Il "Davos del deserto" dell'Arabia Saudita posticipato al 2027: la finestra di contratti da 50 miliardi di dollari si è chiusa, la narrativa del "hub globale degli affari" subisce una battuta d'arresto.
La conferenza "Future Investment Initiative" dell’Arabia Saudita, soprannominata "Davos nel deserto", ha annunciato il rinvio: la decima edizione, inizialmente prevista dal 26 al 29 ottobre a Riyadh, è stata posticipata al 2027. Il rinvio è dovuto agli attacchi continui degli Houthi contro obiettivi interni all’Arabia Saudita, inclusi l’aeroporto di Riyadh e la sede centrale di Saudi Aramco. Secondo l’agenda preliminare, tra i partecipanti previsti vi erano dirigenti di importanti istituzioni finanziarie come Goldman Sachs, JPMorgan e Blackstone.
La conferenza d'investimento di punta dell’Arabia Saudita, la “Iniziativa per gli Investimenti Futuri” (FII), ha annunciato il rinvio dell’evento; il peggioramento continuo della situazione alla sicurezza in Medio Oriente impedisce il regolare svolgimento di quello che viene definito il “Davos del Deserto”, gettando un’ombra sull’ambizione saudita di affermarsi come snodo globale per il business.
Il 19 ottobre, gli organizzatori hanno pubblicato una dichiarazione confermando che la decima edizione della FII, originariamente prevista a Riyadh dal 26 al 29 ottobre, è stata posticipata al 2027, aggiungendo che le nuove date specifiche saranno comunicate “presto”.

La dichiarazione afferma che il rinvio mira a garantire che questo “evento fondamentale possa raggiungere le dimensioni, la qualità e l’impatto attesi da partner, membri, relatori e delegati”.
Questo rinvio arriva dopo una serie di attacchi da parte degli Houthi contro obiettivi sul territorio saudita. Il 10 ottobre, gli Houthi hanno colpito l’aeroporto Internazionale King Khalid di Riyadh, provocando almeno 12-18 morti e oltre 300 feriti.
Successivamente, i ribelli Houthi hanno continuato a prendere di mira l’Arabia Saudita con missili e droni, colpendo infrastrutture militari, energetiche e civili, incluso il quartier generale della compagnia petrolifera nazionale Saudi Aramco.
I giganti della finanza erano attesi, dubbi sulla sicurezza fanno saltare i piani
L’edizione di quest’anno della “Iniziativa per gli Investimenti Futuri” avrebbe raccolto una lista di ospiti di altissimo rilievo.
Secondo il programma preliminare, erano attese figure come il CEO di Goldman Sachs David Solomon, il CEO di Standard Chartered Bill Winters, la CEO di Citigroup Jane Fraser, oltre al CEO di JPMorgan Jamie Dimon, il CEO di Blackstone Stephen Schwarzman e il CEO di BlackRock Larry Fink, tra altri importanti protagonisti del settore finanziario.
Secondo quanto riportato da Reuters, diverse grandi banche e società di private equity hanno già espresso in privato al presidente del Public Investment Fund (PIF) Yassir Al-Rumayyan preoccupazioni riguardo alla sicurezza della partecipazione all’evento. Pare che alcuni partecipanti e relatori avessero pianificato di atterrare prima in Bahrein e poi raggiungere Riyadh in macchina (circa 5 ore di viaggio) per evitare rischi di volo diretto.
In precedenza, gli organizzatori avevano valutato alternative come la partecipazione in formato ibrido online e, solo la scorsa settimana, affermavano di prepararsi ad “accogliere migliaia di delegati a Riyadh”, ma alla fine si è dovuto annunciare il rinvio.
Otto anni di risultati notevoli per la FII, ma il rinvio è un colpo alla strategia di trasformazione economica saudita
La “Iniziativa per gli Investimenti Futuri”, creata dal fondo sovrano saudita nel 2017, è diventata una piattaforma chiave per promuovere la diversificazione economica e attrarre capitali stranieri nel Regno.
Durante la conferenza inaugurale, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman aveva annunciato l’ambizioso progetto NEOM New City. Al-Rumayyan aveva dichiarato che, dal suo lancio, la FII ha favorito accordi per un valore totale superiore ai 250 miliardi di dollari, di cui oltre 50 miliardi solo nell’edizione 2025.
Lo stop di quest'anno rappresenta un duro colpo per l’Arabia Saudita, impegnata in un piano di trasformazione economica da svariati trilioni di dollari per ridurre la dipendenza dal petrolio e sviluppare settori come turismo, sport e tecnologia, con un crescente bisogno di attirare capitali e attenzioni globali.
Il rinvio riflette l’impatto più ampio dell’espansione del conflitto tra Stati Uniti e Iran nella regione mediorientale.
Come riferito da Reuters, quest’anno negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar diverse conferenze sono già state annullate, rimandate o modificate per motivi di sicurezza. Fino a poco tempo fa, l’Arabia Saudita aveva subito contraccolpi più limitati, ma l’intensificarsi degli attacchi Houthi ha aggravato la situazione.
Il rinvio della “Iniziativa per gli Investimenti Futuri” rappresenta il più recente caso di attività di business interrotte nel Golfo a causa dei rischi geopolitici e ricorda ancora una volta ai mercati che la situazione della sicurezza in Medio Oriente è una variabile cruciale per l’ambiente imprenditoriale e la fiducia degli investitori nella regione.
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