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Morgan Stanley indica che il vincitore del recupero nel settore delle apparecchiature di rete non è Cisco, ma F5 (FFIV.US).

Morgan Stanley indica che il vincitore del recupero nel settore delle apparecchiature di rete non è Cisco, ma F5 (FFIV.US).

智通财经智通财经2026/10/14 04:32
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Mentre il mercato continua a scommettere sulla frenesia per l'hardware legato all'AI, Morgan Stanley ha rivolto la sua attenzione verso un settore ormai considerato datato: quello delle apparecchiature di rete aziendali.

L'APP di Zhitong Finance ha notato che, mentre il mercato continua a pagare per la frenesia dell'hardware AI, Morgan Stanley sta volgendo lo sguardo verso un settore “datato”: i dispositivi di rete aziendali. Secondo la banca, questo comparto, a lungo trascurato, sta vivendo un solido recupero trainato da “obsolescenza delle apparecchiature + sicurezza” e il vero outsider non è il leader di mercato Cisco, bensì il tradizionale fornitore di application delivery F5 (FFIV.US).

Morgan Stanley mantiene un rating di settore “in linea con il mercato” per i dispositivi di rete delle telecomunicazioni; la narrazione di fondo è: crescita in moderato recupero, maggiore difensività, ritorno della disciplina negli investimenti. Non si tratta di un report “tutto rialzista”, ma di una guida che seleziona “chi ha una logica indipendente di sostituzione, vince”. In questo ciclo, la scommessa più forte di Morgan Stanley va a F5.

Le prospettive di crescita migliorano, ma la “difensività” è la chiave

I dati indicano che le prospettive di crescita dei dispositivi di rete per il 2026 salgono al 3,0%, 39 punti base sopra il 2,6% del trimestre precedente; la previsione per il 2027 è del 2,8%. Anche il tasso di crescita complessivo del budget IT migliora dal 3,8% al 4,0%. Ma il segnale più importante è nella struttura: la spesa per dispositivi di rete scala dal 4° al 3° posto nella classifica delle “priorità difensive di spesa” rispetto al trimestre precedente, il che significa che i CIO sono sempre meno disposti a tagliare le infrastrutture di rete quando riducono i budget.

Dietro a ciò c’è una logica chiara di sostituzione: il 45% degli intervistati indica “obsolescenza/fine vita delle apparecchiature” come primo driver di upgrade (rispetto al 37% precedente), e anche gli aggiornamenti legati alla sicurezza salgono dal 21% al 28%. Il ciclo di rinnovo per i dispositivi di rete si allunga complessivamente: switch di campus 5,0 anni, switch di data center 4,7 anni, firewall 4,4 anni; questo allungamento dimostra che la domanda è una “necessità repressa”, non anticipata.

F5: una storia di sostituzione sottovalutata

Morgan Stanley ritiene che F5 sarà il vero outsider del settore. La volontà di spesa netta a tre anni per F5 passa dal +5% al +24%, con un aumento di 19 punti percentuali, il miglioramento più marcato fra tutti; per confronto, Cisco (CSCO.US) scende dal +57% al +28%, Arista (ANET.US) cala dal +29% al +25%.

Due dati concreti sostengono F5: primo, il 49% dei clienti F5 prevede di aggiornare prodotti VIPRION o iSeries nei prossimi 12 mesi (rispetto al 35% precedente), con il picco previsto nei prossimi 4-6 mesi, sintomo di domanda a breve termine visibile; secondo, nel processo di migrazione al cloud aziendale, ora il 55% dei CIO preferisce fornitori tradizionali e i loro prodotti virtuali (dal solo 31% precedente), anche l’utilizzo di ADC tradizionali risale dal 43% al 54%. Morgan Stanley sottolinea che mentre la narrazione “cloud native” si affievolisce, i clienti tornano a pagare per soluzioni “stabili e controllabili” dei brand storici.

Gli aumenti di prezzo non innescano più corsa agli acquisti, gli investimenti seguono la disciplina

Un dato controintuitivo da notare: Morgan Stanley ritiene che gli aumenti di prezzo delle apparecchiature non incentivano più gli acquisti anticipati. L’87% dei CIO segnala prezzi in aumento trimestre su trimestre, ma di fronte a possibili nuovi rincari dei fornitori, il 40% intende mantenere i piani originali, un altro 40% preferisce aspettare il ribasso dei prezzi della memoria, solo il 18% anticiperebbe gli ordini. Ciò conferma che la domanda resta “sostituzione solida”, non “acquisti dettati dal panico”. I progetti posticipati salgono dal 2% al 13%, ma solo il 3% annulla gli ordini e per il 45% degli intervistati il ritmo degli ordini rimane invariato — segno di disciplina negli investimenti, non di deterioramento della domanda.

La sicurezza resta la voce di budget più solida, ma ora il focus è sulla migrazione

Il software di sicurezza si piazza al 2° posto sia in priorità di spesa che in difensività; la sicurezza di rete/SASE rimane la motivazione principale del budget di rete con una quota del 38%. Da notare che la gestione di identità e accessi (IAM) balza al primo posto tra le priorità di sicurezza di rete (35%, dal 18% precedente) e anche la sicurezza AI amplia il suo focus dalla “protezione dei dati” all’“identità degli agenti intelligenti” (22%, dal precedente 11%).

A livello di vendor, Palo Alto Networks (PANW.US) e CrowdStrike (CRWD.US) guidano ancora con il 47% ciascuno nelle quote di acquisto o valutazione di piattaforme, mentre Fortinet (FTNT.US) è l’unico nome che mostra miglioramento su tutti i fronti.

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