La "modalità di guerra" dell'indice S&P 500: inizio settimana in rialzo, poi laterale, calo giovedì e venerdì
Una guerra in Medio Oriente che dura ormai da cinque settimane e che ha avuto un impatto sull’economia globale ha portato la borsa americana a sviluppare un modello prevedibile: una partenza forte all’inizio della settimana, una fase di stallo a metà, seguita quasi sempre da ribassi “puntuali” il giovedì e il venerdì.
Movimenti simili si sono verificati anche nelle borse europee, nei mercati emergenti e persino su alcuni titoli del debito pubblico americano, ma la dinamica è particolarmente evidente nell’indice S&P 500. Dallo scoppio della guerra con l’Iran, l’indice ha segnato guadagni nei primi tre giorni della settimana, ma tra giovedì e venerdì ha subito un crollo cumulativo di circa il 9%.
L’ottimismo di inizio settimana è stato particolarmente evidente, con l’S&P 500 in rialzo di oltre il 3%, grazie all’interpretazione secondo cui Trump sarebbe intenzionato a tenere gli Stati Uniti fuori dal conflitto con l’Iran.
Secondo gli analisti, la logica di fondo è semplice: il weekend porta con sé due giorni — questa settimana si aggiunge anche la chiusura del mercato venerdì per festivo, quindi tre giorni — durante i quali la negoziazione è impossibile. In questo periodo, la situazione della guerra può cambiare radicalmente, soprattutto considerando che il Presidente degli Stati Uniti, Trump, tende ad agire in modo significativo proprio quando i mercati sono chiusi. Questi cambiamenti potrebbero esercitare ulteriori pressioni sull’economia globale. Perciò, molti investitori preferiscono ridurre la loro esposizione azionaria prima del fine settimana.
Joe Gilbert, gestore di portafoglio presso Integrity Asset Management, afferma: “Entrare nel periodo di blackout delle negoziazioni con rischi imprevedibili è inquietante. Oggi è più facile ridurre l’esposizione prima del weekend che mantenerla.”
Tuttavia, questo modello di “trading intraday/intrasettimanale” sviluppatosi durante la guerra, suona anche come un campanello d’allarme per gli investitori che pensano che la fase di vendita sia ormai conclusa:
Dopo il rimbalzo di inizio settimana, alcuni ottimisti ritengono che il mercato abbia ormai toccato il fondo. Il “super-bull” Tom Lee sostiene che il mercato americano solitamente trova il suo punto più basso all’inizio di un conflitto e che questa fase di aggiustamento è quasi terminata. L’S&P 500 di norma tocca i suoi minimi entro il 10% della durata della guerra; il prezzo del petrolio, corretto per l’inflazione, è inferiore alla media degli ultimi vent’anni, il che limita l’impatto sull’economia americana; considerando la grande cautela che caratterizza attualmente le posizioni di mercato, la correzione sarebbe già completata per il 90%-95%.
Steve Sosnick, Chief Strategist di Interactive Brokers, afferma che man mano che la settimana avanza, l’ottimismo tende a essere sostituito dalla ricerca di sicurezza.
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