USD: Che segnale dà un'inversione a V rovesciata?
Morning FX
Il fenomeno straordinario dopo la pubblicazione del CPI di mercoledì: l'indice del dollaro USA ha inizialmente registrato un'impennata di quasi cento punti, raggiungendo quota 103, per poi ripiegare completamente e, in apertura del mercato asiatico ieri, perdere tutti i guadagni. Questo movimento a “V rovesciata” così pronunciato ha spinto al ribasso anche l’indice del dollaro dopo i dati PPI e retail di ieri sera. Sebbene entrambi i dati abbiano superato di gran lunga le aspettative, l’indice del dollaro è rimasto fermo su 102, come se fosse bloccato, senza oscillazioni.
Perché il dollaro non segue i dati?
(1) Il crollo del mercato azionario è la prima preoccupazione
Dopo l’aumento dei tassi di settembre, la crescita dell’indice del dollaro USA è stata silenziosamente sostenuta dalla robustezza delle azioni americane, mentre il CPI superiore alle aspettative ha direttamente innescato la caduta del mercato azionario, portando il mercato ad avviare il tanto atteso ciclo di "aumento dei tassi-discesa delle azioni-fed put salvataggio del mercato-ostacolo agli aumenti".
(2) La Fed è il diretto protagonista
Dopo il CPI, tre funzionari hanno parlato: Barkin è rimasto ambiguo, sostenendo che bisogna vedere il PPI per prendere la prossima decisione; Daly e Goolsbee, invece, hanno affermato con fermezza che “il CPI è molto alto, ma non c’è urgenza di alzare i tassi”.
Se guardiamo solo dal punto di vista della banca centrale, con una situazione occupazionale accettabile e un’inflazione elevata, mitigare il panico del mercato azionario è comprensibile, ma a ottobre toccherà comunque alzare i tassi. Tuttavia, attualmente, c’è un’altra pressione principale: le elezioni di mid-term e le difficoltà fiscali dei repubblicani. Se anche il discorso di Waller di oggi mira a ridimensionare le aspettative per un aumento dei tassi a ottobre, allora si può ipotizzare che la Fed intenda restare ferma fino alla conclusione delle elezioni di mid-term, concedendo temporaneamente alla politica monetaria un ruolo subordinato rispetto alle esigenze fiscali?
(3) Le posizioni di mercato sono la variabile decisiva
Dalla crisi fiscale francese, le posizioni long sul dollaro stanno aumentando rapidamente, avvicinandosi al livello massimo di luglio. Con il rilascio in sequenza dei dati positivi, l’indice del dollaro è salito a 103 e molti long hanno iniziato a prendere profitto e uscire dal mercato; la forza del “buy on rumor, sell on news” ha determinato la formazione del movimento a V rovesciata.
Quali elementi potrebbero influenzare il dollaro nei prossimi giorni?
Se il mercato azionario USA continuerà a scendere. Se scende solo per alcuni giorni e poi rimbalza, le aspettative di aumento dei tassi riprenderanno, favorendo il dollaro; solo un calo prolungato di livello settimanale potrà davvero abbassare i tassi USA e l’indice del dollaro attraverso la logica del fed put.
Le elezioni di mid-term e l’indipendenza della Fed. La probabilità che i Repubblicani perdano entrambe le Camere alle elezioni di mid-term è in aumento e parte del rischio negativo per il dollaro potrebbe già essere prezzata. Tuttavia, se la Fed al FOMC di ottobre, nonostante il CPI e il PPI molto elevati di settembre, decidesse di non alzare i tassi per agevolare le elezioni, la sua credibilità potrebbe risentirne e dare avvio ad una nuova fase di “de-dollarizzazione”; questo rappresenta un rischio negativo potenzialmente ancora maggiore per il dollaro.



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