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Crypto: Circle sorprende Wall Street con un profitto ben superiore alle aspettative

Crypto: Circle sorprende Wall Street con un profitto ben superiore alle aspettative

CointribuneCointribune2026/02/27 03:22
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Per:Cointribune

I riflettori sono puntati sulle criptovalute in questo momento. E, francamente, si percepisce aria di problemi. Coinbase in rosso, Binance che nega fughe di notizie, Bitcoin in caduta libera. Le cattive notizie continuano a cadere come tessere del domino. Eppure, in mezzo a questo tumulto, un’azienda si distingue. Circle, l’emittente di USDC, ha appena pubblicato i suoi risultati. E sorpresa: Wall Street è rimasta sbalordita. Profitti enormi, circolazione in forte aumento, volumi da record. Quindi, come fanno a prosperare mentre tutti gli altri vanno male?

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In breve

  • Circle ha generato 770 milioni di dollari di ricavi nel Q4 2025, con un incremento annuale del 77%.
  • USDC in circolazione ha raggiunto i 75,3 miliardi di dollari, aumentando del 72% su base annua.
  • Il volume delle transazioni on-chain di USDC è salito del 247% raggiungendo i 11,9 trilioni.
  • La quota di mercato di USDC sale al 28%, guadagnando 426 punti base rispetto a Tether.

770 milioni e stablecoin in fiamme: il ritorno di Circle contro il pessimismo dominante

Prima di tutto, contestualizziamo. Il mercato crypto è in cattive condizioni: Bitcoin ha perso metà del suo valore da ottobre, le exchange stanno soffrendo parecchio. Eppure, Circle arriva con numeri sorprendenti. Nel Q4 2025, l’azienda ha generato 770 milioni di dollari di ricavi. Il 77% in più rispetto all’anno precedente. 

L’utile netto ha raggiunto i 133 milioni di dollari, mentre gli analisti si aspettavano solo 16 centesimi per azione. Il titolo è salito del 20% subito dopo. Come spiegare una tale performance in un contesto così deprimente? Jeremy Allaire, CEO, propone un’idea forte: la decoupling. Secondo lui, l’adozione delle stablecoin non è più legata alla speculazione sui prezzi. 

L’adozione di USDC ha continuato ad espandersi a livello globale, man mano che sempre più aziende, sviluppatori e istituzioni pubbliche integrano i dollari digitali nei pagamenti reali, nelle tesorerie e nei flussi finanziari on-chain.

Jeremy Allaire

Aziende, istituzioni, governi ora utilizzano questi asset per trasferire valore, non per fare trading. Prova? La circolazione di USDC è aumentata del 72%, raggiungendo i 75,3 miliardi di dollari. E i volumi delle transazioni sono esplosi del 247%, arrivando a 11,9 trilioni. Un dato senza precedenti negli ultimi anni.

Il segreto dell’ecosistema Circle: quando Arc, Bermuda e Visa preparano il mondo che verrà

In secondo luogo, dietro questi numeri impressionanti si cela una macchina ben oliata. Circle non si limita a emettere stablecoin. Costruisce pazientemente infrastrutture per l’economia di domani. Prendiamo Arc, la sua nuova blockchain istituzionale. Lanciata in testnet, ha già elaborato 166 milioni di transazioni. Oltre 100 istituzioni, da banche a fintech, fanno parte dell’avventura. La finalità delle transazioni? 0,5 secondi. Abbastanza per far invidia ai concorrenti. 

Lo stesso Circle Payments Network sta crescendo rapidamente. 55 istituzioni finanziarie sono già a bordo. Il volume annualizzato raggiunge i 5,7 miliardi di dollari. Jeremy Allaire guarda ancora più lontano: 

Stiamo entrando in un mondo in cui, a mio avviso, centinaia di miliardi di agenti AI interagiranno e svolgeranno funzioni economiche su Internet. 

Tradotto: Circle prepara il terreno per le macchine, non solo per gli esseri umani. Il caso di Bermuda è affascinante da osservare. Il governo dell’isola ha annunciato l’intenzione di diventare la prima economia nazionale completamente on-chain. Partner tecnico? Ovviamente Circle. 

Un laboratorio su larga scala per testare l’adozione massiccia delle stablecoin nel funzionamento di uno stato sovrano. Nel frattempo, i concorrenti osservano il treno che passa.

Guerra delle stablecoin: come Circle rosicchia Tether e lascia Coinbase al palo

Terzo, osserviamo il match che si sta svolgendo davanti ai nostri occhi. Il mercato delle stablecoin è in fase di ristrutturazione. USDC di Circle sta guadagnando terreno su Tether, il leader storico. La sua quota di mercato ora raggiunge il 28%, in aumento di 426 punti base su base annua. Le istituzioni preferiscono una stablecoin regolamentata, verificata e trasparente. L’era in cui Tether regnava incontrastata sembra finita. 

Nel frattempo, a Washington, due destini si sviluppano contemporaneamente. Il GENIUS Act, approvato a luglio 2025, fornisce un chiaro quadro federale per le stablecoin. Circle, sempre conforme, ne è il principale beneficiario naturale. Al contrario, il Clarity Act, che doveva strutturare il resto del mercato crypto, è completamente in stallo. Motivo principale? Coinbase ha ritirato il suo supporto per proteggere i ricavi derivanti dalle stablecoin. 

Risultato: Circle va avanti all’interno di un quadro chiaro mentre i suoi concorrenti rimangono impantanati nell’incertezza legale. 

Gli analisti di Clear Street riassumono la situazione: “Questa pubblicazione conferma la continua adozione di USDC nonostante un ambiente crypto più debole, e dovrebbe sostenere una forte reazione positiva sul titolo.” Mentre gli altri si lamentano, Circle incassa.

I numeri vertiginosi di Circle

  • Ricavi trimestrali: 770 milioni di dollari, +77% su base annua;
  • USDC in circolazione: 75,3 miliardi di dollari, crescita annua del 72%;
  • Volume delle transazioni: 11,9 trilioni di dollari, +247% nel Q4;
  • Quota di mercato: 28% per USDC, +426 punti base;
  • Transazioni sulla testnet di Arc: 166 milioni, con oltre 100 istituzioni partecipanti.

Il mercato crypto sta certamente attraversando una fase di stagnazione rara. Bitcoin e i suoi simili appaiono cupi. Ma mentre alcuni sono depressi, altri esultano. Gli emittenti di stablecoin, sostenuti da un’adozione utilitaristica costante, cavalcano l’onda. E gli asset reali tokenizzati, silenziosamente, continuano a progredire nonostante il declino generale. In breve, la crypto muore in certi luoghi… ma rinasce altrove, in un’altra forma.

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