Funzionario iraniano dichiara: "Mai rinunceremo" al diritto di arricchire l'uranio, niente negoziati tra Iran e USA, preparativi per bloccare lo "stretto illegale di Hormuz"
Secondo quanto riportato, un alto funzionario iraniano ha dichiarato mercoledì che, prima di discutere della questione nucleare, gli Stati Uniti devono prima soddisfare le condizioni poste dall'Iran; gli attuali piani proposti dagli Stati Uniti sul programma nucleare sono in contrasto con le richieste iraniane. L’ultima proposta di Vance rappresenta solo la posizione americana. Lunedì, Vance ha affermato che l'Iran deve "ridurre in modo sostanziale" la propria capacità di arricchimento dell'uranio per soddisfare le richieste degli Stati Uniti. Mercoledì, il prezzo del Brent ha temporaneamente superato i 102 dollari al barile.
Il Brent supera i 102 dollari al barile, le prospettive dei negoziati sul nucleare tra Iran e USA si offuscano nuovamente.
Un alto funzionario iraniano ha dichiarato mercoledì a Reuters che l’Iran "non rinuncerà mai" al diritto di arricchire uranio e che attualmente "nessun negoziato" è in corso con gli Stati Uniti. Lo stesso funzionario ha sottolineato che la proposta americana sul programma nucleare iraniano è "in contrasto" con le richieste di Teheran. In seguito a questa notizia, il prezzo del Brent è salito rapidamente oltre i 102 dollari al barile.

Nella stessa giornata, secondo Rai News, il consigliere del comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Naqdi, ha affermato che lo Stretto di Hormuz è stato chiuso e che l’Iran bloccherà presto le “rotte illegali” nello stretto; questa situazione durerà finché le legittime richieste iraniane non saranno soddisfatte.
Secondo un altro reportage della Rai, il giorno 7, il presidente iraniano Pezeshkian e il presidente russo Putin hanno avuto una conversazione telefonica, durante la quale entrambe le parti hanno sottolineato la necessità di rafforzare ulteriormente la cooperazione strategica bilaterale.
Putin ha affermato che la Russia sostiene gli sforzi diplomatici di alcuni Paesi per allentare la tensione nella regione, sottolineando che Mosca è pronta a svolgere un ruolo attivo e a fornire assistenza in tal senso.
Posizione rigida nei negoziati nucleari: l’Iran traccia la “linea rossa”
Secondo quanto riportato da Reuters, l’alto funzionario iraniano ha chiarito che il riconoscimento da parte degli Stati Uniti del diritto iraniano all’arricchimento dell’uranio rappresenta una “linea rossa” per Teheran, e che l’Iran “non rinuncerà mai” a questo diritto, mentre dettagli e scala dell’arricchimento potranno essere discussi in seguito.
Il funzionario ha inoltre sottolineato che Washington deve prima soddisfare le condizioni preliminari poste da Teheran, affinché la questione nucleare possa essere inserita nell’agenda. Ha definito le recenti proposte del vicepresidente americano Vance come “idee e richieste degli USA”, e non una base di negoziazione bilaterale.
Secondo Xinhua, il vicepresidente americano Vance ha dichiarato in un’intervista il 5 che l’Iran deve “ridurre sostanzialmente” la propria capacità di arricchimento dell’uranio per soddisfare le richieste statunitensi e porre così fine al conflitto con Washington che dura da mesi.
Vance, in un’intervista esclusiva a Reuters, ha affermato che gli Stati Uniti sono “aperti” a raggiungere un accordo con l’Iran, a condizione che Teheran adotti misure concrete per ridurre l’attuale capacità di arricchimento, e non si limiti solo a promettere future riduzioni. Ha ribadito che gli USA non intendono agire solo sulla base di promesse verbali iraniane.
Vance ha detto che Washington sta negoziando con il presidente iraniano Pezeshkian e con il ministro degli Esteri Araghchi. Il rapporto riporta che negli ultimi giorni Iran e Stati Uniti hanno discusso di porre fine alle ostilità e della riapertura dello Stretto di Hormuz, tra gli altri temi.
Tensione nello Stretto di Hormuz: aumentano le minacce alla navigazione
Mentre i negoziati nucleari ristagnano, la situazione nello Stretto di Hormuz si surriscalda nuovamente.
Il consigliere del comandante delle Guardie Rivoluzionarie, Naqdi, ha dichiarato all’agenzia semi-ufficiale iraniana Fars News che le "rotte illegali" prossime alla chiusura si riferiscono ai canali a sud, vicino alla costa dell’Oman, creati mediante demolizione della roccia e utilizzati principalmente per il contrabbando di petrolio verso le petroliere.
Secondo un altro consigliere delle Guardie Rivoluzionarie, Majid Mirahmadi, attualmente transitano in media 10 navi al giorno attraverso lo Stretto di Hormuz, rispetto alle circa 125 navi al giorno prima dell’inizio delle ostilità.
I dati preliminari dell’agenzia di tracciamento navale Kpler mostrano che, fino al 30 settembre, la media a sette giorni delle esportazioni di petrolio greggio dell’area era di 18,3 milioni di barili giornalieri; per 14 giorni nel mese di settembre le esportazioni hanno superato i livelli prebellici, includendo tran-shipment via Stretto di Hormuz, Mar Rosso e Golfo di Oman.
Secondo alcuni analisti, nonostante l’aumento delle esportazioni a settembre, gli attacchi iraniani alle petroliere e i problemi logistici non sono stati eliminati, con dubbi sulla possibilità di mantenere livelli così elevati di export.
Colloquio telefonico tra il presidente iraniano e quello russo: rafforzare la cooperazione bilaterale
Secondo Rai News, il giorno 7, il presidente iraniano Pezeshkian e il presidente russo Putin hanno avuto una conversazione telefonica, durante la quale entrambe le parti hanno sottolineato la necessità di continuare a rafforzare la cooperazione strategica bilaterale.
Pezeshkian ha sottolineato che le relazioni tra i due paesi stanno procedendo bene e che è necessario continuare a rafforzare la cooperazione in tutti i settori, in quanto ciò è nell’interesse comune di entrambi.
Putin ha affermato che, nonostante la situazione instabile nella regione, la collaborazione tra le parti continuerà a svilupparsi. La Russia sostiene gli sforzi diplomatici di alcuni paesi per attenuare la tensione nell’area e sottolinea la disponibilità di Mosca a contribuire attivamente.
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