La volatilità è diventata la norma per i titoli di stato, con i tassi d'interesse fluttuanti che causano oscillazioni imprevedibili dei rendimenti
I titoli di Stato europei rimbalzano in mezzo a un’incertezza persistente dei mercati
Giovedì, i titoli di Stato europei hanno recuperato terreno dopo un netto calo nella sessione precedente, mentre i mercati rimangono instabili a causa di un cessate il fuoco provvisorio in Medio Oriente. Gli investitori affrontano una volatilità accentuata, rendendo difficile prevedere le future decisioni sui tassi di interesse da parte della Bank of England e della Banca Centrale Europea.
I rendimenti dei Gilts a 10 anni, che rappresentano il riferimento per i titoli di Stato del Regno Unito, sono aumentati di oltre 6 punti base arrivando al 4,775% giovedì, dopo un significativo calo di 21 punti base il giorno precedente. Nel frattempo, il rendimento dei Gilts a 2 anni è salito di 7 punti base al 4,245%, dopo essere sceso di 25 punti base nella seduta precedente.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche

I tori di Wall Street sono pieni di fiducia: la crescita degli utili dell'S&P 500 raggiunge il massimo degli ultimi 30 anni
I profitti del secondo trimestre dell’S&P 500 sono aumentati del 31% su base annua, segnando la crescita più forte mai registrata secondo Bloomberg Intelligence dal 1992, escludendo i periodi di ripresa dopo le recessioni, e superando di gran lunga le attese del 23%. L’AI ha spinto il margine di profitto dal 14% a quasi il 16%, mentre la valutazione è scesa da 26 volte a meno di 22, completando il “reset”. L’espansione dei profitti si è estesa anche alle società a media e bassa capitalizzazione e ai mercati europei e dell’Asia Pacifico.
Deutsche Bank: acquisti d'oro da parte delle banche centrali + afflussi negli ETF, l'oro è in una fase di crescita "esplosiva"
Deutsche Bank ritiene che l’oro sia ancora nella quinta fase di crescita “esplosiva” iniziata nel 2024. La domanda delle banche centrali per l’acquisto di oro, calcolata in dollari reali, ha raggiunto un nuovo massimo storico, e circa metà di questa domanda non è stata dichiarata all’IMF. I flussi globali verso gli ETF sull’oro sono tornati positivi, con un particolare incremento degli acquisti dall’Asia. La banca ha fissato un obiettivo per l’oro alla fine dell’anno tra 4700 e 5100 dollari per oncia, con il principale fattore trainante rappresentato dalla continua espansione del debito governativo degli Stati Uniti; inoltre, le posizioni nei futures rimangono basse, il che indica che il potenziale di crescita dell’oro non è ancora stato completamente valutato.

