6:01, improvvisamente un secondo di silenzio
Fonte: Wall Street Intelligence Circle
Il mercato ha avuto una lieve oscillazione.
Lunedì, all’apertura dei mercati globali, si è verificato un piccolo “gap”:
- Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni è salito in apertura, superando il livello del 4,60%, con il tasso privo di rischio che continua ad aumentare;
- Il prezzo del petrolio è salito per poi arretrare, il greggio USA è sceso leggermente sotto i 105 dollari, e per ora il mercato non prevede un’ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente;
- Oro e i future sulle azioni USA sono partiti in gap ribassista ma hanno rapidamente recuperato le perdite iniziali;
- L’indice del dollaro americano è salito leggermente, allineandosi all’andamento dei rendimenti dei Treasury.
Nel complesso, il mercato si è mosso in modo piuttosto moderato, tornando rapidamente alla calma dopo l’apertura, somigliando più a un “test” che a una vera e propria “tempesta”. Ovviamente, il punto focale di oggi non è stato solo il momento dell’apertura: è fondamentale rimanere vigili durante l’intera sessione asiatica, europea e statunitense.
Primo, il mercato non presenta un chiaro tema speculativo (nessuna linea guida, ma molteplici tensioni accumulate); la volatilità di lunedì all’apertura è stata più frutto dell’inerzia di venerdì scorso (una giornata di contrattazione eccezionalmente negativa). Tuttavia, nessuno osa ancora prendere posizioni massicce e tutti attendono un ulteriore segnale: la volatilità è quindi limitata, ma ci troviamo in una modalità di attesa per una possibile esplosione della volatilità – come negli ultimi mesi del 2018 e nell’estate 2022 – con una volatilità temporaneamente schiacciata, tensioni crescenti e un posizionamento finanziario molto affollato.
Secondo, la questione iraniana resta irrisolta. Secondo l’agenzia semi-ufficiale iraniana Mehr News, ci sono ancora profonde divergenze nei negoziati per la fine della guerra. Gli Stati Uniti “non hanno effettuato alcuna concessione sostanziale” ma stanno cercando di “ottenere ciò che non hanno potuto ottenere durante la guerra, il che porterà a un’impasse nei negoziati”.
Terzo, rispetto agli sviluppi in Iran (che sembrano più rumore di fondo che una variabile decisiva), questa settimana avranno un maggiore impatto sul mercato le dinamiche della Federal Reserve, i dati economici e l’andamento del dollaro/yen (che determina se i capitali di arbitraggio globale continueranno ad affluire). Il focus del mercato ormai si è spostato sul mercato dei Treasury americani, dove gli alti tassi d’interesse (“perdita di controllo sui tassi a lungo termine”) rappresentano attualmente l’ostacolo principale.
Oggi l’attenzione è rivolta all’andamento serale delle azioni USA legate all’AI (il mercato è ancora disposto, per ora, a credere alla narrazione dei profitti dell’AI), e alla tenuta del rendimento dei Treasury a 10 anni sopra il 4,60%.
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