Analista di Bitunix: l'inflazione torna a guidare il percorso delle politiche, gli shock nell'approvvigionamento energetico si stanno diffondendo e BTC mantiene un andamento laterale.
BlockBeats riferisce che il 7 aprile, con il conflitto in Iran in continua escalation e restrizioni effettive nello stretto di Hormuz, le aspettative del mercato riguardo a una possibile inversione di politica entro l’anno hanno iniziato a vacillare sensibilmente. I funzionari della Federal Reserve hanno raramente sottolineato all’unisono che “l’inflazione ha la priorità rispetto all’occupazione”, il che significa che il quadro di politica attuale è passato dal “doppio obiettivo bilanciato” di prima a una difesa unilaterale davanti a shock dell’offerta. Nel frattempo la Casa Bianca tenta di utilizzare i miglioramenti di produttività offerti dall’AI come potenziale ragione per tagliare i tassi, riflettendo in realtà una divergenza interna sulle prospettive future dell’inflazione, piuttosto che una maturazione reale di condizioni accomodanti.
Da una prospettiva politica e internazionale, il FMI ha già chiaramente stabilito che il mondo sta entrando in una fase di “alta inflazione e bassa crescita”; la contrazione dell’offerta energetica non riguarda solo il petrolio e il gas, ma si sta diffondendo anche nei fertilizzanti, nella logistica e nella catena industriale, conferendo all’inflazione una maggiore persistenza. Anche se il conflitto si attenuasse nel breve termine, il ciclo di ripristino della fornitura sarebbe comunque prolungato, implicando che la pressione inflazionistica non diminuirà rapidamente e rafforzando la ragionevolezza di una posizione restrittiva da parte delle banche centrali.
Il comportamento dei capitali nei diversi mercati sta già riflettendo questa trasformazione. Le aspettative di riduzione dei tassi sono state posticipate e i prezzi dei servizi sono tornati a salire, mantenendo elevate le aspettative sui tassi reali e comprimendo le basi di valutazione degli asset di rischio. Inoltre, la crescita dei prezzi dell’energia combinata ai rischi geopolitici sta spingendo i capitali verso asset difensivi e con flussi di cassa stabile, piuttosto che verso esposizioni rischiose ad alta volatilità.
Guardando alla struttura del mercato crypto, BTC sta attualmente operando all’interno di una fascia di liquidità ben definita. Nella zona superiore, intorno ai 69.800 dollari, si concentra un’alta densità di liquidazioni short e accumulo passivo di liquidità, tipico di un’area di resistenza e ostacolo principale ai recenti rimbalzi; una stabile ripresa sopra questa fascia indicherebbe una rinnovata propensione al rischio da parte del mercato. In basso, tra i 66.000 e i 65.000 dollari, si accumulano liquidazioni long e liquidità di supporto, formando una fascia difensiva a breve termine: se questa zona venisse persa, si innescherebbe una serie di processi di deleveraging. Il prezzo continua a testare il margine superiore senza riuscire a superare, indicando una preferenza della liquidità verso posizioni prudenti a fronte delle incertezze macroeconomiche, con una prevalenza di raccolta di liquidità entro il range piuttosto che una spinta verso una rottura di tendenza.
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