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Organizzazione: Il prezzo dell'oro ha resistito alla tempesta dei Treasury USA nel terzo trimestre, ma i rischi di volatilità nel quarto trimestre non possono essere ignorati.

Organizzazione: Il prezzo dell'oro ha resistito alla tempesta dei Treasury USA nel terzo trimestre, ma i rischi di volatilità nel quarto trimestre non possono essere ignorati.

汇通财经汇通财经2026/10/13 07:07
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Per:汇通财经

Huitong Network 13 ottobre—— Invesco ha pubblicato le ultime previsioni trimestrali: l’oro ha registrato una crescita del 3,7% nel terzo trimestre, chiudendo a 4157 dollari, nonostante il rendimento dei Treasury USA abbia raggiunto il massimo da oltre vent’anni. L’alto rendimento reale esercita pressione sui prezzi dell’oro, ma la correlazione tra oro e tassi reali si è chiaramente indebolita dal 2022. Gli acquisti delle banche centrali e la ripresa delle posizioni negli ETF sull’oro forniscono un sostegno di lungo termine. Tuttavia, nel quarto trimestre non si possono sottovalutare i rischi di volatilità: in periodi di forti oscillazioni di mercato, l’oro potrebbe essere venduto passivamente.



Il mercato dell’oro continua ad affrontare molteplici ostacoli come inflazione elevata, tassi d’interesse in crescita e rendimenti dei Treasury USA in aumento, ma il prezzo dell’oro mostra una sorprendente resilienza. Nel terzo trimestre, con i rendimenti dei titoli di stato USA a lungo termine saliti ai massimi da 24 anni, l’oro ha comunque segnato un sostanziale rialzo.

Gli analisti di Invesco nel loro ultimo outlook trimestrale sottolineano che pressioni inflazionistiche, tassi e rendimenti crescenti, unite alla domanda strutturale delle banche centrali e al ritorno di capitali sugli ETF sull’oro, sono due forze contrapposte che continueranno a dominare l’andamento dell’oro negli ultimi tre mesi dell’anno. Pressioni di breve periodo dai rendimenti elevati e sostegno strutturale di lungo termine coesistono: l’oro si trova in una fase critica di intenso confronto tra forza rialzista e ribassista.

Prezzo dell’oro in aumento nel terzo trimestre: il ciclone dei Treasury USA non lo scuote


Gli analisti di Invesco segnalano che l’oro ha chiuso a fine settembre a 4157 dollari l’oncia, con un rialzo del 3,7% nel terzo trimestre. Questo ritorno positivo è stato difficile da ottenere, dato che nello stesso periodo il mercato obbligazionario globale ha subito massicce vendite e i rendimenti dei Treasury USA a lungo termine hanno raggiunto livelli che non si vedevano da più di vent’anni. Il rendimento dei Treasury decennali ha chiuso a fine settembre al 5,28%, quello dei trentennali al 5,63%, entrambi ai massimi dal 2002.

Gli analisti spiegano che l’aumento dei rendimenti obbligazionari, e in particolare dei rendimenti reali, incrementa il costo opportunità di detenere asset senza cedola come l’oro. Tuttavia, gli analisti sottolineano anche che negli ultimi anni la storica correlazione tra oro e tassi reali si è chiaramente indebolita. Spiegano che dal 2022, la correlazione storica tra oro e rendimento reale si è indebolita sensibilmente, soprattutto da quando le riserve russe sono state congelate, spingendo le banche centrali ad acquistare oro in modo strutturale, indipendentemente dal prezzo, ridefinendo così la tradizionale logica di prezzo tra oro e tassi.

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L’inflazione resta il rischio maggiore a breve termine, la Fed mantiene una posizione restrittiva


Guardando avanti, Invesco ritiene che l’inflazione ancora elevata sia il rischio più significativo a breve termine per l’oro, specie in un contesto in cui la crescita economica resta resiliente. Nel report si evidenzia che la Fed a settembre ha alzato i tassi di 25 punti base, portando il target fra 3,75% e 4%. Le ultime previsioni economiche della Fed segnalano inoltre che almeno un altro rialzo è atteso entro l’anno.

Tuttavia, Invesco segnala che i dati sull’inflazione PCE diffusi a fine settembre sono stati più deboli delle attese, riducendo significativamente le probabilità di un rialzo dei tassi a ottobre. Secondo lo strumento CME FedWatch, il mercato attribuisce attualmente solo una probabilità del 21% a una stretta sui tassi verso fine mese. È probabile che la Fed lasci invariati i tassi nella riunione di ottobre e che i policymaker attendano altri dati macro prima di valutare eventuali rialzi a dicembre. Gli analisti prevedono che le persistenti pressioni inflazionistiche costringeranno la Fed a mantenere una linea restrittiva; nel contempo, Invesco osserva che una crescita economica più forte sta spingendo i rendimenti ancora più in alto, ponendo ulteriori sfide per chi investe in oro.

Rischi fiscali in aumento, l’offerta di Treasury potrebbe spingere i rendimenti al rialzo


Invesco sottolinea che le preoccupazioni sul debito federale USA continuano a crescere: nel terzo trimestre il volume dei Treasury in circolazione ha superato i 40.000 miliardi di dollari.

Con il crescere dei rischi fiscali, gli investitori potrebbero richiedere un premio di rischio maggiore per detenere Treasury a lungo termine, spingendo così i rendimenti verso l’alto. Sebbene il maggiore premio di scadenza sia solitamente visto come un elemento negativo per il prezzo dell’oro, le preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale potrebbero portare alcuni investitori a riconsiderare il ruolo dei bond sovrani come beni rifugio, rafforzando così indirettamente l’attrattiva dell’oro come asset di protezione.

ETF: posizioni ai minimi rimbalzano, acquisti record dalle banche centrali


Malgrado le tante sfide, Invesco sottolinea che la logica d’investimento a fondo sull’oro resta solida. Il report indica che nel corso del 2026, per buona parte del periodo, le posizioni negli ETF in oro fisico sono diminuite costantemente: prezzi elevati e borsa in forza hanno ridotto l’appeal diversificativo dell’oro nei portafogli. Tuttavia questo trend si è invertito bruscamente nel terzo trimestre, con le posizioni in ETF sull’oro globale che a fine settembre hanno toccato il massimo da 12 mesi.

Anche la domanda da parte delle banche centrali fornisce un importante sostegno. Citando dati del World Gold Council, Invesco ricorda che nel secondo trimestre del 2026 le banche centrali hanno acquistato quantità record di oro per il periodo. I gestori di riserve internazionali danno sempre più importanza ai rischi geopolitici e alla sicurezza delle riserve aurifere. Questa domanda strutturale dovrebbe proseguire anche nel quarto trimestre. Secondo Invesco, la diversificazione delle riserve delle banche centrali, le incertezze geopolitiche e la ripresa degli investimenti continueranno a sostenere il prezzo dell’oro, anche se alti tassi e rendimenti elevati presentano sfide evidenti nel breve periodo.

Permangono rischi di volatilità nel Q4: attenzione alla stretta di liquidità


Invesco mantiene una visione positiva sulle prospettive di lungo termine per l’oro, ma avverte gli investitori di prepararsi a una volatilità persistente nel quarto trimestre. Gli analisti affermano che qualora la volatilità dei mercati finanziari dovesse restare elevata, oscillazioni nel prezzo dell’oro non sarebbero sorprendenti e potrebbero anche essere scollegate dai suoi fondamentali.

Nelle fasi di forte stress dei mercati, anche chi è strutturalmente positivo sull’oro potrebbe essere costretto a liquidare posizioni per far fronte a richieste di margini aggiuntivi o compensare perdite su altre componenti del portafoglio. Questo rischio è particolarmente rilevante per gli investitori che hanno accumulato ampi profitti latenti durante il recente rialzo dell’oro. Nonostante ciò, Invesco è convinta che gli acquisti delle banche centrali proseguiranno in ottica di diversificazione delle riserve e continueranno a sostenere strutturalmente il prezzo dell’oro.

Conclusioni


In sintesi, l’oro si trova all’incrocio fra venti contrari di breve periodo e solide basi strutturali di lungo termine. L’inflazione elevata, i tassi in crescita e i rendimenti obbligazionari elevati continueranno a comprimere il prezzo dell’oro nel quarto trimestre, ma gli acquisti delle banche centrali, i flussi di capitali verso gli ETF sull’oro e le incertezze fiscali e geopolitiche rappresentano una forza d’acquisto a lungo termine difficile da demolire. Invesco invita gli investitori a mantenere fiducia ma anche prudenza: in fasi di turbolenza, l’oro potrebbe non offrire una copertura perfetta. La direzione di breve periodo dipenderà soprattutto dai dati dell’inflazione e dalle decisioni della Fed, mentre il vero sostegno deriva dalla profonda trasformazione in corso nel sistema delle riserve globali.

Organizzazione: Il prezzo dell'oro ha resistito alla tempesta dei Treasury USA nel terzo trimestre, ma i rischi di volatilità nel quarto trimestre non possono essere ignorati. image 1
Grafico mensile dell’oro spot Fonte: Yihuitong

Fuso orario GMT+8 13 ottobre, 13:21 Oro spot quotato a 4197,42 USD/oncia

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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