CoreWeave "doppia sconfitta azioni-obbligazioni": l'occhio del ciclone nel crollo attuale dell'AI
Il prezzo delle azioni di CoreWeave è crollato del 25% in una sola settimana, il rendimento dei junk bond è salito al 15% e la probabilità di default ha superato il 60%, scatenando una crisi di finanziamento nelle infrastrutture AI. Questo doppio tracollo azionario e obbligazionario ha causato un calo dell’11% del Philadelphia Semiconductor Index e la peggiore performance settimanale dell’anno per il Nasdaq 100. Gli operatori di mercato avvertono che si tratta di un punto di svolta nella valutazione del rischio di credito legata all’entusiasmo per l’AI: il modello di espansione ad alta leva e forte indebitamento sta affrontando una dura prova in un contesto di tassi di interesse elevati.
Questa azienda specializzata nell'infrastruttura di cloud computing per l’IA sta diventando la rappresentazione più concentrata dei rischi che si stanno accumulando nell’attuale entusiasmo per gli investimenti in intelligenza artificiale.
Questa settimana, il titolo di CoreWeave ha subito un crollo del 25% in una sola settimana, registrando la peggior performance dall’11/2025; contemporaneamente, il rendimento delle sue obbligazioni con rating "spazzatura" è salito al 15%, generalmente considerato una soglia critica che segnala difficoltà di debito, mentre la valutazione dei Credit Default Swap mostra una probabilità di default superiore al 60% nei prossimi cinque anni.

Nonostante il CEO di Nvidia, Jensen Huang, abbia pubblicamente espresso fiducia in CoreWeave giovedì e Deutsche Bank abbia definito questa svendita come "un’opportunità di acquisto", con un rimbalzo del titolo del 5,9% quel giorno, il nervosismo del mercato non si è placato: venerdì le azioni CoreWeave hanno nuovamente perso il 12%, chiudendo la settimana con un calo totale del 25%.
Le turbolenze scatenate dal “doppio colpo” azionario e obbligazionario si sono già propagate all’esterno: l’indice Philadelphia Semiconductor ha perso l’11% questa settimana, in calo del 24% circa rispetto al massimo di giugno 2025; il Nasdaq 100 ha registrato la peggiore performance settimanale dal 4/2025, in calo del 5,5%; il rendimento medio delle obbligazioni high yield è salito all’8,41% mercoledì, il livello più alto degli ultimi 18 mesi, con lo spread di rischio ai massimi da marzo.

Allarme dal mercato obbligazionario: dalla crisi azionaria ai segnali per il settore
Nella presente fase di turbolenza, i movimenti del mercato obbligazionario vengono da alcuni operatori considerati segnali più profondi e duraturi rispetto all’andamento dei prezzi azionari.
Le obbligazioni di CoreWeave, emesse nel giugno 2025 con rendimento del 9,675%, questa settimana hanno visto il rendimento schizzare al 15%, attestandosi su livelli solitamente associati a situazioni “in difficoltà”. Intanto, il costo della protezione contro il default del debito, giovedì, è salito ai massimi di sempre.
Il responsabile delle operazioni di finanziamento di 9fin, società di dati e analisi creditizie, Max Frumes, afferma:
CoreWeave è senza dubbio il “canarino nella miniera” di questo segmento di mercato; ciò rappresenterà un punto di svolta nel pricing, nell’accessibilità e nella struttura del credito a sostegno del boom dell’AI. I prezzi saliranno, i controlli saranno più severi e potrebbe emergere una chiara riluttanza tra gli investitori.
Jim Reid, responsabile della ricerca globale macro e tematica di Deutsche Bank, sottolinea che il mercato sta entrando in una nuova fase in cui cresce l’importanza del finanziamento tramite debito. Nel suo ultimo report scrive:
Stiamo entrando in un ciclo di spese in conto capitale trainato dal debito, non dal free cash flow, quindi dobbiamo porre sempre più attenzione all’andamento dei prezzi creditizi: i costi di finanziamento dell’AI nel complesso non sono un problema, ma compaiono segnali preoccupanti nelle aree ai margini.
Da una prospettiva più macro, da inizio anno il mercato obbligazionario USA ha già visto l’emissione di 106 miliardi di dollari in bond investment grade e high yield per il project financing, quasi tre volte i 37 miliardi dell’intero 2025, con ingenti flussi destinati a data center e investimenti AI.
Secondo le stime degli strategist di Goldman Sachs, nel prossimo anno l’emissione globale di obbligazioni per project financing potrebbe superare i 300 miliardi di dollari.
Stretta sul mercato dei junk bond, aziende cloud in crisi di finanziamento
Le difficoltà debitorie di CoreWeave hanno già avuto chiari effetti di trasmissione su tutto l’ecosistema di finanziamento delle infrastrutture AI.
Secondo Bloomberg, le obbligazioni legate ai data center di Tract Capital Management, Prime Data Centers e Cipher Digital sono tutte scese questa settimana ai minimi storici. Il prezzo medio dei bond high yield dei data center è passato da circa 101 dollari di giugno 2025 a circa 95 dollari.
L’indice bundle di data center AI USA di Goldman Sachs (GSUCADSP) ha subito una netta impennata ad inizio settimana.

Il co-fondatore di CoreWeave ha dichiarato questa settimana che la società sta esplorando il finanziamento anche nel mercato del debito investment grade, tra cui il grande bacino dei fondi assicurativi, mossa che ha alimentato i timori di una massiccia nuova emissione debitoria e ha aumentato la pressione di vendita.
Grant Nachman, fondatore e Chief Investment Officer di Shorecliff Asset Management, afferma:
Ai livelli attuali dei prezzi di mercato, raccogliere su larga scala nuovo capitale non garantito per giovani cloud company o risulterà talmente costoso da scoraggiare, o sarà impossibile... o entrambe le cose.
Secondo lui, il nuovo debito potrebbe dover essere garantito da asset o dai flussi di cassa contrattuali e contenere termini di tutela più forti per i creditori, per poter attirare acquirenti.
Giovedì, JPMorgan e Goldman Sachs hanno aumentato i premi per gli investitori (sweetener) sul prestito leveraged da 5 miliardi di dollari che stavano collocando a favore della startup di cloud computing AI Volta Infrastructure Holdings. Il rendimento effettivo è arrivato a superare l’11% inizialmente discusso, eguagliando così il record massimo sinora raggiunto nel finanziamento infrastrutturale dell’AI.
Amanda Lynam, capo strategist creditizia di Goldman Sachs, aveva già avvertito che l’impennata delle emissioni corporate nel mercato high yield USA aveva iniziato a mettere sotto pressione gli investitori obbligazionari.
John Yovanovic, co-leader finanziamenti leveraged di MetLife Investment Management, individua così il nodo:
Il problema non è che le condizioni creditizie siano cambiate nell’ultimo anno, ma che nei prossimi 18 mesi è in arrivo un’enorme nuova offerta.
Borsa: la rivalutazione dei modelli ad alta leva
Sul mercato azionario, il modello di business fortemente a leva finanziaria di CoreWeave sta subendo una decisa ridefinizione del valore.
Dalla quotazione a marzo 2025 a 40 dollari, il titolo CoreWeave era salito oltre il 360% grazie all’esplosione della domanda per AI; poi è iniziata una brusca correzione, e ora il titolo è sceso del 67% circa dai massimi, tornando intorno ai 60 dollari, a meno di 25 dollari dal prezzo dell’IPO.

Va osservato che la stessa offerta pubblica iniziale dell’azienda è stata piuttosto travagliata, richiedendo il supporto “di garanzia” di Nvidia. Per gli analisti ottimisti, la vendita delle ultime settimane è stata una reazione eccessiva del mercato.
Brad Zelnick, analista di Deutsche Bank, mantiene il rating "buy" e sottolinea nel report di giovedì che CoreWeave vanta una “base clienti solida, comprovate capacità operative, forte capacità di conversione degli ordini backlog e migliore performance infrastrutturale”, e ritiene che il contesto di domanda superiore all’offerta di potenza di calcolo AI non sia cambiato nella sostanza.
Ciononostante, il cambiamento delle condizioni macro rende difficile un diffuso ottimismo. Thomas DiFazio, strategist ETF di Roundhill Financial, afferma:
Il quadro macro genera un mercato “vendi prima, poni le domande dopo”. Nel breve termine è difficile pensare che tutto sia già rientrato.
Robert Schiffman, analista di Bloomberg Intelligence, osserva che la stretta relazione tra CoreWeave e Nvidia in teoria potrebbe garantire capitali in un contesto di finanziamento di mercato più difficile. Tuttavia, Jensen Huang, durante un evento a Stoccolma, ha escluso esplicitamente questa possibilità, dichiarando:
CoreWeave non ha bisogno di un salvataggio, la loro forza cresce ogni giorno, sono ottimista, i loro costi di capitale stanno effettivamente diminuendo.
Divisioni sul mercato: panico di breve termine o svolta di tendenza?
Nella recente fase di volatilità, il mercato mostra profonde divergenze di giudizio su CoreWeave e sul più ampio scenario degli investimenti AI.
I pessimisti si concentrano su: la risalita dei rendimenti dei Treasury USA e l’inflazione sostenuta che fanno aumentare i costi di finanziamento; tempi lunghi affinché i data center AI generino ritorni economici dopo la costruzione; rischio di obsolescenza dei device GPU già prima che le nuove facility entrino in funzione; crescenti dispute politiche su permessi edilizi e prezzi dell’energia collegati ai data center.
Larry Holzenthaler, Senior Portfolio Manager di Catalyst Funds, società di asset management fixed income, spiega:
Qualche mese fa avrei detto che l’ottimismo sull’AI era eccessivo.
Secondo lui, quei rischi - l’enorme fabbisogno finanziario, l’elevata leva e la dipendenza dai finanziamenti esterni - che il mercato aveva ignorato o sottovalutato a giugno, ora vengono prezzati in modo ancora più aggressivo.
Gli ottimisti invece ritengono che il ciclo di capex dell’AI sia solo all’inizio e che la domanda strutturale di lungo termine non sia stata messa in discussione.
Matt Bartolini, Head of Global Research Strategy di State Street Investment Management, afferma:
Siamo ancora nelle primissime fasi del ciclo di capex per l’AI, i tassi di interesse non rappresentano un ostacolo insormontabile ma cambiano le motivazioni dietro la continua emissione di debito e la possibilità di finanziare questi debiti con una crescita futura credibile. La storia della domanda di lungo termine è ciò che guida davvero la spesa in conto capitale, e ritengo che questa domanda resterà forte, qualunque sia la traiettoria dei tassi.
John Han, portfolio manager di F/m Investments, società di asset management fixed income, dichiara che il suo team “sta rivalutando l’esposizione complessiva sulle infrastrutture AI, in particolare dove si concentra il rischio e se otteniamo una sufficiente compensazione in termini di rendimento”.
Il cuore di questa discussione è che gli investitori nell’AI si trovano davanti a una rivalutazione storica dei livelli di prezzo: con la fine dell’era del denaro gratuito, il modello di business delle società AI infrastrutturali basate sull’espansione a debito è sottoposto a una verifica di mercato senza precedenti sulla sua sostenibilità.
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