L'indice del dollaro USA scivola mentre i colloqui di cessate il fuoco in Iran annullano il rally di marzo
Il DXY è sceso di oltre lo 0,5% mercoledì, raggiungendo i minimi della sessione intorno a 99,30 dopo aver aperto vicino a 99,90. L'indice è stato sottoposto a una costante pressione di vendita per tutta la sessione, segnando una serie di massimi inferiori sul grafico intraday poiché la narrativa del cessate il fuoco prendeva piede. Il calo di mercoledì estende la rottura di martedì del livello di 100,00 e ha ora annullato una parte significativa del rally di rifugio sicuro del 2,3% di marzo dai minimi di gennaio vicino a 95,55.
Il tono della sessione è stato definito presto dopo che il Presidente Trump ha pubblicato su Truth Social che il presidente dell'Iran aveva richiesto un cessate il fuoco, aggiungendo che gli Stati Uniti avrebbero preso in considerazione l'offerta solo una volta che lo Stretto di Hormuz fosse "aperto, libero e chiaro". Questo segue le dichiarazioni di Trump di martedì sera secondo cui si aspetta che le forze militari statunitensi lascino l'Iran entro due o tre settimane. Il ministro degli Esteri iraniano ha replicato a ciò che ha descritto come minacce e scadenze, ma il mercato ha letto lo scambio come un passo incrementale verso la de-escalation, innescando una vasta rotazione fuori dagli asset di rifugio sicuro. Con Trump pronto a tenere un discorso nazionale mercoledì sera, i trader rimangono in allerta; senza un chiaro via libera definitivo, ci si aspetta che la volatilità a breve termine persista.
Sul fronte dei dati, la variazione dell'occupazione di Automatic Data Processing (ADP) per marzo ha registrato 62K contro un consenso di 40K, le vendite al dettaglio di febbraio sono aumentate dello 0,6% su base mensile rispetto allo 0,5% previsto e l'Institute for Supply Management (ISM) Manufacturing Purchasing Managers Index (PMI) è salito a 52,7 per il terzo mese consecutivo di espansione.
L'indice ISM dei Prezzi Pagati è balzato a 78,3 da 70,5, ben al di sopra del consenso di 73, indicando pressioni crescenti sui costi di input che potrebbero complicare il percorso dei tassi della Federal Reserve. Nonostante i dati generalmente favorevoli, la narrativa del cessate il fuoco ha sopraffatto le fondamenta; il rapporto Non-Farm Payrolls (NFP) di venerdì, con un consenso di 60K contro un precedente dato negativo di 92K, si prospetta come la pubblicazione di rilievo della settimana.
Grafico DXY a 5 minuti
Analisi tecnica
Nel grafico a 5 minuti, il Dollar Index Spot è scambiato a 99,34. Il prezzo rimane ben al di sotto dell'EMA a 200 periodi vicino a 99,60, mantenendo il bias a breve termine lievemente ribassista nonostante la recente stabilizzazione. La sequenza di chiusure inferiori dalla apertura della sessione e l'incapacità di sfidare la media discendente evidenziano una persistente pressione ribassista. Lo Stochastic RSI ha abbandonato la zona di ipercomprato e sta ora scendendo verso la fascia centrale, indicando un attenuarsi del momentum rialzista piuttosto che una vera e propria esaurimento, il che corrisponde a una deriva correttiva verso il basso piuttosto che a un’inversione di tendenza decisa.
La resistenza iniziale si presenta a 99,45, dove i recenti massimi intrabar si sono raggruppati, davanti al tetto più solido nell'area 99,60 segnata dall'EMA a 200 periodi. Una rottura sopra 99,60 sarebbe necessaria per neutralizzare il bias ribassista attuale e aprire la strada verso 99,75. Sul lato ribassista, il supporto immediato è visto intorno a 99,30, difendendo la via verso un ulteriore calo verso 99,20 se la pressione di vendita dovesse proseguire. Finché il prezzo rimane sotto 99,45–99,60, i rally probabilmente incontreranno offerta, mantenendo il rischio intraday orientato al ribasso.
Nel grafico giornaliero, il Dollar Index Spot è scambiato a 99,34. Il bias a breve termine è lievemente rialzista, poiché il prezzo rimane sopra la media mobile esponenziale a 50 giorni in rialzo vicino a 98,90 e continua ancorato sopra la media a 200 giorni intorno a 99,10, mantenendo il trend rialzista più ampio intatto nonostante il recente pullback dall'area di 100,50. Lo Stochastic RSI è sceso dagli estremi di ipercomprato ma rimane sopra la zona di ipervenduto, indicando un progressivo attenuarsi del momentum rialzista piuttosto che una reversa confermata, il che favorisce la consolidazione o una correzione superficiale all’interno di una struttura rialzista.
Il supporto iniziale emerge nella zona 99,00–98,90, dove convergono le medie mobili esponenziali a 200 giorni e a 50 giorni, e una rottura sotto quest'area esporrebbe il prossimo livello ribassista verso 98,50. Sul lato rialzista, la resistenza immediata è allineata vicino a 99,90, davanti al recente massimo oscillante a 100,50, e una chiusura giornaliera sopra quest’ultima barriera riaprirebbe la strada verso la regione di 101,00.
(L'analisi tecnica di questa storia è stata redatta con l'aiuto di uno strumento AI.)
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