeri mostrano la forza della tendenza AI, ma anche che nel breve periodo il settore è già affollato.
Jason osserva che, in realtà, non ci sono grandi novità: sebbene Trump abbia rilasciato alcune informazioni, secondo lui erano già state scontate dal mercato. Tuttavia, il punto di oggi è il forte rimbalzo dei titoli software.
Dalla fine di gennaio i titoli software hanno subito una forte pressione da parte dell’AI per quasi un trimestre. Il ragionamento chiave è che gli agenti intelligenti AI possono sia generare direttamente software sostitutivo, sia ridurre il numero di dipendenti necessario, mettendo sotto pressione il modello di revenue SaaS basato sulle licenze per utente. Queste due minacce hanno portato il dimezzamento di molti titoli software, segno dell’impatto notevole sulla logica di business.
Tuttavia, negli ultimi trenta giorni sono successe due cose. Primo, la sicurezza informatica è balzata in cima all’agenda: la Casa Bianca, le banche, e anche Anthropic hanno sottolineato il nesso tra AI e cybersecurity; il mercato è sempre più convinto che l’AI non possa ancora sostituire le competenze tecnologiche in materia di sicurezza informatica, che anzi potrà generare ulteriori problemi da affrontare, aumentando così il valore del settore.
Secondo, con i risultati trimestrali di TEAM, DDOG e recentemente SNOW, è emerso che l’AI non ha danneggiato queste aziende SaaS, che grazie alla fatturazione a consumo hanno mantenuto solide performance e sono cresciute stabilmente in termini di numero di utenti.
Inoltre, le precedenti e consistenti riduzioni delle valutazioni hanno reso i titoli SaaS più convenienti; il mercato si è accorto di aver probabilmente sopravvalutato la capacità dirompente dell’AI e sottovalutato sia il valore per i clienti delle soluzioni SaaS esistenti che quello delle aziende che utilizzano strumenti AI per potenziarsi.
Pertanto, sembra che i capitali abbiano ora trovato un secondo approdo dopo i semiconduttori, ovvero il software. Ma i software potranno effettivamente riprendersi? Quali sono i fattori chiave? Come individuare i prossimi titoli software esplosivi? Queste domande verranno approfondite domani sera sul canale principale di Meitoujun; siete tutti invitati a seguire la diretta.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Aumenta il tumulto interno in OpenAI: riorganizzazioni continue, dipendenti esausti, ondata di dimissioni in corso e il piano di quotazione in borsa posticipato silenziosamente
OpenAI quest'anno ha già subito quasi cinque riorganizzazioni e continua l’ondata di dimissioni dei dirigenti: Denise Dresser, Chief Revenue Officer, è l’ultima ad andarsene questa settimana. L’azienda ha anche sciolto il team di sicurezza responsabile della valutazione dei “rischi catastrofici” dei modelli di AI, suscitando preoccupazioni interne. Nonostante i ricavi siano saliti a circa 40 miliardi di dollari, è stata superata da Anthropic. I dipendenti sono generalmente esausti e il piano di IPO è stato silenziosamente rimandato all’anno prossimo.

I tori di Wall Street sono pieni di fiducia: la crescita degli utili dell'S&P 500 raggiunge il massimo degli ultimi 30 anni
I profitti del secondo trimestre dell’S&P 500 sono aumentati del 31% su base annua, segnando la crescita più forte mai registrata secondo Bloomberg Intelligence dal 1992, escludendo i periodi di ripresa dopo le recessioni, e superando di gran lunga le attese del 23%. L’AI ha spinto il margine di profitto dal 14% a quasi il 16%, mentre la valutazione è scesa da 26 volte a meno di 22, completando il “reset”. L’espansione dei profitti si è estesa anche alle società a media e bassa capitalizzazione e ai mercati europei e dell’Asia Pacifico.
Deutsche Bank: acquisti d'oro da parte delle banche centrali + afflussi negli ETF, l'oro è in una fase di crescita "esplosiva"
Deutsche Bank ritiene che l’oro sia ancora nella quinta fase di crescita “esplosiva” iniziata nel 2024. La domanda delle banche centrali per l’acquisto di oro, calcolata in dollari reali, ha raggiunto un nuovo massimo storico, e circa metà di questa domanda non è stata dichiarata all’IMF. I flussi globali verso gli ETF sull’oro sono tornati positivi, con un particolare incremento degli acquisti dall’Asia. La banca ha fissato un obiettivo per l’oro alla fine dell’anno tra 4700 e 5100 dollari per oncia, con il principale fattore trainante rappresentato dalla continua espansione del debito governativo degli Stati Uniti; inoltre, le posizioni nei futures rimangono basse, il che indica che il potenziale di crescita dell’oro non è ancora stato completamente valutato.
