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Petrolio: Rischi di approvvigionamento causati dalla guerra e fratture nella sicurezza – Rabobank

Petrolio: Rischi di approvvigionamento causati dalla guerra e fratture nella sicurezza – Rabobank

101 finance101 finance2026/04/07 07:55
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Benjamin Picton, Senior Market Strategist di Rabobank, sottolinea i crescenti rischi geopolitici legati all'Iran, allo Stretto di Hormuz e alle fratture all’interno della NATO, con implicazioni dirette per il petrolio. Osserva danni alle infrastrutture negli asset petrolchimici, prezzi WTI e Brent nettamente più alti, e avverte che una chiusura prolungata dello Stretto e ulteriori attacchi statunitensi alle infrastrutture iraniane potrebbero impedire una rapida ripresa nell’offerta e domanda globale di petrolio.

L'escalation bellica mantiene i mercati del greggio tesi

"I danni alle infrastrutture stanno aumentando. Israele ha recentemente colpito infrastrutture petrolchimiche iraniane presso il giacimento di gas South Pars. L'Iran ha risposto lanciando missili balistici contro la città industriale saudita di Al-Jubail – il più grande polo di produzione petrolchimica al mondo."

"Il future WTI di riferimento è in rialzo dello 0,7% questa mattina a $113,15 per barile, mentre il Brent spot ha chiuso a $141,26 per barile giovedì – evidenziando l’ampio divario tra il greggio fisico e il future di riferimento ($109,88 per barile), ora il contratto di giugno."

"Questo ci riporta nettamente nella zona ‘escalate to de-escalate’, spingendoci però ulteriormente lungo lo spettro della gravità, dove lo Stretto rimane chiuso più a lungo e i danni alle infrastrutture economiche significano che la ‘riapertura’ non implica affatto un rapido ritorno alla normalità per l’economia globale."

"L’Ucraina è riuscita a causare danni rilevanti alle infrastrutture economiche (petrolifere) russe nelle ultime settimane, anche se il resto del mondo è disperatamente alla ricerca di maggiori quantità di petrolio sul mercato."

"Avvicinandoci alla scadenza per una possibile escalation, rimane un forte dubbio: Se i confini tra i due conflitti continueranno a confondersi e a fondersi, chi potrà ancora dire “non è la nostra guerra”?"

(Questo articolo è stato creato con l’aiuto di uno strumento di Intelligenza Artificiale e revisionato da un editor.)

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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